Lunedì, 06 Aprile 2020

Guardia medicaLamezia Terme, 20 febbraio 2020 - Sindaci della provincia di Catanaro sul piede di guerra per l'annunciata chiusura di molte Guardie mediche del Catanzarese, del Lametino e del Soveratese.

Tutti insieme, hanno siottoscritto un documento che annuncua dimissioni di massa se i commissari prefettizi nominati dell’Asp non dovessero ritirare la delibera del 13 febbraio 2020 con la quale vengono soppresse i due terzi delle postazioni di Guardia medica che ricadono nel territorio degli 80 comuni che fanno parte dell’Azienda sanitaria. A sottoscrivere il documento, il sindaci di Catanzaro, Lamezia Terme, Miglierina, Cicala, Serrastretta, Gimigliano, Vallefiorita, Carlopoli, Cardinale, Gizzeria, Jacurso, Taverna, Zagarise, Pentone, Martirano Lombardo, Albi, Magisano, Sorbo San Basile, Fossato Serralta, Sersale, Montepaone, Chiaravalle, Platania, San Mango d' Aquino, San Pietro Apostolo, Settingiano, Pianopoli, Andali, Girifalco, Motta Santa Lucia, Cenadi, Cerva, Stalettì, Borgia, Tiriolo, Marcedusa, Soveria Mannelli, Sant'Andrea Jonio, San Floro, Palermiti, Amaroni, Torre di Ruggero, Gasperina, Feroleto Antico, Marcellinara, Soveria Simeri, Martirano, Olivadi, Sellia Marina, Caraffa di Catanzaro, Nocera Terinese, Isca, Guardavalle e Cortale.“Sopprimendo ben 35 postazioni sulle 60 attuali - si legge - si determina, di fatto, l’annullamento della continuità assistenziale in molti Comuni: in questo modo i presidi assistenziali verrebbero a trovarsi distanti anche quasi venti chilometri fra strade tortuose, di montagna, spesso impraticabili dalla postazione più vicina. La decisione dei commissari dell’Asp appare ai più contra legem per alcuni fondati motivi: mancanza di concertazione preventiva con l’assemblea dei sindaci; 2) violazione del DPGR 94/2012, con esplicito riferimento all’allegato A, che in modo inequivocabile assegna all’Asp di Catanzaro 50 postazioni di Guardia Medica a fronte delle 25 decretate attualmente dai vertici dell’Asp; 3) mancanza della contestuale riorganizzazione della rete ospedaliera e della rete delle patologie complesse per garantire una idonea e opportuna copertura dei territori calabresi; 4) contrasto palese con il combinato disposto della legge cosiddetta Realacci e delle politiche governative (es. Strategia delle aree interne) che, al contrario, spingono per la riorganizzazione e l’aumento complessivo dei servizi nei Comuni interni al fine di un efficace contrasto allo spopolamento, con l’aggravio di perdita di posti di lavoro per i sanitari che svolgono il proprio servizio con abnegazione e tra mille difficoltà.Per queste ragioni esprimiamo fortissimo dissenso rispetto a una scelta che riteniamoscellerata. Chiediamo ai commissari dell’Asp di revocare immediatamente ilprovvedimento. Al riguardo, pur chiarendo di non essere disposti a trattaresull’immediata revoca delibera, si fornisce, fin d’ora, piena disponibilità all’avvio di un percorso sinergico finalizzato a raggiungere i livelli minimi di assistenza previsti per legge. Crediamo che i responsabili della delibera di soppressione delle Guardie mediche non conoscano minimamente il territorio che, oltretutto, è bene ribadire come sia tutelato da una legge nazionale a difesa dei servizi qual è la legge Realacci. La decisione presa dai commissari non farà altro che arrecare disagio ai cittadini: ci chiediamo, a questo punto, se i commissari abbiano mai percorso le disagiate e tortuose strade di collegamento tra i nostri Comuni durante l’inverno, quando nebbia e intemperie le rendono impraticabili. La popolazione dei nostri Comuni è soprattutto composta da anziani, che hanno bisogno di un’assistenza presente e continua che possa risolvere le situazioni di emergenza. Secondo i piani dell’Asp, invece, questi interventi dovrebbero essere dirottati a chilometri distanza, ma così facendo otterranno un solo obiettivo: quello di affollare ulteriormente il Pronto soccorso dell’Ospedale di Catanzaro, già afflitto da una drastica carenza di medici e infermieri. Al centro della questione c’è il diritto alla salute, garantito dalla Costituzione, che non può essere trasformato, così come stanno facendo i commissari, in un cinico calcolo di natura contabile. Quando sono necessari 45 minuti prima che arrivi un’ambulanza va da sé che sia troppo tardi perrispondere a un’urgenza sanitaria. Per questo è importante la presenza del medico di continuità assistenziale e delle Guardie mediche. I nostri presidi non possono essere soppressi. Se i commissari resteranno sordi a queste legittime istanze, non ci resterà altro che rassegnare