Panoramia_Lamezia2giustaLamezia Terme, 14 giugno 2012 - Riceviamo e pubblichiamo. Nicastro, anticamente, molto prima di costituire con Sambiase e Sant’Eufemia L. l’attuale Lamezia Terme, assieme a Crotone e Vibo Valentia costituivano i tre distretti che componevano l’allora provincia di Catanzaro. Crotone e Vibo V., grazie alle loro rispettive capaci e lungimiranti classi politiche, nei primi anni novanta del secolo scorso sono state elevate al rango di capoluogo di provincia, mentre, Lamezia T., per colpa di una classe politica locale poco presente sul territorio e in tutt’altre faccende affaccendata, è diventata il quartiere periferico dormitorio di Catanzaro priva finanche di una sala cinematografica. Nicastro, nel passato, era sede di Sottoprefettura, Corte d’Assise, Reparto Celere della Polizia di Stato, ufficio del Catasto e di tante altre importanti istituzioni. Tutto ciò grazie alla sua centralità, e non certo per volere dei politici locali che si sono succeduti nel tempo. L’unico politico lungimirante, degno di essere così definito, fu l’allora senatore Arturo Perugini, che fondò la città di Lamezia Terme, affinché la Stessa diventasse la Brasilia della Calabria allo scopo di far decollare l’intera Regione. Purtroppo, lo stesso Perugini nel suo progetto non trovò meritato appoggio da parte dei successori.Le occasioni di sviluppo che ha perso la nostra Città e gli scippi che ha subito nel tempo sono innumerevoli ed è il caso di elencarli:
1) Università, dirottata alla frazione di Arcavacata di Rende in provincia di Cosenza, a causa del baratto per il capoluogo di regione (madre di tutti gli scippi);
2) Reparto Celere (ora Reparto mobile) della Polizia di Stato, trasferito a Vibo Valentia;
3) Ufficio del Catasto, accorpato a Catanzaro;
4) Corte d’Assise, accorpata a Catanzaro;
5) Collegio Senatoriale, accorpato a Catanzaro;
6) Commissione Tributaria di primo grado, accorpata a Catanzaro;
7) Zona ENEL, accorpata a Catanzaro;
8) Agenzia di coordinamento delle Poste, trasformata in Filiale, accorpata a Catanzaro;
9) Consorzio per il Nucleo Industriale della piana di Lamezia Terme, trasformato in Area per lo  Sviluppo Industriale della provincia di Catanzaro (ASICAT);  
10) Telecom, accorpata a Vibo V.;
11) Snam progetti, accorpata a Vibo V.;
12) Direzione Italgas Calabria Ovest, soppressa;
13) Monopoli di Stato, soppresso;
14) Comando Gruppo Pilota (oggi ROAN) della Guardia di Finanza, trasferito a Vibo V.,
15) Sala operativa della Guardia di Finanza (117) accorpata a Catanzaro;
16) Compagnia Anti Terrorismo Pronto Impiego (Baschi verdi) della Guardia di Finanza (una sorta di Reparto mobile), trasferita a Reggio Calabria;
17) Sala operativa Vigili del Fuoco (115) accorpata a Catanzaro;
18) Azienda Sanitaria Locale n.6, accorpata a Catanzaro;
19) Coordinamento Distrettuale del Corpo Forestale dello Stato, accorpato a Catanzaro;
20) Archivio Notarile, accorpato a Catanzaro;
21) ETR (oggi EQUITALIA), declassata in sportello della filiale di Catanzaro;
22) Sede sub provinciale dell’INPS, declassata in Agenzia Complessa della sede provinciale di Catanzaro;
23) Agenzia dell’Entrate, declassata in ufficio territoriale della direzione provinciale di Catanzaro;
24) Stazione Centrale delle Ferrovie dello Stato, declassata.
25) V Reparto volo della Polizia di Stato, dirottato a Reggio Calabria;
26) Nucleo elicotteri dei Vigili del Fuoco, dirottato all’aeroporto di Malpensa in provincia di Varese;
27) Comando Gruppo Carabinieri, dirottato a Locri;
28) Reparto Prevenzione Crimini per la Calabria centrale della Polizia di stato, dirottato a Rende in provincia di Cosenza;
29) Scuola della Polizia Penitenziaria, dirottata a Catania;
30) Supercarcere, dirottato a Vibo V.;
31) Centro Operativo per l’Italia meridionale dell’ITALCABLE ( servizi telefonici intercontinentali), dirottato a Palermo;
32) Sede zonale INAIL, mai realizzata;
33) Texas Instruments (industria elettronica), dirottata a Catania;
34) Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, mai realizzato;
35) Nuovo Pignone (industria metalmeccanica), dirottato a Vibo V.;
36) Interporto, dirottato a Gioia Tauro;
37) ICOA (industria calabrese ossigeno e acetilene), dirottata a Vibo V.;
38) Villaggio Commerciale “Borgo Antico”, mai realizzato;
39) Reparto grandi ustioni (previsto dal  piano sanitario regionale del 1997), mai realizzato;
40) Padiglione malattie infettive per 40 posti letto (previsto dal piano sanitario regionale del 1997), mai realizzato;
41) Porticciolo turistico, mai realizzato;
42) Autodromo, mai realizzato;
43) Il progressivo trasferimento del CISIA (Coordinamento Interdistrettuale di Catanzaro e Reggio Calabria del Ministero della Giustizia),  che da Lamezia sta prendendo il volo, lentamente e in sordina, verso la città di Catanzaro;
44) Lo scippo virtuale del Consorzio di bonifica della piana di Lamezia Terme, denominato Consorzio di bonifica del Tirreno Catanzarese;
45) Lo scippo virtuale dello svincolo di Lamezia Terme dell’autostrada A3 SA-RC, denominato abusivamente svincolo Lamezia- Catanzaro;
46) Trauma Center.
 Se Lamezia Terme fosse diventata capoluogo di Provincia, come ha sempre affermato il  Comitato costituito e diretto allo scopo dal sottoscritto, oggi quasi tutti gli scippi e declassamenti su elencati,  denunciati con largo anticipo fin dagli anni novanta del secolo scorso dallo stesso sottoscritto, la nostra Città certamente non li avrebbe subiti. Quegli ipocriti che affermavano che l’elevazione di Lamezia Terme al rango di Provincia sarebbe stato un pennacchio, guarda caso, oggi difendono a spada tratta le Provincie attuali da una loro probabile soppressione. Quanti posti di lavoro si sono persi nella nostra città a causa di questi scippi e di queste mancate realizzazioni? Quale decollo economico e culturale avrebbe avuto la città della Piana con la realizzazione dell’Università e la realizzazione di tutte le occasioni mancate?
Quanti disagi si arrecano ai cittadini lametini e del comprensorio che, per lavoro o altro, devono recarsi a Catanzaro nei vari uffici pubblici che prima avevano sede nella città della Piana?
Lametini dobbiamo riappropriarci della nostra Città e riprenderci tutto quello che ingiustamente ci è stato rubato, dobbiamo ritornare ad essere il popolo unito e compatto che lottò per l’istituzione dell’Ateneo a Lamezia Terme.

Francescantonio Mercuri
GIA’ PRESIDENTE DEL COMITATO LAMEZIA TERME PROVINCIA
e PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE LAMEZIA LIBERA

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