Lamezia Terme, 6 dicembre 2019 - Nelle prime ore di oggi la Squadra mobile di Catanzaro e il Commissariato di polizia di Lamezia Terme, su delega della Direzione distrettuale antimafia della procura di Catanzaro e della procura di Lamezia Terme hanno eseguito due distinte ordinanze di custodia cautelare emesse dai Gip dei rispetti Tribunali a carico di 20 soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti ed inquinamento ambientale.
Le indagini, dirette per la Procura di Catanzaro dal procuratore capo Nicola Gratteri, dal Procuratore Aggiunto Vincenzo Capomolla e dai Sostituti procuratori Elio Romano e Corrado Cubellotti e per la Procura di Lamezia Terme dal procuratore Salvatore Curcio e dal Sostituto Procuratore Marica Brucci, hanno preso avvio dalla individuazione di una discarica abusiva, sita in località “Bagni” a Lamezia Terme, dove alcuni autocarri si recavano per sversare rifiuti, formalmente destinati ad essere stoccati presso siti autorizzati del Nord Italia, ma di fatto inutilizzati.La conseguente attività investigativa, supportata anche da attività tecniche di intercettazione, ha fatto emergere l’esistenza di un vero e proprio sistema criminale organizzato, diretto da Biva Maurizio e Romanello Angelo, i quali, attraverso la costituzione ed il controllo di fatto della “Eco Lo.Da” con sede in Gizzeria e la “CRM”, con sede a Dozza (Bologna), entrambe destinatarie di un provvedimento di sequestro preventivo, gestivano in modo illecito la filiera del recupero e dello smaltimento dei rifiuti, che sono stati sversati sia all’interno della discarica abusiva di località Bagni, sia presso un ulteriore sito individuato in località San Sidero a Lamezia Terme, prossimi ad alcuni corsi d’acqua che attraversano il territorio Lametino.Gli accertamenti e le analisi a suo tempo svolti presso i siti individuati avevano permesso di rilevare la presenza anche di rifiuti classificabili come speciali e pericolosi, in particolare farmaci smaltiti attraverso gli indagati da una società campana e provenienti da quella regione.
I provvedimenti restrittivi, eseguiti in collaborazione con le Squadre Mobili di Milano, Varese, Como, Torino, Bologna, Salerno, Benevento, hanno riguardato i seguenti soggetti:
BOVA Maurizio Antonio, cl. ‘78, custodia cautelare in carcere;
ROMANELLO Angelo, cl. ’84, custodia cautelare in carcere;
VILLELLA Assunta, cl. 74, custodia cautelare in carcere;
PARISI Giuseppe, cl. 73, custodia cautelare in carcere;
LIPAROTA Giuseppe, cl. ‘59, custodia cautelare in carcere;
LIPAROTA Gianfranco, cl. 84, custodia cautelare in carcere;
LIPAROTA Felice Antonio, cl. ‘83, custodia cautelare in carcere;
GABRIELE Felice, classe ‘63, custodia cautelare in carcere;
SACCO Domenico Antonio, cl. ‘94, Arresti Domiciliari;
PARISI Sarina, cl. 61, Arresti Domiciliari;
PARISI Francesco, cl. 71, Arresti Domiciliari;
IMPARATO Michelina, cl ’70, Arresti Domiciliari;
MOLINARI Matteo, cl. ‘83, Arresti Domiciliari;
GABRIELE Pasquale, cl. 91, arresti domiciliari;
LETO Giuseppe, cl. 58, arresti domiciliari;
BERNARDO Domenico, cl. 74, Obbligo di firma
GALATI Tommaso, cl. 78, Obbligo di firma
BENINCASA Ferdinando, cl. 77 Obbligo di firma
MANCUSO Angelo, cl. 61, Obbligo di firma
BATTIPAGLIA Gennaro, cl. 51, Obbligo di firma
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Lamezia bene comune: criminalità avvelena il territorio lametino. Non abbassiamo la guardiaLamezia bene comune: criminalità avvelena il territorio lametino. Non abbassiamo la guardia
Un’altra operazione della Dda delle procure di Catanzaro e Lamezia, dopo quella dei mesi scorsi, smaschera un sistema criminale di smaltimento di rifiuti, che attraversava l’Italia da Nord a Sud per finire nella nostra città e nel nostro territorio, dove sono state rinvenute discariche abusive in cui sono stati sversati rifiuti di ogni genere, anche rifiuti speciali e gli scarti più pericolosi.Non possiamo abbassare la guardia rispetto a una criminalità che avvelena il nostro territorio, il nostro ambiente, la nostra agricoltura, Stiamo parlando di zone della nostra città, come località S. Sidero, vocate all’agricoltura e alle produzioni tipiche del nostro territorio, zone che dovrebbero essere tutelate e difese. E invece anche qui la criminalità ha messo le mani, mettendo a rischio la salute e la vita delle persone, buttando veleno su quello che è il patrimonio agricolo e ambientale del nostro territorio.Un plauso alla magistratura e alle forze dell’ordine, alle quali va tutto il nostro sostegno a continuare un’azione di contrasto alla criminalità che, anche e soprattutto sul fronte ambientale e dei rifiuti, si mostra sempre più agguerrita. A tutta la nostra comunità, dalle forze politiche alle realtà della società civile, rivolgiamo un appello a vigilare su sistemi criminali di proporzioni nazionali e a da affari ultramilionari che vedono ancora nella nostra città e nel nostro territorio una “preda” su cui mettere le mani.
Movimento Lamezia bene comune
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