Giovedì, 20 Settembre 2018

Mare rapporto siti eccellentiLamezia Terme, 13 agosto 2018 - I recentissimi episodi di mare sporco sui litorali dello Jonio e del Tirreno cosentino e anche per pochi giorni in alcuni punti dello Jonio e della Costa degli Dei con la più sviluppata economia del mare della regione ripropongono la necessità di provvedimenti adeguati per la salvaguardia e valorizzazione del grande patrimonio costiero calabrese.

Un patrimonio che rappresenta il 20% dei litorali più preziosi dell’intero Bel Paese ma che viene sottovalutato dentro e fuori la Calabria. Siamo all’inizio del quarto mese della stagione balneare e sui 716 chilometri di costa calabrese non si vedono tutte le informazioni sulla qualità delle acque marine e sui divieti di balneazione indicate dalle direttive del Ministero della Salute e norme vigenti. Informazioni necessarie per prevenire l’esposizione dei bagnanti a rischi per la salute, da pubblicare anche su appositi cartelli posti in ben evidenza in corrispondenza dei 43.900 metri delle aree non adibite alla balneazione con divieto permanente di balneazione per inquinamento e per altri motivi. Cartelli da esporre anche in corrispondenza di ognuna delle 629 aree, della lunghezza complessiva di 671.760 metri, adibite alla balneazione e monitorate con prelievi e analisi mensili dall’Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente e dove i divieti per inquinamento sono temporanei. La tempestiva e capillare diffusione dei dati sui profili e sulla qualità delle acque di balneazione è richiesta dalle norme vigenti per dare a tutti e in tempo reale le notizie sull’andamento dello stato di salute dei mari in ogni singola area.D’altra parte, per valutare le condizioni di salute dei mari su ogni tratto dei 716 chilometri di costa calabrese non ci si può limitare alla lettura del solo dato regionale ma si devono leggere i risultati delle analisi delle acque anche a livello provinciale e comunale.  Su scala regionale i risultati delle più recenti analisi effettuate nei mesi di Aprile, Maggio e Giugno scorsi confermano il prevalere delle aree con acque classificate di qualità eccellente e criticità soltanto su 27 aree cioè il 2%. I risultati delle precedenti analisi effettuate sui 3.855 campioni utilizzati dall’Arpacal per la classificazione delle acque per l’inizio dell’attuale stagione balneare evidenziano solo 82 campioni, pari al 2,13%, con esito non conforme ai valori limite della normativa vigente. Le stesse analisi certificano l’idoneità alla balneazione su oltre 650 chilometri di costa.Ma c’è di più: l’Agenzia regionale per Protezione dell’Ambiente certifica l’eccellente qualità delle acque di balneazione su 620 chilometri di costa, cioè sul 92% di tutte le aree adibite alla balneazione.  La rilevanza di questo dato emerge considerandolo nel contesto più generale delle aree di balneazione dell’intero BelPaese dove la percentuale delle aree classificate di qualità eccellente è dell’89% (la percentuale scende all’85% nel contesto europeo).  E considerando che i 620 chilometri della sola Regione Calabria corrispondono all’insieme dei chilometri di tutte aree balneabili delle Regioni Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Marche, Molise e Basilicata. D’altra parte, anche per la sua rilevanza, va considerato che la percentuale del 92% dell’attuale stagione balneare è più bassa di un punto rispetto a quella del 2017. E sono da considerare anche le rilevanti differenze delle percentuali sulla qualità delle acque e, quindi, delle condizioni di salute delle stesse acque marine che bagnano le cinque province della regione. In proposito è significativa la differenza tra provincia di Catanzaro con il 98,15% dei litorali con acqua classificata di qualità eccellente e nessuna area di qualità scarsa interessata da criticità e la provincia di Reggio Calabria con l’89,01% di litorali di qualità eccellente e il 5,49% di aree con acque di qualità scarsa e inibite alla balneazione per inquinamento. Va precisato che la gran parte delle criticità della stessa Provincia sono localizzate su alcuni litorali della Città di Reggio Calabria dove il mare è malato e richiede cure adeguate e urgenti per ritornare idoneo alla balneazione. In ottime condizioni di salute si trovano le acque di balneazione di quasi tutti gli altri comuni costieri della Provincia di Reggio Calabria e dell’intera Regione. In particolare, alcuni dati sul differente stato di salute dei mari nel cinque province: - La provincia di Cosenza dispone