Giovedì, 13 Agosto 2026

Lamezia balneabilità costaLamezia Terme, 14 maggio 2013 - Dal primo maggio, data d’apertura ufficiale della stagione balneare 2013, c’è l’obbligo di rendere noti ai cittadini i dati sulla qualità delle acque di balneazione per come indicato dalle norme e direttive nazionali ed europee.

L’informazioneai cittadini, anche con l’esposizione dell’apposita cartellonistica in corrispondenza di ogni tratto di litorale adibito e non adibito alla balneazione, è indispensabile per evitare i gravi rischi per la salute individuati e segnalati dal ministero della Salute. Purtroppo persistono le “carenze informative” e su gran parte dei litorali dei comuni della regione non sono esposti cartelli con i dati sulla qualità delle acque di balneazione e tutte le informazioni ambientali riferite all’area, come classificazione, profili di costa, criticità specifiche di ogni singolo tratto di spiaggia. Riguardo la situazione dei litorali del comuni del Lametino isoli dati del ministero della Salute attualmente disponibili, segnala molte ordinanze di divieto di balneazione per inquinamento. Le aree interdette con Ordinanze sindacali di divieto di balneazione per inquinamento interessano tre tratti di spiaggia del solo comune di Lamezia Terme, denominati:
“Fiume Bagni” vietato per inquinamento;
“Stazione FF.SS San Pietro a Maida” vietato per inquinamento;
“200 metri a Sud Fiume Amato” vietato per inquinamento.
Nello stesso comune la Lista delle aree di balneazione, in questo inizio di stagione balneare 2013, elenca soltanto 7 tratti idonei sui 10 complessivi.
Rispetto all’inizio stagione 2012, quando i tratti idonei alla balneazione erano8 si registra una riduzione delle aree idonee alla balneazione.
In pratica la stagione balneare 2013 si è aperta con una riduzione di 1.211 metridelle spiagge balneabili: una riduzione del14% dell’intero litorale del Comune di Lamezia Terme. Se poi si considera anche il quarto divieto di balneazione posto alla focedel Fiume Amato, la lunghezza complessiva dei tratti inibiti alla balneazione per inquinamento, attualmente arriva a 2.858 metri pari ad un terzo dell’insieme dei litorali disponibili nel comune di Lamezia Terme.
Una lunghezza già molto rilevante e che, nel pieno della stagione balneare come nel passato, rischia di aumentare.
Nei dati del Ministero della Salute che riguardano i litorali dei comuni del lametino, mancano i risultati delle analisi e classificazione delle acque. E si evidenziano rilevanti incongruenze tra denominazione e mappatura dei singoli tratti.
Significativo in proposito: un tratto indicato nelle mappe del Ministero della Salute come non adibito alla balneazione in corrispondenza del lungomare e di un rilevante nucleo urbano di Lamezia Terme. Lo stesso tratto di litorale, con ombrelloni, non adibito alla balneazione, non sottoposto ad analisi e controlli, si trova compreso tra altri due tratti denominati “200 metri a Sud Torrente Bagni” e “200 metri a Nord Torrente Bagni”.Se si considera la denominazione, viene da immaginare che tragli stessi due tratti sia posta la foce del Fiume Bagni non adibita a balneazione per inquinamento e oggetto di ordinanza di divieto.
Ma non è così:tra i due tratti non c’è nessun Torrente. E c’è di più: le mappe del ministero, in corrispondenza della foce Fiume Bagni invece di un tratto non adibito alla balneazione, segnalanotuttobalneabile senza soluzione di continuità e retino di colore verde.
Altro esempio: tra i sette tratti elencati come balneabili del comune di Lamezia Terme c’è quello denominato “Lido Marinella”. Sulle mappe dello stesso comune, invece, non esistealcun tratto denominato “Lido Marinella”.  Un tratto con detta denominazione, localizzato lontano dai confini comunali di Lamezia Termeviene riportato sulle mappe di in altro comune dove l’elenco delle aree balneabili non comprende il “Lido Marinella”.

Nei cinque comuni costieri del Lametino, nelle prime settimane della stagione balneare 2013, sono complessivamente25 i tratti segnalati come idoneiper la balneazione sul Tirreno catanzarese.
In particolare:
1) Comunedi Curinga:
- TORRE DI MEZZA PRAIA,
- 1 KM NORD TORRENTE DI MEZZA PRAIA,
- 500 MT NORD TORRENTE S. EUFRASIA

2) Comune di Gizzeria:
- LIDO CAPO SUVERO,
- LIDO S. ANTONIO,
- DIREZIONE ALLEVAMENTO ANGUILLE,
- 200 MT NORD FIUME CASALE,
- RISTORANTE PESCE FRESCO;

