Sabato, 04 Luglio 2026

Fonso sociale europeoLamezia Terme, 13 maggio 2015 - Siamo alle solite, quasi un miliardo di euro e non riusciamo a spenderlo.Nonostante la visita salvifica in Calabria della Commissaria Cretu, accompagnata da ministri e sottosegretari; nonostante i titoli dei giornali che dicono che siamo sulla strada giusta senza dire che eravamo a meno 1000 milioni e ora siamo a meno 970 sempre milioni di euro; la realtà e che siamo sempre indietro nella spesa e siamo ancora più indietro(due anni) nella nuova programmazione.

Parliamo dei famigerati Fondi europei che in molte altre regioni hanno prodotto sviluppo e migliorato la qualità della vita, da noi, ma anche in altre regioni del sud, hanno prodotto illusioni, polemiche e frustrazioni. Sui Fondi comunitari e sull’utilizzo che se ne fa in Calabria si dice di tutto e di più. Molto spesso ci si rifugia nei soliti luoghi comuni e nelle solite frasi ad effetto per catturare l’applauso e cercare di scaricare le responsabilità su chi c’era prima senza che tutto ciò sia di qualche utilità a risolvere il problema della mancata spesa ma anche della quasi totale inutilità dei fondi spesi. Di questo passo arriveremo a trovare responsabili già prima dell’era cristiana. Quindi tutti responsabili nessun responsabileIn sostanza spendiamo poco e quel poco è speso male, senza risultati apprezzabili. Fatevi un giro su www.opencoesione.gov.it e troverete tutti i progetti finanziati in Calabria con i fondi europei e nazionali. Fate la somma, rifatela e poi fatela ancora. Si, sembra incredibile che siano arrivati cosi tanti soldi nella nostra regione. E poi vi chiederete: ma dove sono finiti! Il problema della mancata spesa di circa un miliardo da fare entro dicembre 2015 viene da lontano.
La programmazione è fatta sempre per soddisfare l’ego di chi scrive i programmi, infatti si dice che a Bruxelless si sperticano sempre in elogi e complimenti per i bellissimi programmi che periodicamente scriviamo. Poi, il bel programma,ancora prima di averlo approvato pensiamo e chiediamo di cambiarlo. Evidentemente era bella solo la copertina a colori. Un bel programma, ammesso che i nostri lo siano mai stati, non è sempre un programma attuabile, sostenibile nella realtà culturale, economica e di organizzazione istituzionale.
Un programma scritto per la Baviera o per la Toscana non potrà mai funzionare per la Calabria perché l’ambiente economico, sociale, imprenditoriale, istituzionale ed anche culturale è completamente diverso. Qualsiasi cura medica è sempre tarata sullo stato generale del paziente. Nel nostro caso dello stato del paziente calabria non si tiene quasi mai conto.
Per fare una buona ed attuabile programmazione dobbiamo conoscere bene la realtà dove andranno ad impattare i fondi. Conoscere le difficoltà ed individuare le soluzioni più idoneeper raggiungere gli obiettivi.Questa dovrebbe essere una metodologia di programmazione praticata quotidianamente. Si è vero, vi sono stati tantissimi tavoli con il Partenariato ma, avete mai partecipato? possono centinaia di persone in una giornata approfondire questioni che oltre che essere strategiche, sono anche di procedure. Le strategie come vengono attuate? Nella predisposizione deibandi il partenariato viene completamente tagliato fuori.
Non voglio mitizzare il Partenariato ma mi preme fare capire che se le cose scritte nel Programma non vengono poi condivise ( non soltanto illustrate) con i soggetti beneficiari che devono realizzare i progetti (Enti Locali, Imprese, Università, associazioni ecc. ) e si calano i Bandi dall’alto senza verificarne la sostenibilità sia economica che procedurale con i potenziali beneficiari, è evidente che i bandi hanno soltanto adesione formale ( “ci sono soldi partecipiamo” ) e i progetti non vengono mai conclusi con risultati apprezzabili.
Un solo esempio per dimostrare quanto detto. Se scriviamo nel Por che i Comuni hanno un ruolo centrale nella nuova programmazione in quasi tutti i settori e pensiamo di spendere attraverso i progetti comunali molte centinaia di milioni abbiamo soltanto messo per iscritto un obiettivo ed una opportunità di sviluppo.
Gli obiettivi e le opportunità vanno poi realizzati, calati nella realtà Abbiamo verificato con i Sindaci se sono in condizione di realizzare i progetti che potenzialmente potrebbero avere finanziati? Si. Con quale personale? Con un segretario a scavalco, un geometra a mezzo servizio e due LSU/LPU? Abbiamo messo in atto attività di sostegno ai Comuni con personale qualificato nella gestione dei progetti stessi? NO. Per tutta risposta abbiamo invece intasato gli uffici regionali di consulenti e precari impossibilitati a fare avanzare la spesa perché messi nei posti sbagliati.
Non sarebbe stato meglio prima di pubblicare i bandi condividerli con i beneficiari ed “identificare” le procedure adeguate a facilitare la realizzazione dei progetti? Questo non è avvenuto, tranne in una occasione nella quale si fecero i seminari di identificazione dei beneficiari e i progetti vennero realizzati e i fondi spesi tutti e bene. Infatti quella esperienza non fu più ripetuta.Come si vede i problemi vengono da lontano, molti li conoscono, pochi parlano, nessuno li risolve. Il Presidente Oliverio è riuscito a rendicontare alcune centinaia di milioni . Ne restano sempre circa mille e per questi, così si dice, dovrebbero essere costituiti dei tavoli tecnici per trovare le soluzioni. Nessuno di noi ha la bacchetta magica ma è chiaro che la spesa da fare entro il 2015 può avere soltanto due strade: una è quella di raccattare , come si è sempre fatto, tra le amministrazioni pubbliche, progetti già conclusi nei settori più disparati e presentarli come progetti sponda o, come si chiamano adesso, progetti coerenti; oppure anticipare le attività previste nel POR 2014-2020, che ha già due anni di ritardo e sarà operativo, forse, nel prossimo autunno, individuando alcuni settori dove è fattibile la spesa dei fondi residui del 2007-2013, entro questi mesi che mancano al mese di dicembre.

