Lunedì, 18 Novembre 2019

Multiservizi logo2Lamezia Terme, 13 dicembre 2016 - Dalla Multiservizi Lamezia riceviamo e pubblichiamo. Le diverse prese di posizione di questi giorni sulla vicenda della gestione del servizio idrico a Lamezia da parte della Lamezia Multiservizi sono accompagnate da notizie e dati spesso infondati.

Vogliamo credere che ciò sia originato da disinformazione per cui riteniamo doveroso fornire alla cittadinanza i dati corretti e le motivazioni alla base del nostro operato.

Il conto economico del servizio idrico
Non è vero che il servizio idrico è in attivo, come erroneamente da alcuni affermato. Basta leggere correttamente l’ultimo bilancio per verificare che il servizio idrico è in forte perdita: nel 2015, a fronte di un valore della produzione (ricavi) per Euro 7.005.312,00 i costi della produzione sono stati pari a Euro 7.765.730,00 con una perdita di gestione (risultato operativo) di Euro 760.418.

Purtroppo il servizio idrico è stato sempre in perdita, tanto che negli ultimi 10 anni (dal 2005 al 2015) la perdita complessiva è stata pari ad Euro 3.722.232,00, perdita che la Multiservizi è riuscita, grazie ad una prudente e virtuosa gestione, a coprire senza intaccare il capitale sociale.
La causa di questo persistente squilibrio economico del servizio idrico non è da
ricondurre ad una nostra cattiva gestione ma molto più semplicemente al fatto che la Multiservizi da sempre ha erogato il servizio sotto costo, con evidente vantaggio per i cittadini di Lamezia he hanno pagato questo servizio meno degli altri cittadini italiani. Tale circostanza è facilmente verificabile: basta ricercare sui siti dei Comuni le tariffe idriche applicate agli utenti e fare un semplice confronto. Per un riscontro obiettivo di tale circostanza rinviamo alle indagini sul servizio idrico integrato pubblicate annualmente da Cittadinanzattiva.
Infatti, se consultiamo l’ultima indagine pubblicata a marzo 2016 possiamo ricavare i seguenti dati emblematici:


Tariffa media del servizio idrico integrato (S.I.I.)
                        
Anno 2015    Anno 2014    Anno 2007
SERVIZIO    Tariffa media    Tariffa Lamezia    Tariffa media    Tariffa Lamezia    Tariffa media    Tariffa Lamezia
Acquedotto    0,997    0,669    0,934    0,669    0,647    0,565
Depurazione+Fognatura    0,796    0,517    0,762    0,517    0,478    0,463
Quota fissa    30    19,25    28    19,25    17    6,16
TOTALE S.I.I.    1,949    1,286    1,842    1,286    1,214    1,060
Dati in €/mc comprensi vi di IVA                    

Si evince che la Tariffa media del S.I.I. nel 2015 in Italia è stata più alta di oltre il 50% rispetto a quella applicata ai cittadini di Lamezia.
Si evince altresì che in Italia dal 2007 al 2015 la tariffa del S.I.I. è aumentata del 61% mentre a Lamezia è aumentata solo del 21%
Ancora, sempre utilizzando i dati pubblicati da Cittadinanzattiva, si può confrontare il costo medio sostenuto da una famiglia con un consumo annuo di 192 mc nelle varie aree geografiche d’Italia con quello di Lamezia:

AREA GEOGRAFICA    S.I.I. 2015
(€/anno)
NORD    348,00
CENTRO    511,00
SUD    327,00
Media Nazionale    376,00
Lamezia Terme    246,89
Dall’esame dei dati è evidente che se a Lamezia avessimo negli anni applicato una tariffa pari, non tanto a quella media nazionale, ma almeno a quella media del sud Italia avremmo agevolmente portato in equilibrio il conto economico del servizio idrico (a titolo esemplificativo, lo scostamento tariffario tra la tariffa media nel Sud Italia e Lamezia nel 2015 è stato pari a 0,42 €/mc che applicato al volume fatturato di
5.600.000 mc avrebbe comportato un maggiore valore della produzione di oltre 2 milioni di Euro!)
E’ quindi dimostrato in modo incontrovertibile che la Lamezia Multiservizi in questi anni ha erogato il S.I.I. potendo contare su una tariffa idrica che il Comune di Lamezia ha mantenuto di molto al di sotto di quelle applicate in Italia e che questa circostanza ha determinato la persistente perdita economica registrata negli anni.
 