le dimissioni”.Lamezia Terme, 20 febbraio 2020 - Sindaci della provincia di Catanaro sul piede di guera per l'annunciata chiusura di molte Guardie meiche del Catanzarese, del LAmetino e del Soveratese. Tutti insieme, hanno siottoscritto un documento che annuncua dimissioni di massa se i commissari prefettizi nominati dell’Asp non dovessero ritirare la delibera del 13 febbraio 2020 con la quale vengono soppresse i due terzi delle postazioni di Guardia medica che ricadono nel territorio degli 80 comuni che fanno parte dell’Azienda sanitaria. A sottoscrivere il documento, il sindaci di Catanzaro, Lamezia Terme, Miglierina, Cicala, Serrastretta, Gimigliano, Vallefiorita, Carlopoli, Cardinale, Gizzeria, Jacurso, Taverna, Zagarise, Pentone, Martirano Lombardo, Albi, Magisano, Sorbo San Basile, Fossato Serralta, Sersale, Montepaone, Chiaravalle, Platania, San Mango d' Aquino, San Pietro Apostolo, Settingiano, Pianopoli, Andali, Girifalco, Motta Santa Lucia, Cenadi, Cerva, Stalettì, Borgia, Tiriolo, Marcedusa, Soveria Mannelli, Sant'Andrea Jonio, San Floro, Palermiti, Amaroni, Torre di Ruggero, Gasperina, Feroleto Antico, Marcellinara, Soveria Simeri, Martirano, Olivadi, Sellia Marina, Caraffa di Catanzaro, Nocera Terinese, Isca, Guardavalle e Cortale.“Sopprimendo ben 35 postazioni sulle 60 attuali - si legge - si determina, di fatto, l’annullamento della continuità assistenziale in molti Comuni: in questo modo i presidi assistenziali verrebbero a trovarsi distanti anche quasi venti chilometri fra strade tortuose, di montagna, spesso impraticabili dalla postazione più vicina. La decisione dei commissari dell’Asp appare ai più contra legem per alcuni fondati motivi: mancanza di concertazione preventiva con l’assemblea dei sindaci; 2) violazione del DPGR 94/2012, con esplicito riferimento all’allegato A, che in modo inequivocabile assegna all’Asp di Catanzaro 50 postazioni di Guardia Medica a fronte delle 25 decretate attualmente dai vertici dell’Asp; 3) mancanza della contestuale riorganizzazione della rete ospedaliera e della rete delle patologie complesse per garantire una idonea e opportuna copertura dei territori calabresi; 4) contrasto palese con il combinato disposto della legge cosiddetta Realacci e delle politiche governative (es. Strategia delle aree interne) che, al contrario, spingono per la riorganizzazione e l’aumento complessivo dei servizi nei Comuni interni al fine di un efficace contrasto allo spopolamento, con l’aggravio di perdita di posti di lavoro per i sanitari che svolgono il proprio servizio con abnegazione e tra mille difficoltà.Per queste ragioni esprimiamo fortissimo dissenso rispetto a una scelta che riteniamoscellerata. Chiediamo ai commissari dell’Asp di revocare immediatamente ilprovvedimento. Al riguardo, pur chiarendo di non essere disposti a trattaresull’immediata revoca delibera, si fornisce, fin d’ora, piena disponibilità all’avvio di un percorso sinergico finalizzato a raggiungere i livelli minimi di assistenza previsti per legge. Crediamo che i responsabili della delibera di soppressione delle Guardie mediche non conoscano minimamente il territorio che, oltretutto, è bene ribadire come sia tutelato da una legge nazionale a difesa dei servizi qual è la legge Realacci. La decisione presa dai commissari non farà altro che arrecare disagio ai cittadini: ci chiediamo, a questo punto, se i commissari abbiano mai percorso le disagiate e tortuose strade di collegamento tra i nostri Comuni durante l’inverno, quando nebbia e intemperie le rendono impraticabili. La popolazione dei nostri Comuni è soprattutto composta da anziani, che hanno bisogno di un’assistenza presente e continua che possa risolvere le situazioni di emergenza. Secondo i piani dell’Asp, invece, questi interventi dovrebbero essere dirottati a chilometri distanza, ma così facendo otterranno un solo obiettivo: quello di affollare ulteriormente il Pronto soccorso dell’Ospedale di Catanzaro, già afflitto da una drastica carenza di medici e infermieri. Al centro della questione c’è il diritto alla salute, garantito dalla Costituzione, che non può essere trasformato, così come stanno facendo i commissari, in un cinico calcolo di natura contabile. Quando sono necessari 45 minuti prima che arrivi un’ambulanza va da sé che sia troppo tardi perrispondere a un’urgenza sanitaria. Per questo è importante la presenza del medico di continuità assistenziale e delle Guardie mediche. I nostri presidi non possono essere soppressi. Se i commissari resteranno sordi a queste legittime istanze, non ci resterà altro che rassegnare le dimissioni”.

