Lamezia Terme, 8 marzo 2016 - Quattro lussuose ville, un complesso alberghiero, due gioiellerie, un ristorante, 7 fabbricati, 13 appezzamenti di terreno, 13 aziende operanti, tra l'altro, nel settore immobiliare e dell'edilizia, auto anche di lusso e disponibilità finanziarie: sono i beni, per un valore di 11 milioni di euro, sequestrati dai finanzieri del Gruppo di Lamezia Terme all'imprenditore Giuliano Caruso, ritenuto un presunto usuraio.
Alla base dell'operazione, secondo quanto riferito dal procuratore della Repubblica di Lamezia Domenico Prestinenzi, le indagini che avrebbero evidenziato "una sproporzione abnorme tra i beni dichiarati e quelli posseduti". Secondo quanto riferito dagli inquirenti, l'indagine durante molti mesi ha scandagliato i movimenti bancari del Caruso ed è stata favorit anche dalla collaborazione di te soggetti che hanno subito l'usura. La procura ha ravvisato "la sussistenza delle ipotesi di reato di usura ed esercizio abusivo del credito a danno di tre vittime le quali avrebbero corrisposto interessi variabili dal 51,58% al 93,31% annuo". I particolari sono stati illustrati duranre un'apposita conferenza stampa alla presenza, oltre che del procuratore Prestinenzi, anche del comandante provinciale della Guardia di finanza Davide Rametta e del comandante del Gruppo di Lamezia, Fabio Bianco.
In particolare sono stati sequestrati:
4 lussuose ville a Lamezia e dintorni;
1 complesso alberghiero;
2 gioiellerie;
1 ristorante a Lamezia e una pizzeria a Platania;
7 fabbricati;
13 terreni edificabili;
13 aziende
8 Autovetture di lusso
Disponibilità finanziarie.
Le attività, hanno sottolineati gli inquirenti, andranno avanti sotto la guida di un amministratore giudiziario.
varie autovetture e disponibilità liquide.