Martedì, 25 Agosto 2026

Aeroporto Lamezia parcheggioLamezia Terme, 14 dicembre 2015 - Riceviamo e pubblichiamo. Ho letto con grande stupore, ancora una volta, l’ennesima nota stampa uscita sull’argomento dell’aumento del capitale sociale della Sacal S.p.a. in cui ormai tutti, come da ultimo il Movimento 5 Stelle, si elevano al rango di professori in grado di impartire stizzite lezioni di politica e di diritto.

Ben vengano i suggerimenti ma gli stessi devono essere elargiti senza polemica ed in buona fede oltre che, per quel che più rileva, devono essere pertinenti e tecnicamente realizzabili.
Tralascio, volutamente, ogni considerazione di carattere politico atteso che i commenti al riguardo rassegnati dal Movimento 5 Stelle denotano da soli il loro essere speciosi e strumentali oltre che disancorati dalla realtà storica dei fatti.
 Il Sindaco Paolo Mascaro ha difeso e difenderà in tutte le sede in cui ciò sarà necessario, compreso la Sacal S.p.a., gli interessi della collettività lametina che al contrario, nel remoto e nel recente passato, sono stati in varie sedi spesso mal difesi e completamente bistrattati.
Ciò detto si rendono necessarie alcune puntualizzazioni sotto il profilo tecnico.
Agli amici del Movimento 5 Stelle, dei quali apprezzo molto lo spirito propositivo nelle occasioni in cui svolgono il loro ruolo di opposizione ed apprezzo meno il tono immotivatamente irridente con il quale esprimono i loro concetti, voglio sommessamente evidenziare che il riferimento da loro fatto all’articolo 6.5) dello Statuto della Sacal S.p.a. non è purtroppo pertinente rispetto alla fattispecie che ci occupa atteso che la relativa disposizione statutaria si riferisce alla fase genetica della ripartizione delle azioni sociali e non già alla fase dinamica dell’aumento del capitale sociale appositamente disciplinata, per come del resto riconosciuto dagli stessi autori della nota pentastellata, dal successivo articolo 6.7).
Tale articolo 6.7), per come ho avuto modo di precisare nella mia precedente nota, prevede quanto segue: “in caso di aumento di capitale sociale, le azioni di nuova emissione dovranno essere offerte in opzione ai soci, in proporzione al numero di azioni da ciascuno possedute, salvo il caso in cui l’assemblea degli azionisti deliberi di riservare l’aumento del capitale sociale all’ingresso di altri Enti Locali … Le azioni rimaste non optate saranno offerte con ulteriore diritto di opzione pro quota ai rimanenti soci. Le eventuali azioni de residuo saranno collocate presso nuovi soci nel rispetto della normativa vigente per le società miste. In particolare, il collocamento delle restanti azioni potrà avvenire in favore di soggetti privati mediante procedure concorsuali ristrette assimilate all’appalto concorso di cui al d.lgs. 17.03.1995 n.157. I titoli spettanti ai soci pubblici rimasti inoptati potranno essere alienati a terzi nel rispetto delle procedure di legge sopra richiamate”.
Un antico brocardo recitava “in claris non fit interpretatio” di guisa che non si comprende neanche il senso della nota stampa diramata dal Movimento 5 Stelle.
Nell’aumento di capitale, in buona sostanza, è categoricamente escluso il ricorso all’ “azionariato diffuso in caso di collocamento sul mercato” essendo imposto, in via esclusiva, la sottoscrizione ed il versamento in danaro da parte dei soci secondo un procedimento analiticamente regolamentato per fasi che prevedono, in prima battuta, la sottoscrizione dei soci, in seconda battuta, la sottoscrizione (solo) pro quota dell’inoptato da parte degli altri soci, ed in terza battuta, il collocamento sul libero mercato.
