Lamezia Terme, 4 marzo 2017 - "Il Piano strutturale può essere una buona occasione per far ripartire una parte dell’economia di Lamezia in un settore, quello dell’edilizia con un buon rapporto tra investimento e occupazione".
E' quanto si legge in una nota dell'Osservatorio edilizia e urbanistica, istituito da tecnici gravitanti nel centrosinistra di Lamezia. "Condizione essenziale - prosegue la nota - è che si tenga conto della situazione reale del mercato, delle esigenze della città con uno sguardo di grande attenzione sulla sostenibilità dei servizi. A ciò si aggiunge la necessità di non mortificare ulteriormente un mercato immobiliare depresso da un'offerta sovrabbondante che ha mortificato il valore delle proprietà. Aggiungiamo poi il sistema della tassazione dei suoli che fa pesare su terreni solo normativamente edificabili in assenza di mercato di edificazione, un costo di mantenimento assai elevato. Tutto questo, partendo da quell’esigenza di “consumo suolo zero” che ingloba le esigenze sopra descritte ma che ha come scopo principale la tutela della produzione agricola, della vivibilità della città, in altre parole la nostra qualità della vita. Per queste ragioni valutiamo negativamente i pareri espressi da Regione e Provincia sul piano Strutturale adottato dal Consiglio comunale ed invitiamo il sindaco a mantenere un comportamento responsabile e conforme all’interesse della città ed a non cedere alle promesse elettorali dei suoi consiglieri. 1) I pareri di conformità resi dalla Provincia e dalla Regione tradiscono la loro genuina funzione di valutare la sostenibilità del Psc rispetto alla normativa regionale, distaccandosene sensibilmente sia in ordine alle ineludibili prescrizioni del Qtrp che dalla Legge Urbanistica. Al contrario, l’eliminazione del territorio urbanizzabile dal Psc - operata in sede di adozione comunale - si pone nel pieno rispetto delle prescrizioni del Qtrp adottato e successivamente approvato in data 1.8.2016. Basta richiamare l’art.20 Qtrp che non solo enuncia il disincentivo del consumo del suolo, ma offre una premialità (par.C) per “i Comuni che nella loro pianificazione adottano la politica di non prevedere alcun territorio urbanizzabile”. Dunque, la scelta comunale nel Psc adottato di accantonare il territorio urbanizzabile prevista dall’art.69 Reu (“L’Ambito del Territorio urbanizzabile sarà individuato in sede di pianificazione generale dopo il raggiungimento dei seguenti obiettivi principali di sostenibilità riferiti agli ambiti urbanizzati: a) ammagliamento del tessuto urbanizzato sfrangiato; b) omogeneità del disegno urbano a seguito di riempimento dei vuoti urbani; c) mitigazione del consumo di suolo agricolo”) è rispettosa della disciplina regionale, legislativa e pianificatoria.Inoltre, il mantenimento della disciplina attuale del PSC in tema di territorio urbanizzabile appare una scelta preclusiva dell’aggressione delle aree agricole e verdi.2)In questo quadro, le numerose osservazioni che la Giunta comunale si accinge ad accogliere deformano l’impostazione del PSC in quanto presentano il tratto comune della cementificazione come idea di sviluppo del territorio. La conservazione del suolo o consumo di suolo zero rende le osservazioni incompatibili con il QTRP e con la logica sottesa alla Legge Urbanistica regionale recentemente modificata, significativamente espressa nell’art.27 quater che ribadisce il principio del consumo di suolo zero cui i piani urbanistici devono ispirarsi. Quindi i pareri degli Enti sopra indicati non solo rappresentano una violazione sostanziale della Legge Urbanistica Regionale e del successivo Qtrp ma non colgono che l’emendamento che ha modificato il Piano strutturale dalla sua originale stesura rappresentano il necessario adeguamento alla realtà, come si è evoluta dopo il 2008 e ciò dal punto di vista economico e culturale e ripristinare quello strumento sarebbe negativo per la città. Inoltre e soprattutto perché con l’approvazione delle osservazioni che prevedono di realizzare costruzioni in zona urbanizzabile si andrebbe a violare quel principio di utilizzo primario delle aree urbanizzate e porterebbe alle sanzioni, da parte della Regione, con l’inserimento di Lamezia in quella seconda fascia di Comuni che possono ottenere i finanziamenti per il recupero solo successivamente ai Comuni virtuosi. Ora, tra di noi, vi sono differenze di valutazione sul Piano ma la necessità di attivare meccanismi virtuosi per la nostra città ci portano a ritenere che si possa passare dall’adozione del piano all’approvazione nel testo presente in Consiglio con poche modifiche laddove i privati chiedono la correzione di errori evidenti. Riteniamo che immediatamente dopo il Comune possa e debba procedere: a) alla definizione del tessuto urbano tra Nicastro e Sambiase; b) presentare ed approvare dei piani di recupero e di consolidamento antisismico;, c) procedere con gli interventi di riqualificazione degli insediamenti abusivi e delle viabilità di accesso alla città. Tutto ciò con la finalità di ripartire con la rigenerazione urbana che è oggi assistita dalle numerose leggi di finanziamento per sostenere occupazione e recupero e migliorare la vivibilità di Lamezia. Per discutere di tutto questo - conclude la nota - abbiamo convocato un incontro per lunedì alle ore 19,30 presso la sede di Sinistra italiana via Ubaldo De Medici".
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