complessivamente di 227.900 metri di costa, più di un terzo di quella dell’intera della regione. L’insieme dei litorali adibiti alla balneazione e sottoposti al controllo delle acque sul Tirreno e sullo Jonio della stessa provincia raggiunge la lunghezza complessiva di 205.793 metri. Sul 93% degli stessi litorali e, quindi su 192.406 metri di costa è stata certificata la qualità eccellente delle acque di balneazione. Una percentuale superiore alla media regionale ma più bassa, anche se di poco, rispetto alla stagione balneare 2017 quando la percentuale era del 94,05% e la lunghezza raggiungeva i 193.546 metri.Nella stessa provincia le aree di criticità per le acque classificate di qualità scarsa e non balneabili per l’inizio dell’attuale stagione balneare è 1,27% pari a 2.617 metri mentre;  sempre secondo i dati Arpacal sulle criticità nel 2017 la percentuale era dell’1,51% e la lunghezza complessiva di 3.102 metri.Tra le criticità da considerare c’è l’area denominata “200 M Sud Canale Prosp. Depuratore” della lunghezza di 372 e acque classificate di qualità scarsa con divieto temporaneo per quattro anni di seguito; la stessa area senza i necessari interventi di risanamento rischia un divieto di balneazione permanente.  Altre criticità segnalate di recente dal Servizio Acque del Dipartimento provinciale Arpacal di Cosenza al Sindaco di Corigliano-Rossano e contestualmente al Ministero della Salute ed alla Regione Calabria, la non conformità dei risultati delle analisi dei campioni prelevati in data 10.07.2018 presso le stazioni di campionamento denominate: “100 mt. dx Torrente Coriglianeto”, “100 mt. sx Torrente Coriglianeto” e “100 mt. nord canale Missionante” in cui il parametro relativo all’Escheria coli ha dato un valore superiore ai limiti.La lunghezza di tutti i divieti di balneazione nella provincia di Cosenza è di 24.724 metri di costa. In particolare: 2.617 metri con divieto temporaneo per inquinamento localizzati nel comune di Fuscaldo (150 MT SX Torrente Maddalena) e Praia a Mare (Sbocco Canale Sottomarlene, 50 MT SX Canale Fiumarella e 50 MT DX canale Fiumarella);  e altri  22.107 metri di costa con divieto permanente in corrispondenza delle foci dei corsi d’acqua e canali inquinati, aree portuali, militari e industriali. - La provincia di Reggio Calabria con 202,9 chilometri di costa ha adibito alla balneazione e monitorato complessivamente 186.681 metri, una quantità inferiore ai 187.493 metri della stagione balneare precedente.Quantità che, in assenza di urgenti interventi di risanamento nella città di Reggio Calabria, rischia di ridursi ulteriormente nella prossima stagione balneare.La lunghezza complessiva dei litorali certificati di qualità eccellente per l’attuale stagione balneare è di 166.892 metri, l’89,01% dei litorali adibiti alla balneazione nella stessa Provincia; mentre la lunghezza complessiva di quelli di qualità scarsa è di10.286 metri pari al 5,49% . Questi dati, rispetto alla stagione balneare precedente, evidenziano una riduzione della lunghezza dei litorali classificati di qualità eccellente che erano 167.859 metri pari all’89,92% .I comuni interessati dalle criticità per le acque classificate di qualità scarsa sono: Brancaleonecon l’area denominata “I.D. Brancaleone” per 1668 metri,  Gioia Tauro con l’area denominata “Pontile N” per 651 metri, San Ferdinando con l’area denominata “Delta Mesima” per 369 metri e Reggio Calabria con dieci aree in gran parte localizzate corrispondenza del centro urbano. Nella provincia di Vibo Valentia la lunghezza complessiva dei litorali certificati di qualità eccellente per l’attuale stagione balneare è di 62.928 metri pari al 89,71% dei litorali adibiti alla balneazione; una lunghezza superiore a quella complessiva del 2017 che era di 59.500 metri. La lunghezza complessiva dei litorali certificati di qualità scarsa è di 2.290 metri come nella stagione balneare 2017. Sulle criticità nella stessa Provincia è da evidenziare l’area denominata “300 MT Nord Torrente Sant’Anna” nella quale dopo cinque anni di classificazione di qualità scarsa il divieto di balneazione da temporaneo è diventato permanente.Le classificazioni di qualità scarsa nel Comune di Briatico punto di prelievo “La Rocchetta” e nel Comune di Nicotera “200 MT a DX F. Mesima”. Nei giorni scorsi il servizio tematico Acque del Dipartimento provinciale di Vibo Valentia dell’Arpacal ha trasmesso ai Comuni di Pizzo Calabro, Vibo Valentia e Tropea il risultato delle analisi delle acque di balneazione effettuato il 25.07.2018 che avevano dato esito di non conformità rispetto ai parametri previsti dal decreto legislativo 116 del 2008.  