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De Biase: chiusura Guardie mediche penalizza assistenza di prossimità

I commissari bene fanno a provare a riordinare l’organizzazione complessiva dell’Asp di Catanzaro, ma è inaccettabile avviare il risparmio sull'assistenza del cittadino, che invece di beneficiare di una pronta, concreta e vicina risposta, si vede tagliato fuori, in servizi e prestazioni.Dopo tanti sprechi la scure dei tagli si abbatte sulle guardie mediche, i commissari prefettizi partono dai servizi di prossimità al cittadino per risanare le casse dell’Asp di Catanzaro, siamo sicuri che erano questi gli sprechi?Intanto i Commissariamenti costano, pesano e finora non hanno cambiato le sorti della Calabria. Il debito aumenta vertiginosamente, l’emigrazione sanitaria aumenta, i servizi diminuiscono e il personale è sempre più ridotto ai minimi termini.L’ultima presa di posizione che distanzia i cittadini da una sanità sempre più precaria, è quella delle chiusure delle guardie mediche. Sarà cosa giusta? I cittadini godranno di questo? Ci sarà un aumento dei codici bianche nel Pronto Soccorso?In tanti crediamo di no!! Infatti, cosi come apparso sulla stampa, vi sono in atto chiusure di più guardie mediche, distribuite sul territorio; (li chiamerei disservizi e punizioni sanitarie) vale a dire, chiusure che, come evidenziato, toglieranno ai cittadini una pronta risposta sanitaria in loco.Sul tema, la protesta più recente e clamorosa, è stata quella del Sindaco di Jacurso, il quale, verificata la chiusura della guardia medica operante storicamente nel proprio comune, opportunamente affiancato da altri sindaci, amministratori e cittadini, ha motivato l’ingiustizia subita.Si presume quindi, che alla luce di quanto deliberato dai commissari dell’Asp, sulla problematica chiusura guardie mediche, i vari Sindaci protesteranno e non accetteranno passivamente la scelta operata. Anzi hanno annunciato dimissioni di massa contro questa decisione ingiusta. In breve, la domanda che potrebbe essere rivolta ai commissari, è quella: siamo certi che il danno economico e i risparmi sulla sanità si risolvono tagliando servizi e non diminuendo gli sprechi?Ed ancora, siamo certi che non sia meglio operare sui costi esosi, come: fitti, software acquistati e forse poco utilizzati; programmi di accelerazione contabile fermi, spese edili su immobili non di proprietà, o addirittura edilizia che non parte, nel mentre, probabilmente i progetti si pagano; unità operative o dipartimenti doppioni, o forse probabili pagamenti doppi e tripli, (come riportato da notizie pubbliche), cliniche private accreditate e forse, nelle prestazioni e risorse non controllate, o come bacchetta la Corte dei Conti nomine di primari per reparti fantasma?Insomma con una popolazione che è sempre più anziana, con bisogni di assistenza di prossimità, offriamo disservizi? E i nuovi commissari, anziché risanare là dove è giusto farlo, perché in coerenza con le gestioni passate, mettono in atto e portano avanti le stesse logiche? Lamezia, per esempio, dispone di numerosi immobili e locali di proprietà dell’ASP di 
Catanzaro, in buona parte vuoti, che potrebbero ospitare, a costo Zero, una moltitudine di settori amministrativi e sanitari. Cosa succede invece? Su Catanzaro si spendono notevoli risorse, (più di un milione di euro) per fitti che potrebbero essere risparmiati, e il personale di Lamezia si può spostare su Catanzaro e non viceversa. Che faranno a proposito i Commissari?

