Lamezia Terme, 28 ottobre 2015 - Destino amaro quello della Vigor Lamezia in serie C. Per la seconda volta nella storia, la permanenza dura solo un torneo. Era accaduto nella lontanissima stagione '47-'48 con una retrocessione sul campo che nello sport ci può stare, ma nessuno immaginava (dopo un dignitoso campionato con tanto di salvezza anticipata e decimo posto finale) di assistere nel 2015 ad una grave e indegna vicenda come quella di vedere la squadra biancoverde coinvolta nel calcioscommesse e nell'inchiesta "Dirty soccer".
Ed è inutile sostenere "ma la procura del Coni aveva chiesto di accogliere il ricorso!". Evidentemente, richiesta e decisione finale del Collegio di garanzia (terzo grado o Cassazione sportiva) erano inconciliabili tanto da rendere l'accoglimento impossibile. In attesa del deposito delle motivazioni con le quali il Coni ha rigettato la richiesta di riammissione in Lega Pro, prendiamo atto che il motivo sta tutto nella dichiarazione resa nota dallo stesso Collegio di garanzia, ovvero il ricorso della Vigor era "in parte inammissibile e in parte infondato". Insomma, come volevasi dimostrare, il Coni ha dato un giudizio non di merito ma di legittimità. E chi si era illuso per la richiesta della procura del Coni è stato alquanto ingenuo a non pensare che si trattava di una richiesta chiaramente inaccettabile proprio per la natura giuridica del Collegio di garanzia che mai e poi mai avrebbe potuto accettarla. Anche il procuratore generale (o chi per lui) sapeva di provare un "azzardo" che ha solo illuso i dirigenti, i tifosi e un'intera città che per due, tre, quattro ore (fino al momento del pronunciamento definitivo) speravano nel "miracolo". Rimane una grande delusione, una ferita aperta di quelle che lasceranno il segno per molto tempo. Ad oggi, la situazione appare compromessa anche per ciò che riguarda il mantenimento della serie D. Una categoria che ai tifosi vigorini e alla città di Lamezia sta decisamente stretta. Una categoria, anche questa, a rischio. La Vigor si trova con zero punti in classifica e una montagna da scalare in fretta. Ergo, impresa quasi impossibile. Dunque, in pochi mesi la Vigor Lamezia è passata dalla terza serie nazionale all'oblio. Fosse accaduto per motivi agonistici...invece la sentenza del Coni dice chiaramente di chi sono le responsabilità. Dopo il terzo grado i fatti dicono quel che dicono. Non resta che mettersi le mani sulla coscienza e fare di tutto per riportare la Vigor in categorie ben più consone ai suoi 96 anni di storia. Lo si deve ai tifosi, alla loro dignità e alla dignità di un'intera città che è stata offesa e derisa a livello nazionale da una vicenda che poteva e doveva essere evitata. Ora nessuno ha più alibi, ricorsi a cui appellarsi o sentenze da attendere. Ora è tutto chiaro. Non noi, ma il Coni, ripetiamo il Coni, ha scritto la parola fine indicando i responabili. Se qualcuno ha prove certe su eventuali complotti vada pure a denunciarli. Altrimenti taccia e reciti il mea culpa, vergognadosi per aver affossato il glorioso vessillo biancoverde che, fino ad oggi, non aveva mai conosciuto tale onta.