Ma v’è di più, atteso che anche la polemica politica strumentalmente accesa dal Movimento 5 Stelle, come del resto quelle precedenti accese da altri gruppi politici, non coglie nel segno atteso che, quand’anche il Comune di Lamezia Terme, e si farà di tutto perché ciò non accada, non dovesse sottoscrivere l’aumento del capitale sociale, il pericolo di fantomatiche scalate alla Sacal S.p.a. da parte dei privati catanzaresi è addirittura escluso dallo Statuto della Società il quale prevede espressamente che il diritto di opzione è garantito solo pro quota di guisa che le azioni non sottoscritte dagli Enti pubblici saranno ripartite tra tutti i soci esclusivamente in proporzione all’entità della loro partecipazione (nel caso dei privati catanzaresi assolutamente minima) ed all’esito collocate sul libero mercato a disposizione (anche) degli imprenditori lametini.
Qualunque commento si appalesa superfluo nella speranza che questa volta si sia fatta, in via definitiva, assoluta chiarezza.
Impraticabile, al contempo, è la suggestiva ipotesi di ricorrere all’unica eccezione prevista dallo Statuto in materia di aumento di capitale e, quindi, di riservare le azioni di nuova emissione all’ingresso di altri Enti Locali.
Tale ipotesi, per come il Movimento 5 Stelle dovrebbe ben sapere viste le sue battaglie nazionali contro i carrozzoni della politica, è espressamente esclusa dalla legge 27.12.2013, n.147 che ha differito, ma confermato, il termine inizialmente previsto dalla Legge n. 244/2007 (Legge Finanziaria 2008) per la dismissione delle partecipazioni, anche di minoranza, possedute da pubbliche amministrazioni in società aventi per oggetto attività di produzione di beni o servizi non strettamente necessarie per il perseguimento delle finalità istituzionali.
Termine, oggi, ampiamente decorso.
Quale finalità istituzionale dovrebbe avere per un Ente Locale, peraltro diverso dal Comune di Lamezia Terme, l’acquisizione di una partecipazione nella Sacal S.p.a. che pertanto, esattamente al contrario da quanto prospettato dal Movimento 5 Stelle, costituisce oggi un’operazione espressamente vietata dalla normativa vigente.
Non coglie nel segno poi, purtroppo, neanche il “suggerimento” relativo alla possibilità di sottoscrivere l’aumento del capitale sociale mediante il conferimento di un immobile non potendo ignorare l’ignoto estensore della nota del Movimento 5 Stelle che l’articolo 2342 del codice civile sui conferimenti nelle Società per azioni  prevede espressamente che “se nell’atto costitutivo non è previsto diversamente, e nello Statuto della Sacal S.p.a. non è previsto diversamente, il conferimento deve farsi in danaro”.
Non sono possibili, pertanto, conferimenti in natura di modo che onere del soggetto sottoscrittore sarà quello di eseguire i versamenti necessari all’aumento di capitale in moneta sonante.
La stessa possibilità di costituire una Società di scopo, ipotesi tanto suggestiva quanto fantasiosa, rappresenta un’ipotesi irrealizzabile in quanto esclusa dallo Statuto della Società ed in quanto determinerebbe peraltro l’alienazione della partecipazione che prevede pur sempre la preventiva prelazione in favore degli altri soci.        
Si respingono al mittente, in conclusione, le sprezzanti polemiche accese da protagonisti della politica alla ricerca di occasioni di visibilità che tuttavia, soprattutto quando si ergono al rango di fini giuristi, dovrebbero sfruttare meglio le occasioni che vengono loro concesse per esplicitare concetti e proposte tecnicamente sostenibili.