3) Comune di Falerna:
- EUROLIDO,
- 850 MT. SX PUNTO 145,
- BAR VITTORIA,
- HOTEL TORINO 2,
- HOTEL OLD AMERICA


4) Comunedi Nocera Terinese
- 200 MT SUD CAMPING "LA MACCHIA",
- 200 MT A SUD FIUME SAVUTO,    
- 200 MT. NORD FIUME SAVUTO,
- RISTORANTE MARIS,
- 800 MT. SX PUNTO 143

5) Comune di Lamezia Terme
- LIDO MARINELLA
-  200 MT A NORD T. BAGNI
- 500 MT. SUD TORRENTE BAGNI
- 200 MT A SUD T. BAGNI
- 1000 MT SUD TORRENTE BAGNI
- LA CONCHIGLIA
- 200 MT A NORD F. AMATO

Sul persistere dei divieti di balneazione sui litorali dello Jonio e del Tirreno della Regione, è significativo quanto evidenziato dalla Commissione parlamentare sulle attività illecite connesse al ciclo dei rifiuti nella Regione Calabria.Nella relazione del 2011 si legge:“È importante rilevare non solo il forte degrado delle coste e l'inquinamento marino, ma anche la mancanza di una seria volontà volta a individuare le fonti inquinanti e, soprattutto, a perseguire i trasgressori e così interi comuni della zona esaminata continuano ad essere privi di fognatura, mentre le amministrazioni comunali negano l'esistenza del problema. Numerosi sono gli scarichi non censiti da parte dei comuni e delle province, mentre liquami di origine organica e industriale continuano a essere riversati nei fiumi e a confluire nel mare: ne sono prova i risultati delle analisi effettuate alle foce dei fiumi, con valori parecchie decine di misure al di sopra della soglia di tollerabilità umana.”
Fenomeni di degrado e inquinamento che potevano e dovevano essere evitati rispettando, tra l’altro, le normecomunitarie sulla raccolta, sul trattamento e sullo scarico delle acque reflue urbane fissate dalla direttiva 91/271.La mancata applicazione della stessadirettiva,ha comportato la recente condanna della Corte europea. E, com’è noto, tra i molti comuni della regione e del BelPaese inadempienti c’è anche Lamezia Terme.Negli stessi comuni inadempienti per non essersi dotati di adeguati sistemi fognari in grado di garantire un’efficace sistema di depurazione anche durante le variazioni di carico legate ai flussi turistici nei mesi estivi, i cittadini oltre a subire i dannidell’inquinamento si vedranno costretti a pagare la multa della Corte europea. Per la reale valorizzazione del prezioso patrimonio costierogli aspetti e specificità cui si è accennato non possono essere ignorati. Come non va ignorato che problemi e qualità delle acque marinecostituiscono anche un importante indicatore integrato del modello di sviluppo a terra.I divieti di balneazione rappresentano spesso “l’ultimo” effetto in senso spazio-temporale delle varie conseguenze dell’inquinamento dei corsi d’acqua. Inquinamento che, tra l’altro, accentua ed estende i gravi processi di erosione dei litorali edi depauperamento del prezioso bosco litoraneo. Non si può continuare ad ignorare o sottovalutare le specificità e il prezioso patrimonio di risorse naturali che caratterizzano i 162 chilometri quadrati del Territorio comunale di Lamezia Terme; un territorio, attraversato da tredici corsi d’acquae con notevoli disponibilità di risorse idriche per uso: potabile, agricolo, industriale, terapeutico e turistico. Gli stessi corsid’acqua compresiil Bagni e l’Amato, nei quali confluiscono il Cantagalli, il Piazza, il Canne, il S. Ippolito, alimentano importanti falde idriche,dalle quali traggono origine 104 sorgenti, alcune con portate di miliardi di litri d’acqua oligominerale l’anno, e che rendono lo stesso comune uno dei più ricchi di “oro blù” dell’intero Belpaese. L’abbondanza d’acqua,invece di sviluppo e ricchezza, a causa dell’irrazionale gestione del territorio, rischia di continuare a provocare: movimenti franosi sui rilevi collinari e montani, inondazionii in pianura con l’allagamento ed il trasporto di rifiuti e, quindi, l’inquinamento delle falde idriche e delle acque marine. Pertanto, sia la condizione dei tredici corsi d’acqua che attraversano da nord a sud il territorio,sia la qualità e modalità di prelievo e alimentazione delle falde idriche, s’intrecciano e non possono essere separate dai problemi delle acque del mare e dei litorali. S’impone la necessità di rimuovere ed in tempi brevi le cause dei processi di degrado dei litorali e, nel contempo, di definire un Piano organico d’interventi per la valorizzazione del prezioso patrimonio di risorse naturali acqua, suoli, spiagge, ecc. disponibili e migliorare la qualità della vita dei cittadini di Lamezia.
Le specificità e necessità sopra evidenziate, purtroppo, continuano ad essere sottovalutate o ignorate anche nel dibattito ancora aperto sul nuovo strumento urbanistico, PSC (Piano strutturale comunale).


Geologo Mario Pileggi*
Membro del Consiglio nazionale dell’Associazione “Amici della Terra”

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