San Ferdinando, 27 gennaio 2018 - Una persona è morta e altre due sono rimaste ferite in un incendio scoppiato la notte scorsa nella tendopoli di San Ferdinando, una baraccopoli nella piana di Gioia Tauro dove vivono in condizioni pessime centinaia di migranti che lavorano nei campi. I due feriti sono stati ricoverati all'ospedale di Polistena e le loro condizioni non sono gravi.
Le fiamme, partite probabilmente da un fuoco acceso dai migranti per riscaldarsi, hanno distrutto circa duecento tra tende e baracche: il rigo ha infatti avuto origine in una zona centrale della baraccopoli e poi si è immediatamente esteso al resto della struttura. Sulle cause sono in corso accertamenti. Il morto è stato trovato carbonizzato e le sue condizioni, al momento, non hanno consentito neppure di stabilirne il sesso. I due feriti sono stati ricoverati nell'ospedale di Polistena. Le loro condizioni secondo quanto si è appreso non sono gravi. Il rogo non sarebbe stato di natura dolosa: le fiamme si sarebbero sviluppate da una zona centrale della tendopoli estendendosi poi al resto della struttura. Da qui l'ipotesi che la causa delle fiamme sia stata accidentale. Non è escluso, in particolare, che le fiamme abbiano avuto origine da un fuoco acceso dai migranti per riscaldarsi.
Oltre duecento le baracche e le tende distrutte. Nell'accampamento, malgrado sia stata realizzata da tempo una nuova struttura per l'accoglienza dei migranti dove già vivono 500 persone, c'erano ancora oltre mille migranti in condizioni igieniche e logistiche estremamente precarie. La tendopoli adesso é stata sgombrata e per i migranti è allo studio una sistemazione. Il prefetto di Reggio Calabria Michele Di Bari ha convocato una riunione del Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica per predisporre le misure necessarie a superare l'ennesima emergenza esplosa nella baraccopoli.
Oliverio esprime cordoglio e vicinanza
“Esprimo cordoglio e vicinanza alla famiglia della donna deceduta durante l'incendio scoppiato a San Ferdinando. Un fatto assai grave che avrebbe potuto avere conseguenze ben peggiori senza l’intervento dei vigili del fuoco e delle forze dell'ordine, a cui va il mio sentito ringraziamento". Lo ha detto il presidente della Regione Calabria Mario Oliverio in riferimento all'incendio scoppiato la scorsa notte nella tendopoli per migranti a San Ferdinando. “Siamo in contatto con il Prefetto di Reggio Calabria per assicurare un riparo alle persone ospitate nella tendopoli di San Ferdinando. Entro oggi dovrebbe essere allestita una struttura in grado di ospitare 600 persone. Più volte ho sostenuto che quella della tendopoli di Rosarno è una situazione assurda, non degna del vivere civile. Una vasta comunità di uomini, donne e bambini, vive in una condizione disumana. Bisogna lavorare per cancellare realtà come quella di Rosarno attraverso un progetto di accoglienza. Pur non avendo competenze come Regione, se non per la parte relativa al servizio sanitario, è nostra intenzione assumere l’attenzione necessaria rispetto a questa situazione che non ammette indifferenza. Noi vogliamo e dobbiamo essere aiutati a fare dell’accoglienza una pratica diffusa - ha sottolineato infine il Presidente della Regione - nel rispetto dei valori umani e della dignità di tanti uomini, donne e bambini costretti ad abbandonare la loro terra”.
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