Muraca Luigi10Lamezia Terme, 22 febbraio 2016 - Riceviamo e pubblichiamo. Nicolino Panedigrano, purtroppo, quando si tratta di ragionare, riflettere, avanzare proposte, confrontarsi, non si trova a suo agio ed a sproposito esprime concetti senza senso, frutto della nota pulsione ad aggredire l’interlocutore, senza alcuna capacità di analisi ed approfondimento. Mi descrive come uno che “agogna dei Capitani coraggiosi “ senza avere letto la mia riflessione del 2006 e senza avere capito quello che ho detto l’altro giorno sulla Lamezia Multiservizi.

Andiamo al dunque e ripetiamo succintamente quanto già esaustivamente chiarito. Quando nel 2006 Sviluppo Italia era in procinto di cedere le sue quote all’interno della Multiservizi, osservai che era il caso, attraverso procedura ad evidenza pubblica, di individuare altro socio, sempre di minoranza, di elevato standing che potesse adeguatamente sostituire il cedente, il quale aveva dato sino a quel momento un notevole contributo, sia dal punto di vista finanziario, sia dal punto di vista gestionale con la figura del dottor Bevivino. Oggi, alla luce dell’attuale crisi della società in house del Comune, che è irrefutabilmente grave, ho pacatamente fatto notare che una delle cause delle problematiche attuali potrebbe, e ripeto, potrebbe essere stata la scelta compiuta allora di trascurare il mio suggerimento. Naturalmente, nel merito, sulle mie valutazioni si può essere d’accordo o meno ma non si può essere sprezzanti e Panedigrano non sembra interessato ad individuare la natura delle difficoltà della Multiservizi od a trovare soluzioni, sembra orientato alla polemica più becera. Peraltro, non ho mai fatto riferimento a possibili cessioni in questa fase storica, nella quale, a mio parere, le quote della Multiservizi non sono alienabili e, probabilmente, neanche valutabili, le mie considerazioni restano legate alle scelte che allora operarono i vertici della Multiservizi ed il socio Comune. Certo che il Comune di Lamezia è il maggiore debitore della Multiservizi come afferma Panedigrano ma la mia riflessione di 10 anni fa era anche tesa a svincolare la società dai destini del suo maggiore azionista, acquisendo commesse in altri ambiti. Ma a Nicolino Panedigrano di ragionare non importa nulla e, pur di offendermi gratuitamente, arriva alla paradossale invettiva nei miei confronti secondo la quale io sarei al servizio dei capitani coraggiosi, che dovrebbero essere, non Gianni Morandi e Claudio Baglioni, bensì gli imprenditori. Ora, a Lamezia ed in Calabria, anche il più sciocco dei cittadini sa che quando ho presieduto l’Area Industriale, sono usciti dal Consorzio, contestualmente, il Comune di Catanzaro (sul presupposto errato che il Comitato direttivo era di 7 componenti, come da Delibera del Consiglio comunale, invece era di 3, ma volevano un pretesto per uscire ), Confindustria di Catanzaro, guidata allora dall’Ing. Gatto e la Sacal, guidata allora dal senatore Speziali, a testimonianza di quanto io mi sia dimostrato acquiescente rispetto ai cosidetti capitani coraggiosi o di quanto sia malleabile nei confronti dei poteri forti. Anche il più stolto è a conoscenza dei miei giudizi su una gestione Sacal da me definita di spettacolare incoscienza, mentre tanti, troppi, anche lui, a Lamezia tacevano. Pertanto,Panedigrano con me casca proprio male, io non sono un esponente politico al servizio dell’establishment industriale con cui fare affari, sono strutturalmente e culturalmente popolare ed indipendente. Lui vuol fare come quel personaggio di Calvino, Gurdulù, il quale diceva “tutto è zuppa “ ma non siamo tutti uguali, il mio rigore morale è ben noto e, se si aprono i miei armadi, l’aria è profumata e ci sono solo abiti puliti. Resti al merito Panedigrano, si ravveda se è un uomo con gli attributi, la smetta di scimmiottare un altro personaggio di Calvino, Agilulfo, più noto come il Cavaliere Inesistente, prigioniero di un intransigente furore di cui non si intravedeva la sostanza pratica. Diversamente, questa sua vanità insulsa che lo porta a vacue polemiche, lo relegherà in un ghetto, con 0 voti ed un mucchio di querele. Io non gliela sporgo, anche perché sono cliente della sua redditizia attività di famiglia in Tribunale, dove spendo tanti soldi quotidianamente, sono anche un suo buon cliente. Senza mai chiedere sconti.

Luigi Muraca
Capogruppo di Lamezia Unita

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