Venerdì, 16 Ottobre 2026

Cani in ospedale LameziaLamezia Terme, 6 giugno 2023 - Due cani randagi indisturbati all'interno dell'ospedale di Lamezia Terme. E' quanto documentano le immagini di un video che hanno fatto il giro di social e chat e che, in queste ore, sono al centro di un'accesa polemica scoppiata in città.

Commissario Asp: "Vicenda inaccettabile"

“Il video che da qualche ora sta circolando in rete, nel quale si vedono due cani randagi entrare da una scala all’interno di un reparto vuoto dell’ospedale di Lamezia Terme, mi ha lasciato senza parole. Ovviamente i due animali sono stati immediatamente allontanati dal presidio ospedaliero, grazie all’intervento della guardiania e del servizio veterinario aziendale, ed io stesso mi sono recato subito presso la struttura per accertarmi personalmente delle responsabilità di quanto accaduto e verificare le possibili dinamiche di una vicenda inaccettabile e surreale". Lo afferma, in una nota, il commissario straordinario all'Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, generale Antonio Battistini.

"Da primissimi riscontri - aggiunge Battistini - sembra che i due cani siano entrati da una porta lasciata aperta dal personale che si avvicendava per i turni di notte. Una disattenzione inaccettabile, che non doveva verificarsi. Ma l’evidenza che mi è stata rappresentata con maggiore forza è il problema che nell’area verde dell’ospedale, molto vasta, risiede da anni una colonia di randagi, che il Comune di Lamezia Terme, nonostante innumerevoli segnalazioni, non ha mai inteso rimuovere, probabilmente per mancanza di luoghi nei quali collocare i cani. Durante il giro di controllo li abbiamo sentiti abbaiare nell’area retrostante i parcheggi ubicati dietro la struttura principale. Il governo regionale - sostiene ancora il commissario dell'Asp catanzarese - sta facendo i salti mortali per tentare di rimettere in piedi il sistema sanitario della Calabria, e siamo consapevoli delle enormi difficoltà contro le quali dobbiamo quotidianamente scontrarci. Ma se i Comuni non ci danno una mano, anche in cose basilari come ad esempio la raccolta dei rifiuti o il controllo di colonie di cani randagi, diventa tutto davvero troppo complicato. Ho contattato immediatamente il sindaco di Lamezia Terme e rinnovato la richiesta di intervento; oggi lo incontrerò per effettuare subito una ricognizione dei canili privati nei quali collocare i cani catturati, ed ho avviato una verifica dei giri della guardiania, perché le porte di un ospedale non possono restare aperte senza alcun motivo. Il randagismo, inoltre, sta diventando anche un problema di sicurezza per i cittadini".

Dal Comune accuse all'Asp: "Spetta al servzio veterinario provvedere"

In Calabria la competenza inerente la cattura dei cani randagi è attribuita al Servizio veterinario istituito presso le Aziende sanitarie provinciali; ciò deriva dalla Legge regionale n.41/90 per come modificata dalla Legge regionale n. 4/00 che testualmente dispone all’art.7 che 'i cani vaganti devono essere catturati dal Servizio veterinario competente per territorio…'".

E' quanto si afferma in una nota dell'Amministrazione comunale di Lamezia Terme che replica al comunicato dell'Asp di Catanzaro in relazione alla presenza di cani randagi, come documentato da un video diffuso sui social, all'interno dell'ospedale lametina. "Detta competenza è pacificamente confermata - è detto ancora nella nota - dalla giurisprudenza di legittimità. C'è da aggiungere che il Comune di Lamezia Terme ha, nel corso degli anni, portato avanti, in collaborazione con associazioni come la Fondazione Elisabetta Franchi, politiche di sterilizzazione e microchippatura ed ha altresì favorito la politica delle adozioni anche tramite approvazione di idoneo regolamento e di sito dedicato. Ad oggi, si constata, invece, che non si è ancora proceduto alla realizzazione dei canili sanitari provinciali nonostante siano decorsi quasi 11 anni dal decreto del presidente della Giunta regionale di istituzione di una rete di canili sanitari. Tra l’altro, proprio con riferimento a cani randagi che spesso stazionano nei pressi del presidio ospedaliero era stato più volte richiesto intervento Asp ma si è sempre escluso il presupposto della aggressività e non si è proceduto alla cattura.

Doveroso, quindi, che l’Asp di Catanzaro provveda ad adempiere e al riguardo troverà sempre positiva collaborazione nel comune di Lamezia. Da ultimo è necessario evidenziare - riporta ancora la nota - che è inaccettabile che una struttura di primaria importanza quale il presidio ospedaliero di Lamezia Terme possa essere così abbandonata a sé stessa da consentire addirittura a cani randagi di poter entrare tranquillamente e vagare nei vari piani; ciò, tra l’altro, si aggiunge alle altre gravissime disfunzioni che quotidianamente assurgono purtroppo all’onore delle cronache”

Nicotera: "Sanità lametina allo sfascio"

Non abbiamo bisogno di Generali, ma di un esercito che aiuti concretamente e quotidianamente il personale medico e paramedico oramai allo stremo delle forze. Non bastavano le file di attesa di mesi e mesi per avere prestazioni sanitarie fondamentali; non bastavamo i reparti chiusi; non bastavano gli sprechi inerenti canoni di locazione pagati a privati dinanzi ad interi immobili di proprietà vuoti; ora prendiamo atto che chiunque può entrare indisturbato all'interno di un Ospedale, anche dei cani, con gravissimo pregiudizio per la sicurezza e la salubrità della struttura e dei pazienti.
È vergognoso.

