Panoramia Lamezia2giustaLamezia Terme, 5 novembre 2015 - Riceviamo e pubblichiamo. Nobili parole quelle pronunciate dal sindaco in occasione delle celebrazioni del 4 novembre contro l’oblio della storia e degli ideali: “non c’è futuro per un popolo se il presente non saprà ricordare il passato”. Non sorprende, conoscendo la sua sensibilità,  neppure lo sguardo al mondo dei giovani e degli studenti a cui, egli sottolinea, riuscire a trasmettere conoscenza del passato. Temo tuttavia che la peste bruna della disconoscenza non possa essere debellata a colpi di vibranti appelli e manifesti.

Pur opportuni e significativi, gli appelli necessitano di essere trasformati in scelte pratiche che vadano a incidere sulle condizioni che determinano l’accesso e la fruizione del “bene-conoscenza”. Nel nostro Comune, per una strano atteggiamento di sufficienza, le politiche culturali non hanno mai puntato al funzionamento e all’organizzazione del patrimonio esistente. Non si comprende persino quale sia l’interlocutore a cui fare riferimento in questo ambito: per esempio non si capisce “chi” abbia  imposto il costo di 6 euro per accedere al Museo Archeologico, salvo riduzione a 4 euro a testa, nel caso di gruppi di scolaresche. Prezzi che evidentemente non tengono conto del fatto che dentro non si vendono panini. E forse neppure considerano la competenza di un’autorità come la Soprintendenza.La presa in carico da parte del sindaco di alcune questioni aperte sul fronte delle politiche culturali in città è a mio avviso un’emergenza se si vuole leggere in modo praticabile l’invito a ricordare, tenere presente, il passato alle nuove generazioni.  Come non porre, in questo ambito, il problema della mancata istituzione e organizzazione dell’ “Archivio Storico” del Comune di Lamezia Terme, cenerentola della sua stessa storia, invece degna e meritevole di essere conosciuta e valorizzata… Al sindaco Paolo Mascaro lancio un appello che spero non cada nel vuoto: non lasciamo che la peste bruna si impadronisca dei giacimenti culturali e artistici della Città. Gli affreschi di Giorgio Pinna, gonfi di umidità nella Sala Consiliare di Nicastro,  documenti che testimoniano la storia locale stipati tra brandelli di calce e polvere, i lucchetti alla Casa del Libro antico, non denotano la dovuta attenzione o cura. Il sindaco di oggi ha la stessa condizione che aveva il sindaco di ieri, ha la fortuna di poter parlare ad una città che non è sorda, perché popolata anche da persone e associazioni, operatori e artisti che abitano con impegno il senso di essere cittadini. L’anello mancante è il metodo. Io suggerisco l’ascolto concreto. A Speranza, personalmente do atto di avere approvato in giunta, salvo averne abbandonato l’ormeggio in consiglio, una proposta di iniziativa della  Commissione consiliare competente, per salvare dall’oblio la storia dei nostri caduti e delle nostre popolazioni che solo 50 anni fa si sono unite (dividendosi nella vita amministrativa più di quanto non accadeva nella realtà sociale) sotto l’egida di un unico gonfalone. Senza scomodare i cordoni del bilancio, aprendo alla cittadinanza e al volontariato di persone competenti, potrebbero emergere ottime iniziative per pennellare di ottimismo morale la volontà di non arrendersi. Ripartiamo dall’idea di una politica culturale per la Città di Lamezia Terme. E preoccupiamoci di non lasciare inabitati e soli i luoghi che sono costati anni di sacrificio e passione. Parafrasando un autore concludo:"Non bisogna indurirsi con la durezza dei tempi, bisogna essere positivi".


Teresa Benincasa
ex consigliere comunale
Lamezia Terme