Mercoledì, 13 Maggio 2026

Pileggi Mario10Lamezia Terme, 23 luglio 2015 - L’esposto del sindaco di Lamezia Terme Mascaro sul mare  sporco e la conseguente iniziativa del prefetto Latella rappresentano segnali di attenzione alla questione ambientale. Segnali che possono e devono favorire l’avvio di concreti interventi necessari per rimuovere le cause del degrado e migliorare la qualità delle acque marine.

Interventi concreti e necessari sia da parte del comune di Lamezia Terme che da tutti gli altri Enti preposti al controllo, alla gestione e tutela del territorio e delle risorse naturali esistenti. Per un reale e duraturo miglioramento delle acque marine nel golfo di Lamezia, è evidente che non basta la volontà e azione di un solo comune. Non basta, neanche se il comune è quello più esteso e più popolato dello stesso Golfo com’è Lamezia Terme. Così come non basta la necessaria crescita del senso civico dei bagnanti nel pretendere e favorire il mantenimento delle spiagge pulite. D’altra parte, non va ignorato che il divieto di balneazione rappresenta spesso “l’ultimo” effetto in senso spazio-temporale delle varie conseguenze dell’inquinamento a monte e dei corsi d’acqua, essenzialmente legato a discariche di rifiuti e acque reflue. Il problema delle acque marine, in pratica, non è separabile dalla condizione dei corsi d’acqua e delle falde idriche. E, quindi, dalla condizione dei canali e corsi d’acqua che attraversano i 162 km chilometri del territorio comunale di Lamezia Terme, come il Bagni e l’Amato nei quali confluiscono il Cantagalli, il Piazza, il Canne, il S. Ippolito che alimentano importanti falde idriche e sorgenti.
 Molti degli interventi necessari sono indicati nelle due specifiche relazioni della Corte dei Conti della Regione Calabria, aventi per oggetto: “la gestione delle risorse pubbliche finalizzata a prevenire l’inquinamento delle coste, a risanare le stesse, a migliorare la qualità delle acque destinate alla balneazione e a tutelare la salute pubblica”.
E nelle quali, tra l’altro, si sottolinea:
 - “ che le amministrazioni hanno mostrato una insufficiente consapevolezza delle proprie funzioni e competenze”.  
- La protezione dell’ambiente e della salute pubblica impongono alle amministrazioni pubbliche di ridurre l’inquinamento delle acque di balneazione e di preservare queste ultime da un deterioramento ulteriore, attraverso una serie di politiche pubbliche finalizzate al raggiungimento di obiettivi immediati quali il miglioramento della qualità misurato attraverso prelievi, ma anche attraverso obiettivi di programmazione e d interventi infrastrutturali più articolati e complessi (costruzione di reti fognari e impianti di depurazione, programmazione della gestione dei rifiuti e del ciclo delle acque, previsione di divieti e prescrizioni amministrative.
- Nel settore dell’ambiente vi è una assenza pressoché totale di quelle di quelle forme di cooperazione e collaborazione tre le amministrazioni diverse, che consentirebbero una più incisiva politica di salvaguardia  delle coste e dei mari e, più in generale della salute pubblica.
- Anche sotto il profilo della repressione dei fenomeni inquinanti e delle cause dell’inquinamento del mare e del degrado delle coste, appare evidente la mancanza di una seria volontà tanto di individuare le fonti inquinanti e, soprattutto, di perseguire i trasgressori.”  
- Numerosi sono gli scarichi non censiti da parte dei comuni e delle province, mentre pericolosi liquami, sia di origine organica che industriale, continuano ad essere riversati nei fiumi ed a confluire nel mare: ne sono prova i risultati delle analisi effettuate alle foci dei fiumi con valori parecchie decine di misure al di sopra della soglia della tollerabilità umana.
