Stella_MartinaCosenza, 14 aprile 2011 - La giovane attrice Martina Stella ha tagliato il nastro della mostra “Il Risorgimento secondo Martone”, che porta a Cosenza (in contemporanea a Torino) gli scatti del film “Noi credevamo”. La mostra di Cosenza è realizzata in collaborazione con il corso di Laurea magistrale in Linguaggi dello spettacolo, del cinema e dei media dell'Università della Calabria e con Solares Fondazione delle Arti (Parma) ed è a cura di Alberto Barbera, direttore del Museo nazionale del Cinema di Torino. “E' la seconda volta che torno in Calabria, trovo sempre un’atmosfera bellissima”, ha affermato Martina Stella. L’attrice infine ha auspicato che “oltre alle commedie, in cui si sta investendo tantissimo, si investa anche in film come questi, di grande rilievo”. Presenti all'inaugurazione anche due giovani attori del film, Luigi Pisani e Maria Scorza. Pisani ha parlato del valore dell'unità del Paese, indicando nel “Noi” del titolo del film un elemento che “unisce il Nord e il Sud dell'Italia”. “Noi credevamo - ha proseguito - indica un verbo in divenire, ci vogliamo ancora credere”. Incredibile, ha fatto notare Pisani, come “le passioni dei giovani sono le stesse in ogni epoca”. A parlare nello specifico del film “Noi credevamo” è stato il critico cinematografico e docente dell'Università della Calabria Bruno Roberti, amico d’infanzia di Mario Martone. “E' indicativo -ha notato- che la mostra si tenga a due passi dal Vallone di Rovito, dove sono stati fucilati i fratelli Bandiera. Parte del film passa attraverso la Calabria e un Sud che ha dato al processo unitario un contributo spesso rimosso. Ne ho discusso con Martone, definendolo un film sulla rimozione del processo di costruzione dell'identità”. Il docente ha anticipato che in autunno Mario Martone sarà in Calabria per una serie di iniziative.