Falerna, 21 settembre 2011 - "Donne di Mafia" è il titolo di un film di Giuseppe Ferrara ( prodotto per Rai due) che mette in luce quanto è essenziale il ruolo delle donne per scardinare il fenomeno mafioso. La scelta di questo film ha lo scopo di aprire nella società una riflessione seria e costruttiva, attraverso il contributo di esponenti del mondo associativo, professionale, politico e istituzionale. L'incontro, dedicato a Maria Concetta Cacciola (testimone di giustizia che si è uccisa ingerendo acido muriatico), è promosso dal Centro studi "G. Lazzati" in collaborazione con i Comuni di Falerna e Nocera Terinese e si svolgerà sabato 24 settembre alle 17,00 presso la Sala Congressi Eurolido, alla presenza del regista, di Alfio Cariati, testimone di giustizia e di oltre venti sindaci tra cui Elisabetta Tripodi, Sindaco di Rosarno. Dopo la proiezione del film, il dibattito sarà introdotto e moderato dal presidente Romano De Grazia, intervengono il prefetto di Catanzaro, Antonino Reppucci e tanti ospiti tra cui Francesco Talarico, presidente del Consiglio Regionale, ed i parlamentari: On. Doris Lo Moro, On. Angela Napoli, On. Roberto Occhiuto. Relazionano: Leonilda Cosentino Ass. Comune Falerna; Rosa Andricciola capogruppo Pd Comune di Lamezia Terme; Teresa Benincasa, Consigliere comunale Pdl Comune di Lamezia Terme e Caterina Destito, presidente del Circolo Idv “Legge Lazzati”. Hanno aderito anche, Mario Occhiuto sindacco di Cosenza; Domenico Pallaria (Curinga); Francesco Andreacchi (Simbario), Pietro Fazio (Feroleto). L’iniziativa vuole dare voce alla Calabria che crede in un futuro "a misura d'uomo" per costruire una legalità vera e partecipata, al di fuori dalle logiche degli schieramenti, vissuta cioè come patrimonio comune su cui costruire insieme una società fondata sul pieno rispetto della vita umana. Il Centro Studi, alla luce dei casi inquietanti di suicidi registrati a danno di donne come Lea Garofalo, Tita Buccafusca, Maria Concetta Cacciola, tre giovani donne e madri calabresi accomunati dal gesto disperato, vuole dunque lanciare un appello dalla Calabria per fare uscire dalla solitudine i testimoni di giustizia e tutelare la vita di tutti quelli che, come Alfio Cariati e altri, continuano a collaborare “per” la società “con” lo Stato, “contro” le mafie.