Avv. Giancarlo Nicotera
Presidente del Consiglio Comunale di Lamezia Terme

 

Consigliere comunale Gianturco: "Occhiuto ci aiuti"

“La presenza di cani randagi che passeggiano indisturbati nei reparti dell'ospedale di Lamezia evidenzia lo stato di precarietà in cui versa il sistema sanitario territoriale del comprensorio lametino. Il Presidente Occhiuto intervenga e non ci lasci soli”. A dichiararlo è il Consigliere Comunale Mimmo Gianturco, capogruppo di Lamezia Prima di Tutto.
“Le immagini registrate nella serata di ieri presso la struttura sanitaria Giovanni Paolo II - della città di Lamezia Terme – denuncia Mimmo Gianturco - evidenziano ancora una volta lo stato di precarietà in cui versa il sistema sanitario territoriale del comprensorio lametino. Una situazione inaccettabile, che preoccupa fortemente la cittadinanza e supera il limite della sopportazione. Una scena certamente inusuale, da contrastare ma che pone i riflettori almeno su due aspetti importanti: la scarsissima gestione del fenomeno randagismo da parte del comune di Lamezia Terme guidato dal sindaco Paolo Mascaro e la cronica carenza strutturale dell'Ospedale Civile cittadino.
Nonostante i miei accorati appelli – continua Gianturco – che si uniscono a quelli delle associazioni animaliste, dei liberi volontari e della cittadinanza, tardano ad arrivare misure di prevenzione da parte dell'amministrazione comunale e soprattutto da parte del sindaco, quale proprietario dei cani randagi vaganti sul territorio comunale che, nonostante la preoccupante espansione del fenomeno randagismo, continua ad ignorare la problematica. La gestione dei randagi non può gravare esclusivamente sulle spalle dei volontari e delle associazioni, la giunta comunale è chiamata ad assumersi le proprie responsabilità.
E' bene precisare - conclude Giantirco -che gli animali non hanno alcuna colpa e la soluzione di certo non può essere l'ingresso in canile che è assolutamente da scongiurare sotto tutti i punti di vista, tanto quello della libertà degli animali tanto da un punto di vista gestionale ed economico poiché di animali randagi sul territorio comunale ve ne sono a centinaia. Le responsabilità, piuttosto, andrebbero individuate in altri soggetti che evidentemente non adempiono in maniera compiuta ai loro doveri Rivolgo il mio appello al Presidente Roberto Occhiuto affinché si attivi per una migliore gestione ed un potenziamento dell'Ospedale civile di Lamezia Terme, affinché dimostri la sua vicinanza ai tanti cittadini lametini che si sentono ormai soli ed abbandonati”.

Bruni: "tutto questo è davvero troppo"

“Siamo oramai abituati a vedere qualunque cosa nella sanità calabrese, dalle ambulanze senza medico alla carenza sempre più evidente di personale sanitario, dalle liste d’attesa lunghissime all’esodo di malati verso altre parti d’Italia per curarsi. E tanto altro ancora senza che ci sia un’iniziativa che sia una che parli di un progetto, di una strategia per invertire questa tendenza. Annunci e promesse a centinaia ma alla fine è solo fuffa. I cani randagi a spasso nei corridoi dell’Ospedale Giovanni Paolo II di Lamezia sono la rappresentazione plastica di un disastro che, per quanto annunciato, continua a essere tale senza che nessuno intervenga". Lo afferma, in una nota, Amalia Bruni, Pd, vicepresidente della Commissione sanità in Consiglio regionale.

"Il video, facilmente reperibile sul web - aggiunge Bruni - provoca due sentimenti, tristezza e rabbia per una situazione che pare non avere mai fine e che se raccontata al di fuori della nostra regione nessuno si sognerebbe di credere. Ed è vero che la responsabilità del randagismo spetta al Comune come ha immediatamente precisato il generale Battistini dicendo una cosa giusta. Ma qui non ci troviamo di fronte a un episodio unico per quanto sfortunato. Quanto accaduto è l’ennesima spia accesa di una situazione allarmante, è la cifra del degrado assoluto, il punto più basso dello sfacelo della nostra sanità regionale. Come possono avvenire certi fatti senza che nessuno dia spiegazioni e che ammetta responsabilità o che prenda provvedimenti immediati, insomma che ci siano risposte per rassicurare i cittadini?

E i cani in questione, voglio precisarlo, sono gli unici innocenti di questa vicenda ma una struttura sanitaria non può essere priva di controlli, senza difese, la prossima volta rischiamo chissà che cosa, un assalto di cinghiali? Senza accenti polemici ma quando abbiamo chiesto l’audizione del generale Battistini che pure è arrivato da poco alla guida dell’Asp di Catanzaro - sottolinea ancora Bruni - era per capire insieme lo stato dell’arte e cominciare a parlare di problemi quotidiani, certo non pensavamo proprio ai cani nei corridoi ma di cosa fare subito per fronteggiare un’emergenza nell’emergenza che non accenna a dare segnali di controtendenza. Invece dobbiamo aspettare ancora, ma chi? Se parliamo di Godot, commissario Occhiuto, stiamo freschi. I cittadini stanno perdendo anche l’ultima cosa in loro possesso, la speranza e per non farla perdere occorre l’impegno da parte di tutti, la situazione è gravissima e se non ci sforziamo tutti, mettendo da parte personalismi, bandierine e identità politica, facendo il massimo, la barca affonderà”.

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