Nelle relazioni si sottolinea  “ che il mare non è stato sinora considerato una risorsa, ma una discarica che tutti possono utilizzare pur di risparmiare soldi pubblici e privati.”
Su conseguenze e danni per le popolazioni che vivono nel Golfo d S. Eufemia va considerata, ad esempio, l’entità della  ricchezza prodotta dal turismo balneare in tutta la regione Veneto che dispone della stessa quantità di spiagge.  E che i 34 Km di spiaggia del lametino con i 68 Km di costa del vibonese formano la stessa lunghezza e disponibilità di tutte le spiagge balneabili della regione Emilia Romagna dove arrivano più di 5 milioni di turisti balneari all’anno (più della metà degli 8 milioni che visitano la regione).
Sulla rilevanza e potenzialità delle ricchezze dello stesso patrimonio costiero disponibile nel golfo di Lamezia è da aggiungere le specificità degli assetti idro-geomorfologici favorevoli allo sviluppo della più grande varietà di habitat e forme di vita in ambiente acquatico e terrestre.  E un microclima favorevolissimo per la più lunga durata della stagione balneare del Mediterraneo; con tratti di costa caratterizzati da una ventilazione particolarmente favorevole anche per pratiche sportive come Kitesurf e idonee ad ospitare campionati mondiali come avvenuto nei giorni scorsi.
Sulla ricchissima biodiversità è da evidenziare la rilevanza delle recenti scoperte delle due specie megabentoniche, Topsentia calabrisellae e  Halicona fimbriata, che vivono nelle acque del mare lametino tra i 70 ed  90 metri di profondità. E in un contesto idrogeomorfologico unico che rende possibile in una superficie di pochi chilometri quadrati del Golfo di S.Eufemia la presenza, tra l’altro, di varie oasi di Coralli finora non rilevata in nessun altra area dell’intero Mediterraneo. Una specificità oggetto d’interesse anche dell’Università di Cambridge.
Sulla geodiversità e grande varietà di spiagge che caratterizzano il Golfo di S. Eufemia va ribadito che le stesse,  formate da frammenti di rocce di tutte le ere geologiche, documentano la nascita ed evoluzione sia del paesaggio terrestre sia degli insediamenti umani dell’intero Belpaese. Con specificità rare nelle coste della Penisola come gli ammassi granitici di Capo Vaticano generati dallo stesso magma che ha generato le più note coste granitiche della Sardegna e dai quali sono stati separati a seguito d’imponenti movimenti della crosta terrestre iniziati milioni di anni fa e ancora in atto nel Tirreno.
Oltre ad una grande varietà di preziosi aspetti naturalistici, paesaggistici ed ambientali sui litorali del Golfo di S. Eufemia esiste un rilevante e unico patrimonio archeologico a partire dai manufatti in pietra risalenti al Paleolitico Inferiore di Casella di Maida.  Non a caso in corrispondenza dei 34 Km di costa del Tirreno lametino  e dei 68 Km del Vibonese,  ad esempio,  tra l’VIII ed il V secolo a.C. sorgevano importanti centri abitati della Magna Grecia come: Hipponion, Temesa e Terina.
Il prezioso patrimonio costiero disponibile, con le ricche specificità alle quali si è fatto cenno, può e deve essere valorizzato attraverso interventi concreti. Interventi urgenti e coordinati dall’insieme della classe dirigente per impedire di considerare il mare “una discarica che tutti possono utilizzare pur di risparmiare soldi pubblici e privati” come evidenziato nella relazione della Corte dei Conti. E per favorire un futuro ai giovani che desiderano continuare a vivere nel territorio più favorito dalla natura e che ha dato il nome all’intero BelPaese.