Rapporto con SORICAL
E’ bene premettere che allo stato in Calabria il servizio di estrazione dell’acqua e di potabilizzazione è affidato alla Sorical società della Regione Calabria: la Sorical vende l’acqua ai Comuni che a loro volta provvedono a distribuirla agli utenti finali. Pertanto, la Multiservizi acquista l’acqua dalla SORICAL (circa 9,8 milioni di mc/anno) e gestisce il servizio di distribuzione dell’acqua potabile agli utenti finali nel Comune di Lamezia. Inoltre la Multiservizi riscuote dagli utenti i corrispettivi calcolati in base ai consumi di acqua e alla tariffa idrica approvata dal Comune e, con i ricavi realizzati, deve pagare l’acqua alla Sorical, deve pagare la depurazione (attualmente gestita dall’AsiCat), deve gestire le reti idriche e fognarie della città, oltre che la gestione amministrativa del servizio.
La Sorical da giorno 2 dicembre ha attuato la riduzione della portata di acqua potabile immessa nella rete idrica di distribuzione del Comune di Lamezia Terme, motivando tale grave decisione con il nostro ritardo nel pagamento delle fatture emesse per la fornitura all’ingrosso dell’acqua potabile. Per fronteggiare tale emergenza e ridurre al minimo i disagi per gli utenti, valutata l’entità della riduzione operata da Sorical, siamo intervenuti sul sistema di distribuzione da noi gestito riprogrammando le portate e le pressioni di rete, riuscendo ad assicurare la continuità del servizio per almeno 15 ore al giorno nella fascia oraria dalle 5:00 alle 20:00.
Ad oggi il nostro debito verso Sorical ammonta a Euro 7.193.352,20.
A fronte di tale debito il nostro credito verso gli utenti finali del servizio idrico,
maturato nel corso degli anni, ammonta alla data del 31/12/2015 ad Euro 7.460.735,00, al netto del fondo svalutazione credito idrico già appostato in bilancio.
Il debito di Multiservizi nei confronti di Sorical è quindi riconducibile essenzialmente alla morosità degli utenti finali, che vale mediamente il 10% sul fatturato annuo. Per il recupero dei crediti verso gli utenti la Multiservizi ha messo in atto le azioni di costituzione in mora e le successive azioni di riscossione coattiva consentite dalla vigente normativa, affidandola sia ad Equitalia che ad altri agenti della riscossione, ma sappiamo tutti che i tempi di rientro sono purtroppo lunghi e farraginosi. Ciò significa che le somme dovute a Sorical non sono state ancora incassate dalla Multiservizi, né essa può essere tacciata di inerzia, avendo avviato le azioni consentite per il loro recupero e confermato l’impegno a versarle a Sorical dopo averle riscosse, coerentemente con quanto previsto dall’Art.156 del D.Lgs. 152/2006.
La Multiservizi è stato il primo soggetto a contestare a Sorical l’aumento delle tariffe di vendita dell’acqua potabile e, per affermare l’illegittimità di tali aumenti, ha fatto ricorso al TAR.
E’ vero che tale contenzioso, che si è protratto per anni, infine è stato superato da un atto di regolazione del debito maturato fino al secondo trimestre 2014, ma ciò è avvenuto in quanto la Sorical ha accettato di ricalcolare le tariffe applicate negli anni secondo i criteri indicati dal CIPE e di stralciare dal debito le somme che aveva
 fatturato in più. E’ proprio questa azione meritoria della Multiservizi che ha fatto da apripista e ha indotto altri Comuni a percorrere la via del ricorso al TAR contro gli aumenti illegittimi praticati da Sorical.
Peraltro il presupposto dell’accordo era che nel prosieguo del rapporto la Sorical avrebbe applicato le tariffe approvate dall’AEEGSI, nell'esercizio dei poteri previsti dalla legge 14 novembre 1995, n.81.
In effetti la Sorical ha poi aumentato le tariffe nel 2014 del 18% e nel 2015 di un ulteriore 4% mentre la tariffa applicata agli utenti dalla Multiservizi è stata aumentata del 6,4% nel 2014 ed è rimasta invariata nel 2015. Per inciso, il Comune in questo momento non può approvare nessun adeguamento tariffario in quanto spetta alla Regione, nell’ambito delle proprie competenze in materia di organizzazione del S.I.I., approvate la tariffa del servizio idrico integrato che poi i Comuni dovranno recepire e applicare agli utenti finali.
A tale proposito è evidente che la Multiservizi si riserva di verificare la legittimità di questi aumenti praticati da Sorical e se del caso avvierà una nuova azione di contestazione.

