comune nuovo 10Lamezia Terme, 26 settembre 2019 - E' arrivata la sentenza tanto attesa: Il Lamezia Terme, 26 settembre 2019 - E' arrivata la sentenza tanto attesa: il Consiglio di Stato (dopo l'udienza pubblica del 19 settembre scorso) ha confermato lo scioglimento del Comune di Lamezia Terme per mafia. Sono 37 le pagine scritte dai giudici, nelle quali spiccano gli elementi posti alla basae dello scioglimento. Si parla di "condizionamento evidente della criminalità, appalti gestiti  irregolarmente e disordine organizzativo e amministrativo".

Inoltre, si legge, "Questo Collegio deve rilevare che la disciolta amministrazione comunale, anziché operare in modo “esemplare” come pure affermano gli appellati nella loro memoria, non ha nemmeno atteso, incontestabilmente, lo scadere del termine previsto dall’art. 92, comma 3, del d.lgs. n. 159 del 2011 al fine di acquisire la documentazione antimafia, per affidare il servizio ad una società inquinata da grave condizionamento mafioso, che da moltissimi anni continuava a svolgere detto servizio, mentre sarebbe stato opportuno attendere l’emissione del provvedimento antimafia liberatorio. I condizionamenti mafiosi sulla vita amministrativa dell’ente per i collegamenti diretti o indiretti dei suoi amministratori con la ‘ndrangheta si sono riflessi in un generale disordine amministrativo nella gestione degli appalti pubblici, con affidamenti diretti e proroghe in favore delle medesime imprese. L’insieme di questi elementi la cui pregnanza e univocità appare difficilmente contestabile, dimostra l’esistenza di una fittissima rete di intrecci, legami, cointeressenze tra i vertici politici del Comune, che essi appartengano alla maggioranza o alla minoranza, e una irrimediabile compromissione del governo locale con soggetti e logiche di stampo criminale mafioso, considerata persino la  contestazione del reato di concorso esterno in associazione mafiosa ad alcuni degli  amministratori locali. Il contributo determinante della mafia nel condizionare il  voto popolare, è tale da inficiare irrimediabilmente il funzionamento del Consiglio  comunale per un suo vizio genetico, essendo difficilmente credibile, secondo la  logica della probabilità cruciale, che un Consiglio comunale i cui componenti siano eletti in parte con l’appoggio della mafia, per una singolare eterogenesi dei fini, possa e voglia adoperarsi realmente e comunque effettivamente, non solo per mero perbenismo legalitario, per il ripristino di una effettiva legalità sul territorio e per la riaffermazione del potere statuale contro l’intimidazione, l’infiltrazione e  il sopruso di un ordinamento delinquenziale, come quello mafioso, ad esso avverso per definizione". A Lamezia, dunque, si torna regolarmente al voto il prossimo 10 novembre.