Lamezia_rigenera1Lamezia Terme, 25 marzo 2012 - Si è svolto a Lamezia Terme nella suggestiva cornice del Museo archeologico, davanti a una platea gremitissima, il secondo congresso del ciclo Ri-Generare Città, organizzato dal Consiglio dell’Ordine degli Architetti PPC della Provincia di Catanzaro, dal Dipartimento Cultura, Comunicazione e Informazione dell’Ordine e dall’Arch. Pietro Gigliotti. Ospiti dell’evento due tra i più importanti nomi dell’architettura italiana, il Prof. Arch. Michele Beccu e il Prof. Arch. Filippo Raimondo, soci del famoso studio ABDR di Roma. L’incontro, introdotto dal Presidente dell’Ordine, l’Arch. Biagio Cantisani, che ha ribadito l’importanza del lavoro di dialogo costante che l’Ordine stesso sta portando avanti con le istituzioni tutte e con il Comune di Lamezia in particolare su come intessere politiche efficaci di rilancio e rigenerazione urbanistica, ha affrontato non sono tematiche squisitamente tecniche sulle tecnologie di recente utilizzate nel campo e sulla sostenibilità dei progetti, ma anche sul valore culturale che il pensiero architettonico può apportare alle politiche di urbanizzazione. Come infatti sottolineato dal vice presidente dell’Ordine, l’Arch. Giuseppe Moraca, Beccu e Raimondo, insieme agli altri due componenti dello Studio ABDR Maria Laura Arlotti e Paolo Desideri, sono anche docenti universitari di rilievo oltre che professionisti fortemente legati all’attività sul campo, e svolgono quindi un doppio lavoro innovativo, tecnico e culturale. Durante il congresso l’Arch. Beccu e l’Arch Raimondo hanno illustrato, attraverso la presentazione tecnica e ispirata degli ultimi quattro progetti più importanti di ABDR quali la Stazione Tiburtina e le Stazioni della nuova linea metropolitana di Roma, Il Teatro dell’Opera di Firenze e la ristrutturazione del Museo Nazionale Di Reggio Calabria, come il loro pensiero architettonico parte sempre da un atteggiamento di attenzione forte al luogo in cui un progetto si va a collocare, al di la di quanto lo si conosce personalmente. È importante che i “tecnici” si mettano nei panni di una cultura nazionale, ma soprattutto "regionale", da uomo del territorio, per capirne a  pieno la percezione geografica, della luce, dello spazio. Beccu ha poi sottolineato che l’architettura italiana è per tradizione rapporto con la città, ma che ora è necessario interfacciarsi con le periferie, con le zone limen tra urbanizzazione e natura, impostando un rapporto equilibrato tra percezione visiva e nuove dinamiche di aggregazione Lamezia_rigenera2cittadina. Tutti e quattro i progetti illustrati infatti mostrano lo sforzo costante di ABDR di rigenerare o creare ex novo spazi che diano nuove identità ai luoghi senza turbarne le tradizioni, e in cui possano intessersi nuove interazioni tra trasporti, attività commerciali, servizi, arte e cultura. Una nuova architettura quindi, che s’impianta sul territorio con un senso di forte rapporto con le persone che poi animano e gestiscono i luoghi (ne è un esempio l’Opera di Firenze, il cui progetto è stato sviluppato tramite un’interfaccia costante con gli operatori del teatro) e che soprattutto lancia nuove sfide e possibilità di rigenerazione alle istituzioni, a cui non spetta solo il compito di accogliere la bellezza di questa innovativa concezione, ma anche quello di gestire poi le nuove strutture in un verso che concepisca la sostenibilità non solo come utilizzo di nuove tecnologie ma anche come generazione di una vera cultura di aggregazione urbana. Il congresso, che ha visto anche la presenza del sindaco di Lamezia Terme Gianni Speranza, si è posto perciò come un secondo importante episodio di confronto e soprattutto di ricerca di nuove strategie di ri-generazione urbana da parte dell’Ordine degli Architetti di Catanzaro, e come piattaforma per intessere ulteriori possibilità di costruzione di una sostenibilità democraticamente partecipata.