Materazzo PasqualeLamezia Terme, 10 dicembre 2017 -  Cari amici lo scioglimento del Consiglio comunale ha impoverito la città, continuare a vivere e lavorare a Lamezia sarà più difficile e la disoccupazione avrà un’impennata. Naturalmente solo un giudizio superficiale porterebbe a dare la responsabilità all’infiltrazione mafiosa, in realtà le responsabilità sono molto più diffuse e gravi.

La permeabilità al male presuppone un tessuto debole senza difese se non addirittura recettivo al male. Occorre che si faccia una volta per tutte una analisi dei componenti che hanno portato la nostra città al terzo scioglimento. Io sono tra quelli che ritengono che ci sia una regia che vuole inibire lo sviluppo di Lamezia, ma non c’è dubbio che noi ci mettiamo molto di nostro nel facilitare ciò che altri progettano. Se si fa brevemente una analisi della nostra rappresentanza politica nelle istituzioni si rileva con grande semplicità che detti soggetti hanno risolto tutti i loro problemi familiari, occupazionali e pensionistici. La loro partecipazione al dibattito sui problemi della città è stata nulla, i contributi alla crescita del territorio sono stati assenti, d’altronde qualcuno ha detto: io devo stare a Roma, con questa legge elettorale le candidature  le stabiliscono i segretari di partito non il territorio. I livelli locali della politica, regione, provincia, comune sono peggio che andare di notte, a Lamezia abbiamo eletto col nostro consenso gente assolutamente ignorante, lasciando a casa persone che in alcuni casi sono giganti nella loro professione o mestiere. Il Consiglio comunale dovrebbe essere la culla del meglio che c’è in città, dove ognuno in base alla propria formazione può dare in quel settore un contributo significativo alla crescita del territorio. Invece abbiamo personaggi che col gettone di presenza nelle commissioni consiliari ci campa, il che non scandalizza nessuno però non aiuta la città, se qualcuno un giorno dovesse pubblicare i verbali delle commissioni si renderebbe conto del perché certe cosa accadono. Come si spiega che alcuni soggetti assolutamente privi di neuroni occupano ogni giorno le pagine dei giornali, sbaglia il giornalista, sbaglia il partito di appartenenza, sbaglia il sindaco, nessuno si scandalizza o ha il buon senso di dire che ognuno deve fare quello che sa fare, garantendo così la dignità di tutti. Ma le dirigenze non politiche che operano sul territorio che comunque sono gran cosa nei processi di sviluppo , non sono esenti da responsabilità, direi proprio di no, se funzionassero le cose precedentemente accennate non si potrebbero verificare. Oggi in città si sono costituiti gruppetti di potere, ad imitazione di ciò che succede nei grandi sistemi, ai vari livelli, che incancreniscono la crescita di Lamezia e la rendono vulnerabile.Si ritiene che è meglio una crescita economica familiare, costituendosi in gruppi, piuttosto che una crescita generalizzata che magari sconfigge le nuove povertà.Io ritengo che questa convinzione sia frutto di idiozia, in quanto impoverisce il territorio, lo rende impermeabile rispetto alle componenti economiche esterne, aumenta la povertà e quindi l’insoddisfazione sociale, e conti fatti impoverisce anche loro, o non li fa diventare particolarmente ricchi, in quanto spremendo un pietra, acqua non ne esce. Questo bubbone riguarda la cosiddetta la fascia dei professionisti ed imprenditori, specializzati ormai nell’essersi trasformati in predatori, e chi non sta al giocoviene emarginato e/o combattuto.Sarebbe molto interessante se si incominciasse a dichiararsi tutti colpevoli per aprire una nuova stagione che dia certezza e speranza alle nuove generazioni, che poi è la ricchezza più solida che gli si può lasciare.

Pasquale Materazzo*
Ingegnere e già sindaco di Lamezia Terme