Ama_Calabria_logoLamezia Terme, 27 marzo 2011 – Riceviamo e pubblichiamo. Grazie alle 104 associazioni su 120 sigle presenti in città che non hanno aderito alla stigmatizzazione contro Ama Calabria. Grazie all’associazionismo lametino che da sempre rappresenta in maniera ampia e variegata la società della nostra città.  Grazie all’energia intellettuale e agli sforzi degli operatori culturali sempre dettati, da anni, ad una naturale propensione alla solidarietà e alla condivisione di problemi comuni. Di fronte al tentativo di ridurre il complesso mondo dell’associazionismo in tifoserie pro ed, ancora più terribile, contro qualcuno, la maturità della gran parte delle associazioni ha rifiutato questo metodo che, siamo certi, non appartiene neanche alla maggioranza degli stessi firmatari. Appare quindi singolare che i responsabili di alcuni sodalizi (pochi a dire il vero) si preoccupino di ritrovarsi attorno per elaborare un documento contro un’associazione che ha la sola colpa di avere espresso riserve su una politica culturale caratterizzata, purtroppo, da una serie di evidenti e documentate contraddizioni che ne minano la credibilità. La nota sottoscritta da queste poche associazioni non rende giustizia alla politica culturale comunale del primo mandato del Sindaco Speranza che certamente non ha erogato discrezionalmente contributi finanziari ma, attraverso atti adottati nel rispetto del vigente regolamento per le attività culturali, ha prodotto risultati di rilievo tanto nelle attività dirette (stagione di prosa, Segni di ‘900) che in quelle indirette con il sostegno alle altre stagioni teatrali, musicali e filosofiche letterarie cui si aggiungono una serie d’iniziative di prestigio che fanno la storia culturale della città. Spiace constatare che le predette attività, organizzate con positivi riscontri di pubblico e di critica, a parere dell’estensore del documento si siano caratterizzate “per la proposta ripetitiva” e, quindi, evidentemente vadano riviste se non addirittura sostituite. Per quanto riguarda la presunta volontà conservatrice che rivendica “diritti ipotecari e di ereditarietà” è la storia di Ama Calabria, fatta di continue innovazioni ed aggiornamenti, a parlare. Ama Calabria ha presentato ricorso al Tar non per difendere posizioni acquisite ma per rivendicare con forza che, nell’azione degli uomini, determinante ed al tempo stesso discriminante è l’osservanza delle regole da parte di tutti ed in particolare da chi ha responsabilità di governo. Nel caso delle direttive, adottate senza alcun dibattito pubblico da un organo non legittimo, le norme sono state violate come lo stesso estensore del documento di fatto conferma chiedendo all’amministrazione che le modifiche e le integrazioni del Regolamento vengano sottoposte “all’organo deliberante competente per materia”. Ci auguriamo, quindi, che prevalga in tutti la volontà di trovare le migliori soluzioni perché a Lamezia Terme si elaborino nuovi regolamenti, risultato di un’approfondita reale e partecipata  discussione fra tutti i soggetti in campo.

 

Il presidente

Gennaro Pollice