Torcasio GianniLamezia Terme, 30 agosto 2015 - Città incredula, piombata nel dramma sportivo nell'ultima domenica d'agosto che avrebbe dovuto precedere la prima del campionato di Lega Pro a Benevento. Invece i tifosi della Vigor Lamezia si sono svegliati in serie D dopo la sentenza d'Appello di ieri che ha condannato la compagine biancoverde alla retrocessione nell'ambito dell'inchiesta sul calcioscommesse denominata Dirty soccer.

Dopo la prima sentenza (-5 e comunque Lega Pro) c'era relativo ottimismo per l'Appello che invece non ha dato scampo. Per la Corte federale la Vigor è colpevole come sono colpevoli, l'ex presidente Claudio Arpaia e il ds Fabrizio Maglia. Non resta che prenderne atto e iscrivere la squadra alla serie D e pensare ad un eventuale ricorso al Collegio di Garanzai del Coni così come annunciato dall'attuale presidente, Gianni Torcasio. "Comunico - ha scritto sul profilo Fb - che la Vigor Lamezia ha già dato mandato per proporre impugnativa avverso la sconcertante sentenza emessa in data 29/08 confidando che la giustizia possa finalmente trionfare. Comunico, altresì, che in attesa del ripristino della realtà dei fatti sarà portato avanti ogni adempimento per l'iscrizione al campionato attualmente di competenza".  

Anche Maglia ricorre al Coni

Anche i legali di Fabrizo Maglia, hanno reso noto che ricorreranno al Collegio di Garanzia del Coni. "Siamo rimasti sbigottiti dalla sentenza della Corte d'Appello Federale che ha completamente ribaltato la decisione dei giudici di primo grado. Sicuramente -  si legge in una nota - una sentenza ingiusta, se si pensa che sia stata decisa sui medesimi elementi che, in precedenza, erano stati ritenuti inesistenti. Aspettiamo con ansia le motivazioni per poter capire quello che in questo momento, per noi legali, é incomprensibile. É paradossale, come dall'esito di questa sentenza, tragga vantaggio la società del Messina, laddove tra una moltitudine di supposizioni e ricostruzioni  fantasiose, in ogni caso prive di riscontri probatori, l'unico dato certo emerso sia un'intercettazione telefonica, con scheda maltese, tra Bellini e l'attuale allenatore del Messina, Arturo Di Napoli, nella quale quest'ultimo concordava con il primo espressamente il prezzo di una scommessa. Dopo un primo normale scoramento dovuto all'esito inaspettato del processo di appello, ricorreremo al Collegio di Garanzia del CONI, per far sì che l'innocenza di Fabrizio Maglia venga definitivamente riconosciuta".