FONDI UE - Se otto mesi vi sembrano pochi...

Tutti i calabresi sono a conoscenza che la Regione deve spendere entro dicembre circa un miliardo di euro che altrimenti verranno revocati . Conoscendo da tempo la problematica già da settembre abbiamo cominciato a pensare a dove investire e siamo  partiti dai ritardi della programmazione 2014-2020 ma anche dalla strategia che deve guidare il nuovo periodo di programmazione dei Fondi Europei.
La nostra proposta unifica i due obiettivi della spesa dei fondi 2007-2013, circa un miliardo di euro e la necessità di proporre attività che siano obbligatorie e propedeutiche alla realizzazione della programmazione 2014-2020. Il vantaggio di questa proposta è quello di spendere una parte dei fondi che altrimenti andrebbero persi ma finalizzati ad attuare ( in anticipo)progetti che comunque saremmo obbligati a fare ma con i fondi della prossima programmazione 2014-2020. A tutto ciò si aggiunge  un ulteriore vantaggio che è quello che i  progetti che qui proponiamo non potrebbero essere attivati subito ma bisognerebbe aspettare l’approvazione del nuovo Por che nessuno sa quando verrà approvato anche perché nessuno sa quando è stato spedito a Bruxelles. Quindi risparmiamo i nuovi fondi, utilizziamo i vecchi ed anticipiamo la nuova programmazione che non partirà prima del prossimo autunno. Avremo guadagnato tempo e denaro come si diceva nelle famiglie di una volta.
Vi sono quindi delle scelte strategiche che noi dobbiamo rendere operative essendo i pilastri di Europa 2020 e da queste la Regione Calabria non può assolutamente prescindere. La nuova programmazione 2014-2020 impone che i progetti di sviluppo siano integrati, sostenibili e concentrati su specifici territori e/o priorità settoriali al fine di non avere migliaia di progetti che non producono risultati ed anche difficili da gestire.

