Lamezia Terme, 8 aprile 2016 - Le dimissioni degli assessori Caglioti e Puteri se non hanno provocato un "terremoto" politico poco ci manca. Non già per il vuoto che lasciano a livello numerico (quello si può colmare subito), quanto per le motivazioni rese note. Il vicesindaco parla, tra le altre cose, di mancanza "della giusta e necessaria serenità per andare avanti". L'assessore al Bilancio dal canto suo, evidenzia un dato ancora più serio e concreto quando scrive di "non vedere nell'attuale Amministrazione la reale volontà di cambiamento" e lancia strali contro la macchina comunale.
Insomma, fa davvero specie che a distanza di nemmeno un anno dal ballottaggio (14 giugno 2015) che ha visto prevalere Paolo Mascaro, due assessori di "peso" gettano la spugna e lo fanno anche in maniera polemica col gli intendimenti politici e programmatici del sindaco. Due giorni fa una dichiarazione senza alcuna speranza con la quale i due assessori parlavano chiaramante di crisi finanziaria irreversibile e di rischio dissesto. Nel pomeriggio dello stesso giorno, il primo cittadino si affrettava a smentire (e di fatto sfiduciare) i due assessori parlando di situazione sì grave,ma controllabile e per la quale lui e la Giunta intendono spendersi per non portare l'Ente al dissesto. Buone intenzioni per carità! Ma la sensazione è che l'impresa sia a dir poco improbabile anche per la scadenza imminente dell'approvazione del Bilancio e del rischio "spada di Damocle" che incomabe dalla prefettura che vigila e che, se passa il termine di legge, intimerà certamente ulteriori 20 giorni pena scioglimento del Consiglio comunale e invio del commissario ad acta. In questo lasso di tempo, riuscirà Mascaro a stilare il Bilancio senza l'assessore di riferimento? Riuscirà a compattare le forze in Consiglio per andare avanti? Riuscirà a sfuggire alle alchimie politiche e a tenersi distante da ricatti o dall'elemosinare i voti per avere il sì? Ma altre domande incombono: vale la pena rimanere a bordo di una nave che sta affondando? Perché pensare comunque, e fino alla fine, di restare incollati alla poltrona (vale per sindaco e consiglieri) solo per raggranellare tributi e tasse e senza offrire prospettive di sviluppo alla città? Non sarebbe meglio affidare la gestione ai commissari straordinari e risanare l'Ente? Cui prodest andare avanti solo per il gusto di amministrare il nulla?