I risultati sono tornati conformi il 31 luglio in corrispondenza del punto di prelievo denominato “Porticciolo” nel comune di Pizzo e dei punti di prelievo denominati “Fosso Industriale Portosalvo” e “200m a DX del torrente Trainiti” nel Comune di Vibo Valentia, e nel punto “Lido Le Roccette” tra Parghelia e Tropea. La non conformità rimane nel punto diprelievo alla “foce del torrente Le Grazie” nel Comune di Tropea.- Sui 113,9 chilometri di costa disponibili nella provincia di Crotone sono adibiti alla balneazione e monitorati complessivamente 108.868 metri. I risultati delle Analisi e le classificazioni effettuate dall’Arpacal per l’inizio dell’attuale stagione balneare certificano di qualità eccellente le acque in corrispondenza di100.068 metri di litorali pari al 91,92%.  Un dato che evidenzia un calo rispetto alla precedente stagione balneare 2017 quando la lunghezza complessiva delle spiagge con acque di qualità eccellente risultava di 102.859 metri con il 94,48%.La lunghezza complessiva dei litorali certificati di qualità scarsa e non balneabile è complessivamente di 2.290 metri come nella stagione balneare 2017. - Sui 102.600 metri di costa della provincia di Catanzaro le aree adibite alla balneazione raggiungono la lunghezza complessiva di 99.462 metri.  Su queste aree controllate con analisi mensili, fin dall’inizio dell’attuale stagione balneare la percentuale delle acque di qualità eccellente è del 98,15% in aumento rispetto 97,30% della stagione balneare 2017. I restanti 1.836 metri delle altre are balneabili è classificato di qualità Buona.Sui litorali della stessa Provincia di Catanzaro non sono stati posti divieti di balneazione temporanei. I vari divieti di balneazione permanenti posti in corrispondenza delle foci dei corsi d’acqua e canali inquinati, area portuale, militari e industriali raggiungono complessivamente la lunghezza di 3.138 metri.Riguardo le criticità e i divieti di balneazione posti su tutti i litorali del Tirreno e dello Jonio della Calabria sono da considerare i divieti di balneazione temporanei delle aree adibite alla balneazione della lunghezza complessiva di circa 15 chilometri. E gli altri 43,9 chilometri di divieti permanenti di balneazione localizzati in parte in corrispondenza delle foci dei corsi d’acqua inquinati e in parte in corrispondenza delle aree industriali, militari e portuali presenti sia sul Tirreno che sullo Jonio della Calabria. In particolare in corrispondenza: dei Porti di Diamante, Cetraro, San Lucido, Corigliano Calabro e Cariati della provincia di Cosenza; dei Porti di Gioia Tauro, Villa San Giovanni, Reggio Calabria, Montebello Ionico e Roccella Ionica della provincia di Reggio Calabria; dei Porti di Cirò Marina, Crotone e Isola capo Rizzuto della provincia di Crotone; del Porto di Catanzaro Lido e del Porto di Vibo Valentia.Su localizzazioni e cause delle criticità già individuate e descritte nei Report Arpacal va ricordato: “i campioni che hanno dato esito sfavorevole riguardano sempre gli stessi punti di prelievo che nel corso degli anni hanno dimostrato di avere problemi di inquinamento. Tali punti insistono soprattutto nella provincia di Cosenza e Reggio Calabria. Le problematiche rimangono tendenzialmente non risolte e quasi sempre dovute al malfunzionamento di alcuni depuratori costieri e di scarichi abusivi che giungono a mare tramite canali o torrenti. La situazione appare peggiore in caso di campionamenti eseguiti in presenza di pioggia, vicino alle foci di fiumi soprattutto nel periodo tra aprile e maggio o durante i mesi estivi quando il maggior numero di abitanti equivalenti causa inconvenienti al funzionamento dei depuratori costieri.” Come va ricordata la condizione del comune col più bel lungomare del Bel Paese “La situazione nel comune di Reggio Calabria è piuttosto critica perché da diversi anni lunghi tratti di costa sono sottoposti a divieto di balneazione e non sono state attuate sufficienti misure di ripristino della balneabilità”.Le criticità emerse anche nell’attuale stagione balneare non devono oscurare le tantissime specificità ed unicità del Tirreno e dello Jonio calabresi dove vive la più ricca e varia biodiversità dell’intero Mediterraneo come di recente sottolineato anche dal Presidente della Stazione Zoologica di Napoli R. Danovaro nella giornata di Studio sui mari calabresi. È da evidenziare la continua scoperta di nuove specie marine oltre a quelle note e protette come: tredici mammiferi, quattordici molluschi, sette crostacei, otto squali, cinque rettili marini, quattro echinodermi, cinque spugne, sei antozoi, sei pesci e oltre quarantacinque uccelli marini. Alcune di queste, come i cavallucci marini Hippocampus hippocampus molto diffusi nel Parco Marino regionale “Baia di Soverato”, rappresentano una rarità in tutto Mediterraneo.  