Lamezia Terme, 14 settembre 2011 - Il Soroptimist Club di Lamezia Terme ha donato 450 euro alla comunità “Lunarossa” che ospita nove ragazzi stranieri non accompagnati. La comunità, nata nel luglio scorso, ha come obiettivo quello di accogliere e soprattutto integrare i bambini e i ragazzi immigrati che giungono in Italia senza famiglia. Attualmente è composta da ragazzi che hanno dai 13 ai 17 anni e che arrivano dal Ghana, Tunisia, Guinea, Costa d’Avorio, Niger. Le socie del Soroptimist Club, guidate dalla presidente Stefania Gambardella, hanno consegnato dei fondi per sostenere i 9 minori che da un mese e mezzo sono ospiti della comunità sorta in una struttura confiscata alla mafia nel quartiere Capizzaglie di Lamezia est, grazie ad un’iniziativa promossa dalla comunità “Progetto Sud”. I soldi, che sono stati raccolti della socie del club, sono serviti per l’acquisto di beni di prima necessità dei minori, giunti nella nostra città senza familiari. La consegna è avvenuta direttamente nella sede di via dei Bizantini, alla presenza delle socie del Soroptimist, del coordinatore della comunità per minori stranieri non accompagnati Nicola Emanuele, degli operatori della struttura e soprattutto dei ragazzi che vivono nella comunità. Oltre ai fondi del club, ai minori stranieri sono stati consegnati anche 140 euro raccolti durante l’estate da cinque bambine, figlie di alcune socie del Soroptimist, che sulla spiaggia della Marinella hanno allestito una bancarella e hanno venduto bracciali e catenine per raccogliere dei soldi da poi devolvere in beneficienza. Soldi che hanno deciso di donare ai nove minori stranieri che, in particolare, utilizzeranno per comprarsi i quaderni e le penne da utilizzare a scuola. “Un progetto importante e necessario - ha spiegato Nicola Emanuele – considerati i continui sbarchi che si verificano ogni giorno in Calabria. I minori che arrivano qui da noi hanno già percorso moltissimi chilometri da soli, hanno attraversato il deserto e superato le difficoltà della navigazione, su gommoni e barche di fortuna. Sono ragazzi che hanno vissuto momenti difficilissimi: sono riusciti a sfuggire alla guerra e alla morte e ora sono alla ricerca di una nuova vita. Il nostro obiettivo è quello di aiutarli a crescere, facendoli integrare nel nostro territorio in modo da poter sperare in una vita più serena. Tutto questo attraverso un percorso di crescita e di educazione che portiamo avanti con un’equipe di professionisti e mediatori culturali e linguistici”. E per favorire questa integrazione, i 9 ragazzi non solo da lunedì hanno iniziato la scuola, sette frequentano la scuola media e due l’istituto alberghiero, ma nel pomeriggio alcuni vanno in palestra mentre altri sono iscritti alla scuola calcio del Nicastro. Tutti hanno inoltre frequentato corsi per imparare l’italiano e il computer. “L’obiettivo prioritario – ha proseguito Nicola Emanuele – resta comunque l’integrazione, che speriamo possa avvenire presto, anche attraverso il contatto e le iniziative da condividere con il resto della città”. Un input che è stato raccolto dal Soroptimist club che, con questa prima iniziativa, ha voluto avviare un confronto e un cammino con la comunità di minori “Lunarossa”. “Siamo consapevoli del dolore e della sofferenza che hanno vissuto questi ragazzi – ha detto Stefania Gambardella – nonostante la loro giovane età sono state vittime di tante ingiustizie ed hanno dovuto superare tante prove difficili. Questo nostro piccolo gesto vuole essere solo l’inizio di un percorso che vorremmo avviare con la comunità “Lunarossa”, per favorire l’integrazione di questi ragazzi che vivono lontani dalle loro famiglie e che hanno bisogno di tanto amore e vicinanza. Ogni persona è portatrice di esperienze e di identità culturali uniche, ecco perché abbiamo già in mente di promuovere iniziative che possano valorizzare il vissuto di questi minori che arrivano da terre lontane”.