Lamezia Terme, 14 maggio 2015 - Due tiratori lametini finalisti nella selezione per l’accesso alla finale nazionale di tiro a palla, sotto la tutela e patrocinio della Fida (Federazione italiana disciplina armi sportive da caccia).
Domenica 10 maggio si sono svolte presso il Poligono Asd Sant’Andrea a Sibari le eliminatorie regionali per l’accesso alla finale italiana di tiro a palla Molti i partecipanti provenienti da tutte le province della Calabria con un elevato bagaglio tecnico sportivo e agonistico; a tal proposito si ricorda che la rappresentativa calabrese, nella edizione del 2014, alla finale nazionale disputata a Fara in Sabina ha surclassato il resto d’Italia per numero di medaglie vinte. Anche in questa tornata regionale si sono distinti due tiratori lametini che hanno prepotentemente occupato i primi due posti del podio nella categoria veterani ( tiratori dai 60 anni in su ); si tratta di Vincenzo Torchia sottoufficiale della polizia locale in pensione e Giancarlo Carnovale medico in pensione i quali hanno relegato al terzo posto un altrettanto bravo e titolato tiratore di Cosenza Guerino Aceto. Fisso o mobile che sia, il cinghiale di cartone sta suscitando emozioni e passioni altrettanto forti di quelle scatenate da quello fatto di muscoli e pelo nero e irsuto.Questa specialità è in grande sviluppo e le gare, soprattutto quelle amatoriali non conoscono davvero sosta. E anche in questa particolare disciplina, non mancano le rappresentanti del gentil sesso, sempre concentrate e determinate e che spesso danno del filo da torcere anche a molti maschietti.Due sono le tecniche di tiro: su bersaglio fisso e su sagoma in movimento, e in entrambi i casi, non si possono usare ottiche o altri dispositivi di puntamento. Per il tiro a palla, si usano normalissimi fucili da caccia; sia a due canne (giustapposte o sovrapposte che siano) sia semiautomatici. L’unica regola ferrea riguarda l’uso di cartucce cosiddette “a palla unica” o “asciutta”.