Fracesco Caglioti
Vicesidacao Comune Lamezia Terme


***

Ecco cosa aveva detto il Movimento 5 Stelle

Questa volta non sarà possibile per Sindaco e Vicesindaco tirare in ballo le colpe di "chi c'era prima" (come se prima non ci fossero stati gli stessi occulti manovratori che ci sono adesso!), essendo evidenti, nella vicenda dell'aumento di capitale della Sacal, chiare ed inequivocabili responsabilità ascrivibili solo ed esclusivamente all'approssimazione e alla incompetenza amministrativa della giunta Mascaro.
Per non dire d'altro. Iniziamo con l'osservare che la tanto sbandierata difesa della legalità, non ha impedito al rappresentante del Comune di Lamezia Terme nella Sacal, di votare contro le dimissioni di un CdA al centro di corpose indagini giudiziarie che ci auguriamo arrivino a far luce non solo sulle modalità di svolgimento di appalti milionari ma anche sulle promozioni e assunzioni clientelari che si sono attuate in prossimità di elezioni regionali e comunali. Siamo garantisti, tuonerà Mascaro. Lo siamo anche noi, ma ci si rende conto che se qualcuno degli odierni indagati ( componenti dell'attuale e dei precedenti organi societari) venisse malauguratamente condannato, i cittadini calabresi corrono il rischio di trovarsi un pregiudicato tra i maggiori azionisti della società che gestisce il primo aeroporto della regione e che gestirà nei prossimi 15 anni qualcosa come 500 milioni di euro di investimenti in gran parte pubblici? Ecco perché il rappresentante del Comune doveva votare per le dimissioni del CdA o, almeno, chiedere il rinvio delle operazioni di aumento di capitale che, tanto, era dovuto dal 2011 ma che, stranamente, viene fissato con urgenza adesso, dopo pochi mesi dall'avvio delle indagini e -sospettiamo- prima che arrivi qualche provvedimento della Procura della Repubblica. Ma, del resto, chi è il rappresentante del Comune in Sacal, quale il suo curriculum? Essere un importante imprenditore commerciale; essere amico fedele di Mascaro e suo sponsor elettorale; aspirare ad avere tra i propri clienti  (se non li ha già) -come è legittimo che sia- tutti quei soci privati e pubblici che sono anche soci della Sacal e/o membri del CdA. Affari chiamano affari. E poi gli errori tecnici commessi dal Sindaco e dal vicesindaco suo difensore, non si contano più, ultimo solo in ordine di tempo, la boutade sulla colletta chiesta ai lametini. Una serie di errori tutti accomunati da un unico comun denominatore: fare l'esatto contrario degli interessi della città per evidente incapacità politica e amministrativa. All'interno della Sacal, infatti, il Sindaco è riuscito ad isolare politicamente la rappresentanza della città, appiattendosi acriticamente sulle posizioni del Sindaco Abramo, sappiamo quanto coinvolto direttamente e indirettamente nelle vicende della Sacal. Al contrario, avrebbe dovuto sollecitare un'intesa tra tutti gli altri enti pubblici territoriali perché lo statuto attuale della Sacal (se solo qualcuno lo avesse letto!!!) consentiva di porre un argine ad un aumento di capitale che finirebbe per consentire che la gestione della Società passi dalla mano pubblica a quella privata. Innanzitutto chiedendo di applicare l'art.6.5 dello Statuto che espressamente prevede che una quota delle azioni può essere, dall'assemblea, destinata all'azionariato diffuso, in caso di collocazione sul mercato.
Questo sì avrebbe consentito quell'azionariato popolare di cui il vicesindaco ha appena negato la possibilità di realizzazione. E poi, proprio nel caso di aumento di capitale, l'art. 6.7 consente di riservare le nuovi azioni all'ingresso di nuovi enti locali vietando che a sottoscrivere l'aumento di capitale siano i soci privati. Così si sarebbe difesa la Sacal e la città di Lamezia, ma per far tanto l'amministrazione Mascaro avrebbe dovuto dimostrare competenza amministrativa, lungimiranza e capacità di aggregazione politica intorno alla città, doti che, però, pare le difettino. Ma siccome la giunta è guidata e infarcita da giuristi, è legittimo allora sospettare che il "non possiamo", nasconda un più colpevole "non vogliamo"? Queste erano le soluzioni pronte - più politiche-, gìà previste dallo Statuto in vigore, poi ce ne sarebbero numerose altre - più tecniche- che avrebbero richiesto però un minimo di studio e elaborazione, ne elenchiamo per brevità solo due: la creazione di una società di scopo patrimonializzata con le azioni della Sacal e magari delle altre partecipate, offrendo ai cittadini di Lamezia Terme la possibilità di sottoscrivere un numero contingentato di azioni; la sottoscrizione del nuovo capitale sociale attraverso la cessione diretta del controvalore di proprietà immobiliari, magari proprio nelle pertinenze dell'aeroporto. Caro Mascaro, caro Caglioti, come diceva Totò, non lo sapevano? Si informino!!!!

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