A) SMART LAND – TERRITORI INTELLIGENTI
Nella nostra proposta, abbiamo individuato, come prima cosa da fare quella di organizzare i Territori in aree di sviluppo che noi definiamo Smart Land.La smartspecialisationstrategy su cui si fonda la politica di sviluppo dell’Unione Europea, nel periodo 2014-2020 pone al centro dello sviluppo urbano la smart city o città intelligente. In Calabria non avendo grandi città con almeno 500.000 abitanti è più utile ed opportuno utilizzare il termine di smartland “ Territorio Intelligente” e quindi applicare ad un territorio più ampio ( Land) le strategie della città intelligente Uno smartland è un ambito territoriale nel quale attraverso politiche diffuse e condivise si aumenta la competitività e attrattività del territorio, con una attenzione particolare alla coesione sociale, alla diffusione della conoscenza, alla crescita creativa, all’accessibilità e alla libertà di movimento, alla fruibilità dell’ambiente (naturale, storico-architettonico, urbano e diffuso)all’identità e alla qualità del paesaggio e della vita dei cittadini. Gli ambiti prioritari di intervento nello smartland sono: Cittadinanza, sviluppo, energia, economia, identitàe saperi. Per esempio nella provincia di Catanzaro abbiamo 80 comuni che potrebbero essere organizzati in tre Smart Land, Catanzarese, Lametino e Soveratese e cosi anche nelle altre province, tranne Vibo e Crotone che avrebbero un unico Smart Land. La Provincia di Reggio Calabria sarà città metropolitana. Cosi facendo avremo in Calabria non più di 10 Smart Land e una città metropolitana invece di 409 comuni 5 province e tante guerre di campanile sulle Aree vaste. Ogni Smart Land sarà composto dai Comuni del territorio, dai soggetti pubblici del territorio ( Università, Enti Pubblici, Camera di Commercio ecc) da imprese private locali e nazionali scelte con evidenza pubblica, e da associazioni, Distretti Tecnologici, Poli di Innovazione ecc) Questo garantirà capacità e facilità di utilizzazione non soltanto dei Fondi del POR 2014-2020 e quelli del PSR 2014-2020 ma anche dei Fondi di HORIZON 2020 e quelli degli altri programmi a titolarità Ue.
Altro aspettofondamentale della Proposta è il finanziamento per la redazione dei PAES (Piano d’Azione per Energia Sostenibile) per ogni Smart Land e per la Città Metropolitana nell’ambito di un più complessivo PIANO STRATEGICO D’AREA. L’approvazione del PAES, da parte di ciascun comune, è obbligatoria per poter accedere ai fondi europei sull’ambiente e sull’energia che sono tanti sia a titolarità regionale che comunitaria. Affinché questo possa realizzarsi,velocizzando le procedure e garantendo la realizzazione dei PAES per ciascuno Smart Landè necessaria l’adesione di tutti i comunial Patto dei Sindaci.
Creare un territorio intelligente non può prescindere dalla realizzazione di almeno 11 Piattaforme Tecnologiche (per ciascuno Smart Land e Città Metropolitana) interconnesse, in ognuna delle quali confluiranno tutti i dati dei comuni, degli enti pubblici e le imprese, dello Smart Land ( open data).