Salvatore De Biase già presidente del consiglio comunale di Lamezia Terme


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Furgiuele (Lega): provvedimento vergognoso. Sarà ribellione democratica

E’ gravissimo quanto denunciato da numerosi sindaci della provincia in merito ad una delibera del 13 febbraio scorso con la quale i Commissari nominati ai vertici dell’Asp di Catanzaro andrebbero a sopprimere i due terzi delle postazioni di Guardia Medica ricadenti nel territorio degli 80 comuni su cui l’azienda sanitaria ha competenza.Gravissimo e irriguardoso per le nostre popolazioni.A conferma che, lungi dalla soluzione dei problemi per i quali vengono nominati, i commissari gettano sale nelle ferite.Ma questa volta incontreranno un blocco compatto. L’eventuale soppressione di oltre 30 postazioni di guardia medica distribuite nella provincia,infatti, sarebbe un gesto di inaudita violenza burocratica perpetrata ai danni di un territorio già fortemente provato da un’organizzazione sanitaria tutt’altro che efficiente.Se questo intento vergognoso, e sottolineo l’aggettivo vergognoso, non sarà immediatamente ritirato, sarà mio dovere renderlo oggetto di una serie di atti parlamentari volti a sensibilizzare il Governo, il Ministro della Salute e le istituzioni competenti su quella che sembra una provocazione inaccettabile.Avviso Commissari e il Commissario Cotticelli, quest’ultimo davvero deludente nel modo di trattare le emergenze afferenti al diritto sacrosanto alla salute, che non servirà giustificare da parte loro   l’intendimento di volere sopprimere presidi sanitari preziosi per il territorio, come le guardie mediche, con atteggiamenti da legulei e burocrati senza sensibilità , ma soprattutto senza nessuna aderenza ai bisogni del territorio.Se esiste davvero un provvedimento volto alla soppressione di un certo numero di guardie mediche, lo si revochi con urgenza, Adesso, basta scherzare con la pazienza delle persone!Altrimenti sarà ribellione democratica all’ennesima dimostrazione di lontananza dai problemi delle persone da parte di burocrati senza cuore , buoni solo nella specialità del taglio.Una specialità in cui sono bravi, spesso, solo coloro i quali non hanno idee.Invito i sindaci, ai quali starò vicino nella battaglia di civiltà che già si annuncia,  a non chiedere tavoli con coloro che hanno inteso provocare e sbeffeggiare  il diritto alla salute in un modo inaccettabile.Nessun confronto se prima chi di dovere non ritirerà il provvedimento assurdo e incivile volto alla soppressione dei presidi.
Domenico Furgiuele (Deputato della Repubblica)

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