Caporale_mostra_locandinaLamezia Terme, 24 settembre 2012 -In occasione dell’ottava edizione della Giornata Nazionale del Contemporaneo organizzata da Amaci (Associazi one dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani), giorno 6 ottobre 2012, alle ore 18.00, negli spazi del nascente “Museo della memoria” si inaugura la mostra dell’artista lametino Francesco Antonio Caporale intitolata “Quando l’ora vacilla di luna-La poesia della pittura nei versi di Franco Costabile” che resterà aperta al pubblico fino al 14 dello stesso mese. L'evento, curato dal critico d'arte Teodolinda Coltellaro, promosso dal Comune di Lamezia Terme in collaborazione con l’Associazione Musicarte e con la Pro-loco di Lamezia Terme presenta un nucleo di opere recenti con cui egli attraversa creativamente l'universo poetico di Franco Costabile. Un percorso di ricerca condotto nello spessore espressivo dei versi del poeta sambiasino a indagarne i valori pittorici, a scoprire tutta la gamma di colori in essi contenuti, per ricostruire nell'opera d’arte un mondo di valori etici e di elementi identitari. Nei versi di Costabile, Caporale coglie le suggestioni di quella dimensione rurale che ne genera la poetica; una dimensione di vita semplice, vera, fatta di colori, di suoni, di voci, di rumori che traduce attraverso il linguaggio dell'arte, attraverso le sue forme sperimentali e le contaminazioni linguistiche con altri linguaggi. Le sue opere, che spaziano tra pittura, scultura, installazione ed elementi performativi, permettono di esplorare e conoscere i territori della poesia, riproponendoli nelle sonorità ambientali, nell'accensione dei cromatismi e nell'articolarsi formale e plastico delle emozioni e dei concetti visivi suggeriti dai versi. Scrive Teodolinda Coltellaro nel testo critico in catalogo: “Nelle opere di Caporale gli elementi costitutivi della poesia di Costabile si trasformano per reciproca consonanza e le pulsioni ideative assumono la densità di concetti visivi, di parole lievi come il respiro e concrete di materia, sensibili alle evoluzioni tattili degli occhi che ne catturano l’identità e ne misurano le declinazioni formali . (…) Le lucciole, le cicale, le mosche, le galline e le capre, le stelle bizantine, i cieli, gli alberi, i boschi sono simboli evocativi, frammenti rarefatti che prendono corpo sulla tela, nella creta, sulla carta; che abbandonano, quindi, le spazialità significanti del verso per divenire immagini che dolcemente inclinano verso i contorni sfumati della memoria; sono archetipi narranti, sogni immaginabili, liberati nella molteplicità e fluidità dei segni dipinti, incisi, modulati di luce e ombra, tagliati di nero e di grigio, in cui si dispiegano tracce di vissuti, di storia quotidiana, di paesaggi senza tempo ricomposti attingendo alle stratificazioni dello spirito”. La Mostra sarà visibile dal 6 al 14 ottobr prossimi. Orario: 10.00-12.00/17:30-22:00

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