B) POTENZIAMENTO DEI DISTRETTI DIALTA TECNOLOGIA
Sempre nella logica della spesa utile e rapida, con prospettiva futura si possono cofinanziare i 6 Distretti di Alta Tecnologia e i 7 Laboratori di Ricerca finanziati dal Miurper 148 milioni di euro ed insediati in Calabria. Di questi mi sento orgogliosamente coautore avendo rappresentato sin dal nascere la Regione Calabria nel Tavolo Tecnico insediato presso il Miur, ma al momento senza cofinanziamento regionale. Con un cofinanziamento di non meno di quaranta milioni potremmo attivare altri due laboratori di ricerca esclusi per carenza di fondi e potenziare i Distretti e i Laboratori già operativi.
Questa è la cosa più semplice ed immediata da fare. Basterebbe infatti una delibera di Giunta.

C) AREE PRODUTTIVE ECOLOGICAMENTE ATTREZZATE
Altra opportunità di spesa è quella di anticipare la costituzione delle Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate, previste dal Por Calabria FESR 2014-20, trasformando e ridisegnando le Attuali Aree di Sviluppo Industriale, attuando le strategie di sviluppo sostenibile previste dalla normativa comunitaria e definendo, in un piano di sostenibilità ambientale, le direttrici di sviluppo. Per Lamezia questa opportunità potrebbe cambiare il destino e le prospettive dell’attuale Area industriale che è la più ampia del Mezzogiorno da destinare non soltanto allo sviluppo industriale e di ricerca ma anche a quello logistico e a quello turistico, con ricadute importanti, proprio per la sua sostenibilità, anche in quello agroalimentare. La Proposta nel suo complesso, qui sintetizzata che da alcuni mesi ho cercato invano di far conoscere nei dettagli a chi poteva intervenire,individua e propone le procedure più semplici per raggiungere gli obiettivi di spesa entro il 2015.
Nella proposta per la Governancedel sistema l’ipotesi di un assessorato regionale con il compito specifico di raggiungere questi obiettivi al quale affidareanche la competenza dell’agenda digitale, della ricerca e dell’innovazione ci sembra ancora una buona idea. Se poi il Presidente Oliverio, ritiene di dover gestire direttamente questi settori strategici, sarebbe opportuna la nomina di un sottosegretario per l’operatività.
La stessa cosa si potrebbe fare con un assessoratoai Programmi europei, all’Innovazione e all’ Agenda Digitale nei  comuni dove si voterà il 31 Maggio.L’ipotesi di spesa entro il 2015 è calcolata in circa 400 milioni se entro maggio saranno predisposti i bandi. Se invece andiamo oltre giugno diventa un terno al lotto e dovremmo raccattare, come hanno fatto tutte le Amministrazioni Regionali dal 2000 ad oggi i progetti sponda e coerenti, che oggi chiameremo con  un nome diverso ma si leggerà sempre fallimento.
Sia il POR che il PSR sono in ritardo essendo stati trasmessi all’Ue da qualche mese(?) e quindi scontiamo la solita lentezza. Speriamo di riuscire ad averli approvati, anche se i tempi potrebbero essere ancora molto lunghi.
Nel Por Fesrvi è però una carenza che  segnaliamo  al Presidente Oliverio e che andrà colmata. Non è stata prevista l’attivazione degli ITI (Investimenti Territoriali Integrati) che potrebbero essere una modalità di aggregazione fondamentale, anche per le smartland, oltre che per le attuali Province svuotate e senza risorse. Una città intelligente o un territorio intelligente non è un progetto, ma un percorso, un processo che va avviato con il supporto delle tecnologie innovative ed essendo un processo e fondamentale la governance, ovvero la costruzione di meccanismi di gestione in grado di ottimizzare il sistema di servizi che una smart city/smartland deve offrire .
Mi auguro che a partire dai prossimi mesi in Calabria si possa avviare questo percorso virtuoso ed operativo. Altrimenti saranno altri cinque anni sprecati come le risorse che abbiamo a disposizione.

Emilio Mastroianni*
Smart Mediterranean Laboratory

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