LA QUALITA’ DELLE ACQUE MARINE e DIVIETI DI BALNEAZIONE NEL LAMETINO (inizio terza decade luglio)

Sulla base delle analisi, dei prelievi del 26  maggio e 23 giugno scorsi, effettuate dall’Arpacal, nel comune di Lamezia Terme sono tre i tratti con divieto di balneazione per complessivi 1.647,29 metri. Due tratti non sono sottoposti a controllo perché permanentemente non adibite alla balneazione per inquinamento riguardano le foci del Torrente Bagni e del Fiume Amato per complessivi 800 metri. Il terzo tratto denominato “200 MT a Sud Fiume Amato” lunga 847,29 metri, adibito alla balneazione e sottoposto ad analisi e monitoraggio non risulta idoneo alla balneazione per inquinamento. Altro divieto per inquinamento esiste in corrispondenza della foce del Fiume Savuto nel Comune di Nocera Terinese.Come già evidenziato negli anni passati e all’inizio dell’attuale stagione balneare i dati forniti dal Ministero della salute e dalla Regione continuano ad essere poco chiari e con le incongruenze già denunciate. Resta difficile individuare dove sono localizzati i tratti vietati alla balneazione. Così come non è facile individuare gli altri 27 tratti adibiti alla balneazione nei cinque costieri del lametino.  
I singoli tratti per ogni comune, sulla base della classificazione delle acque effettuata dall’Arpacal, risultano:
1)    Comune di Curinga:
- TORRE DI MEZZA PRAIA, lungo 1.731 metri di qualità Eccellente
- 1 KM NORD TORRENTE DI MEZZA PRAIA, lungo 1.022 metri di qualità Eccellente
- 500 MT NORD TORRENTE S. EUFRASIA, lungo 1.604 metri di qualità Eccellente
2)    Comune di Gizzeria:
- LIDO CAPO SUVERO, lungo 830 metri di qualità Eccellente
- LIDO S. ANTONIO, lungo 580 metri di qualità Eccellente
- DIREZIONE ALLEVAMENTO ANGUILLE, lungo 668 metri di qualità Eccellente
- 200 MT NORD FIUME CASALE, lungo 1.828 metri di qualità Eccellente
- RISTORANTE PESCE FRESCO, lungo 639 metri di qualità Eccellente
3)    Comune di Falerna:
- EUROLIDO, lungo 1415 metri di qualità Eccellente
- 850 MT. SX PUNTO 145, lungo 952 metri di qualità Eccellente
- BAR VITTORIA, lungo 2104 metri di qualità Eccellente
- HOTEL TORINO 2, lungo 1.390 metri di qualità Eccellente
- HOTEL OLD AMERICA, lungo 1.645 metri di qualità Eccellente
4)    Comune di Nocera Tirinese
- 200 MT SUD CAMPING "LA MACCHIA", lungo 1076 metri di qualità Eccellente
- 200 MT A SUD FIUME SAVUTO, lungo 626 metri di qualità Eccellente    
- 200 MT. NORD FIUME SAVUTO, lungo 1.215 metri di qualità Eccellente
- RISTORANTE MARIS, lungo 757 metri di qualità Eccellente
- 800 MT. SX PUNTO 143, lungo 979 metri di qualità Eccellente
5)    Comune di Lamezia Terme
-    LIDO MARINELLA, lungo 1.167 metri di qualità Eccellente
-    200 MT A NORD T. BAGNI, lungo 1.078 metri di qualità Eccellente
-    500 MT. SUD TORRENTE BAGNI, lungo 791 metri di qualità Eccellente
-    200 MT A SUD T. BAGNI, lungo 344 metri di qualità Eccellente
-    1000 MT SUD TORRENTE BAGNI, lungo 1.303 metri di qualità Eccellente
-    LA CONCHIGLIA, lungo 1.436 metri di qualità Eccellente
-    200 MT A NORD F. AMATO, lungo 854 metri di qualità Eccellente
-    DIREZIONE STAZ. FF.SS. S.PIETRO A MAIDA, lungo 1.211 metri di qualità Eccellente
-    200 MT A SUD F. AMATO, lungo 847 metri di qualità Sufficiente.


geologo Mario Pileggi*
Consiglio Nazionale degli “Amici della  Terra”

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