ManifestiamociLamezia Terme, 4 ottobre 2016 - Anche quest’anno, come di consueto nel periodo autunnale, ritorna #manifestiamoci, il laboratorio di lettura nei parchi e nei centri storicicittadini, ideato 2 anni fa dai blogger lametini di Manifest. per una ricerca spontanea verso la condivisione ed il confronto sulle tematiche più disparate. La parola chiave scelta è “Urgenza” ed ha a che fare con la capacità di guardarsi bene intorno.

“La nostra contingenza ci costringe ad un presente complesso, sul quale siamo in dovere di porci continue domande”. Il laboratorio è aperto a tutti, è gratuito, e ha comeunico obiettivo stimolare le nuove generazioni alla ‘lettura’, non solo dei testiscritti, ma anche del "circostante".La scelta di ‘occupare’ uno spazio urbano, quale può essere un parco ad esempio, non è infatti casuale, ma prende spunto dall’idea di ‘riappropriazione’ dei luoghi, in una visione d’insieme che esplora i diversi volti della ‘cultura’ e dell’impegno sociale.“Manifestiamoci” vuol dire proprio questo. Significa prender coscienza del proprio ruolo nei propri spazi. I libri, nostri fidati amici, le nostre giuste armi, diventano di volta in volta i motori veicolanti di dibattiti, discussioni, ma anche di semplici momenti di riflessione personale e collettiva.  “Abbiamo pensato a 2 primi incontri, nel mese di ottobre, il primo dei quali fissato per sabato 8 ottobre ore 15,30 sul prato verde del Parco Impastato - scrivono in  una nota stampa i ragazzi del Collettivo - Il tema verte sulla questione drammaticadella violenza di genere, femminicidio,cyberbullismoe tutta la discussione sociale delle recenti settimane, ispirata dai fatti di Melito Porto Salvo come Rimini e Napoli”. Il tentativo è quello di svestirci ancora una volta di titubanze, scetticismie luoghi comuni, di metter giù la maschera e toccare con mano uno dei tantiproblemi che attanaglia il nostro presente, in modo particolare la nostra terra, ancorataa una visionemaschilista, a una mentalità per certi versiatavica, amplificata all’ennesima potenza dai media.Anche l’uso esasperato e incontrollato dei social network contribuisce a una spersonalizzazione di vittime e carnefici e spinge a una riflessione più approfondita sui rapporti umani. Un laboratorio aperto, dunque, che vuole credere ancora nella capacità e nella bellezza di guardarsi negli occhi, di scambiarsi un’opinione. (È consigliabile seguire aggiornamenti, e cambi location in caso di pioggia, sulla pagina facebook di Manifest).