Ripubblicizzazione del servizio idrico
Con riguardo alle sollecitazioni del Comitato acqua pubblica vogliamo chiarire che essendo la Multiservizi una società interamente pubblica posseduta dal Comune, il servizio idrico nella città di Lamezia è già in gestione pubblica, per cui non si pone il problema della “ripubblicizzazione” ed è assolutamente fuori luogo l’accusa di “tutela di piccoli interessi di bottega a discapito di un’intera comunità” che non possono esservi, tanto più se si considera, come sopra dimostrato, che il Comune di Lamezia sta applicando agli utenti tariffe idriche di gran lunga inferiori a quelle vigenti altrove e inferiori anche a quelle che pagano i cittadini di Napoli, come si evince dai dati pubblicati da Cittadinanzattiva:

S.I.I. 2015
(€/anno)    S.I.I. 2014
(€/anno)    S.I.I. 2007
(€/anno)
NAPOLI    261,00    251,00    209,00
LAMEZIA TERME    246,89    246,89    203,52
D’altronde la legge vigente demanda alla Regione il compito di individuare la forma di gestione sovracomunale del S.I.I. per cui il Comune non ha nessuna autonomia decisionale e se anche decidesse, solo per questa fase transitoria, di svincolarsi dalla fornitura Sorical, dovrebbe realizzare tutta una serie di campi pozzi per prelevare e potabilizzare almeno 10 milioni di metri cubi di acqua all’anno dalle falde acquifere presenti sul nostro territorio, replicando quindi gli impianti di prelevamento già esistenti di proprietà della Regione Calabria che li ha dati in gestione a Sorical.
A parte i proibitivi costi di investimento, che ricadrebbero interamente sui cittadini di Lamezia, non crediamo che sarebbe corretto e responsabile da parte di chi vuole salvaguardare l’ambiente e vuole tutelare l’ecosistema, rischiare di compromettere in modo irreversibile il già precario sistema delle nostre falde acquifere.

Gestione della morosità
La Multiservizi viene accusata di perseguitare i cittadini addirittura con una “campagna terroristica”.
La verità è che la gran parte dei cittadini di Lamezia adempiono, correttamente e spesso con fatica, al loro dovere di pagare i tributi locali e i servizi (TARI, IMU, TASI, Energia elettrica, Gas, Acqua), ad essi va il nostro plauso e la nostra riconoscenza.
Ci sono poi i furbi, quelli che, non per bisogno o carenza di risorse, ma semplicemente perché vogliono sfruttare il prossimo, non pagano il servizio idrico o altri servizi comunali.
Noi stiamo dalla parte dei cittadini onesti e dobbiamo fare di tutto per rendergli un servizio efficiente e di qualità proprio perché lo pagano e hanno tutto il diritto di pretenderlo: non possiamo quindi permettere che il comportamento incivile e irresponsabile di pochi vada a discapito degli utenti che pagano regolarmente il servizio e che, oltretutto, stante le attuali leggi di bilancio che impongono l’equilibrio economico e finanziario, dovrebbero farsi carico degli importi evasi dai loro concittadini.
E sgombrato il campo dal luogo comune che si perseguono i cittadini che non sono in grado di sostenere i costi del servizio, perché la Multiservizi e il Comune sono sempre venuti incontro alle esigenze di chi versa in stato di bisogno, resta il principio irrinunciabile che chi non paga il servizio idrico deve essere perseguito, proprio perché sta danneggiando gli altri.
La sospensione della fornitura idrica, peraltro prevista dal vigente Regolamento del servizio idrico approvato dal Consiglio Comunale di Lamezia, è stata finora operata sempre nel pieno rispetto della norma e solo nei confronti di utenti plurimorosi, che non hanno pagato il servizio per più anni, pur avendone la possibilità.
A seguito dell’entrata in vigore della Legge 221/2015, è stato approvato il D.P.C.M. 29 agosto 2016 pubblicato sulla G.U. n.241 del 14/10/2016 contenente le disposizioni in materia di contenimento della morosità nel servizio idrico integrato.
Dall’esame di questa recente normativa si evincono i principi che delimitano la possibilità di disalimentazione.
In particolare l’art.3 del D.P.C.M. 29/08/2016 individua le seguenti utenze non disalimentabili:
a)gli utenti domestici residenti che versano in condizioni di documentato stato di disagio economico-sociale, come individuati dall’AEEGSI in coerenza con gli altri settori dalla stessa regolati, ai quali è in ogni caso garantito il quantitativo minimo vitale pari a 50 litri abitante giorno;
b)le utenze relative ad attività di servizio pubblico, individuate dall’AEEGSI in coerenza con gli altri settori dalla stessa regolati.
 Allo stato l’Autorità non ha indicato i criteri e limiti per individuare lo stato di disagio economico-sociale, ma sicuramente la Multiservizi non ha mai disattivato utenze di soggetti in palese stato di difficoltà economica, ma solo quegli utenti che hanno omesso per anni di pagare le bollette dell’acqua e che non si sono mai degnati di rapportarsi con l’Ufficio idrico per manifestare una eventuale difficoltà economica e la volontà di rateizzare il debito, arrivando, addirittura, ad impedire ai nostri operatori di accedere ai contatori idrici posti all’interno della proprietà per verificare i consumi.
Lo stesso decreto prevede inoltre che:
-deve essere garantito a tutti gli utenti domestici residenti l’accesso al quantitativo minino vitale di acqua a tariffa agevolata;
-devono essere previste forme di rateizzazione anche in caso di morosità al fine di garantire l’accesso al quantitativo minino vitale e di salvaguardare l’equilibrio economico e finanziario del gestore e la copertura dei costi efficienti di esercizio e di investimento e dei costi ambientali e della risorsa.
Nel rispetto di tali previsioni, a Lamezia vengono garantiti agli utenti domestici residenti 197 litri/giorno a tariffa agevolata e la Multiservizi ha espressamente previsto e attuato l’accesso a forme di rateizzazione flessibili in relazione alle disponibilità degli utenti.
Ferme restando le suddette forme di tutela la norma vigente prevede espressamente la possibilità di sospendere il servizio:
a)per le utenze domestiche residenti morose, successivamente al mancato pagamento di fatture che complessivamente siano superiori a un importo pari al corrispettivo annuo dovuto relativo al volume della fascia agevolata, come determinata dall’AEEGSI;
b)per tutte le utenze morose successivamente alla regolare messa in mora degli utenti da parte del gestore e all’escussione del deposito cauzionale, ove versato, nei casi in cui lo stesso non consenta la copertura integrale del debito.
Nella sua doverosa azione di contrasto alla morosità la Multiservizi si è sempre scrupolosamente attenuta alle suddette disposizioni normative, anzi se responsabilità può esserle attribuita è che negli anni passati è stata eccessivamente tollerante con gli utenti morosi.
Vogliamo concludere queste note rassicurando la cittadinanza che continueremo con impegno e abnegazione a perseguire gli evasori e i morosi con tutti gli strumenti che la legge mette a nostra disposizione, ciò al fine di tutelare i nostri utenti regolari e garantire un servizio di qualità, superando la momentanea difficoltà finanziaria che non ci ha consentito di pagare Sorical e che ha indotto quest’ultima a ridurre la fornitura idrica.

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