Cosi l’abbondanza dei coralli bianco e rosso presenti nel reggino e delle facies a Briozoi del vibonese. La straordinaria biodiversità e le specificità degli ecosistemi presenti nelle acque del Tirreno e dello Jonio della regione sono legate agli assetti idrogeomorfologici e alla grande varietà di minerali e rocce di tutte le Ere geologiche. Un patrimonio di geodiversità unico in tutta la Penisola. Basta pensare, in proposito, ai suggestivi tratti di costa formata dagli ammassi di rocce granitiche del Golfo di Squillace e del Vibonese. Ammassi rocciosi generati dallo stesso magma che ha generato le famosissime coste granitiche della Sardegna e separati da imponenti movimenti della crosta terrestre e dei processi di oceanizzazione del Tirreno iniziati milioni di anni fa.  Oltre ad una grande varietà di aspetti naturalistici ed ambientali, sulle rocce che formano le nostre coste sono impresse le ampie e più remote testimonianze della nascita ed evoluzione sia del paesaggio sia degli insediamenti umani dell’intero BelPaese; testimonianze di grandissimo interesse scientifico e sempre più oggetto di visite, ricerche e studi dei maggiori centri di ricerca e università del Pianeta. Spiagge rare e preziose, con mari trasparenti e fondali in gran parte privi dai fenomeni d’accumulo di sostanze nocive per la salute e, quindi, ideali anche per immersioni. Quanto sopra accennato e i tanti altri dati e aspetti del patrimonio costiero continuano a essere ignorati o sottovalutati da molti amministratori locali poco attrezzati per il governo e la valorizzazione delle risorse naturali e specificità dei propri territori. Così come continuano ad essere sottovalutati anche dall’attuale Governo nazionale con la mancata redazione del Rapporto Annuale sulla Balneazione da parte del Ministero della Salute e con la recentissima scelta dei comuni ai quali destinare i finanziamenti per il progetto “Spiagge Sicure–Estate 2018” del Ministero degli Interni. Una scelta iniqua perché vede finanziato un solo comune della Calabria, Cassano all’Ionio mentre sono stati finanziati 10 comuni di due regioni Veneto ed Emilia Romagna, con meno di un terzo delle spiagge della Calabria e con meno spiagge della sola Provincia di Cosenza. Scelta evidentemente in continuità con le scelte politiche del passato che hanno prodotto il crescente divario tra le regioni più ricche e quelle più povere del Bel Paese.Riguardo la “Classifica del Mare Illegale per Km di Costa” del Dossier Mare Monstrum 2018 è da evidenziare che la Calabria si trova al 13° in calo rispetto al 12° posto dell’anno corso. Nello stesso Dossier con le 15 regioni  del Belpaese bagnate dal mare, prima della Calabria e con più ecoreati sono indicate dodici regioni tra cui: l’Emilia Romagna, il Veneto, la Toscana, la Puglia, l’Abruzzo, la Liguria e il Friuli Venezia Giulia. In pratica la Calabria è la regione della Penisola con meno ecoreati.Si tarda a valorizzare tutte le risorse marine come ad esempio l’enorme potenziale energetico disponibile dalle onde e correnti marine lungo le coste i mari italiani. Si consideri che: “solo dalle onde c'e' da attendersi energia pari a quella prodotta da sei centrali nucleari EPR, quelle che sarebbero dovute essere costruite in Italia e che sono state respinte dal Referendum" secondo Marco Marcelli dell’Università della Tuscia. E che: "Nel solo stretto di Messina si calcola un potenziale energetico che sarebbe in grado di soddisfare il fabbisogno di una citta' di due milioni di abitanti" spiega il direttore dell'Unita' Tecnica Modellistica Energica Ambientale dell'Enea. Il mare non è solo turismo ma costituisce una immensa risorsa pubblica essenziale per la qualità della vita e di grande rilevanza sia per l’ecologia che per l’economia. Una risorsa che occorre promuovere e valorizzare con interventi coordinati e sinergici a tutti i livelli di competenza e responsabilità come evidenziato nel Piano di Azione per il Mediterraneo del Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP/MAP).  Piano sostenuto dal Fondo Globale per l’Ambiente (GEF), l’UNEP/MAP che ha elaborato un programma di azione strategico (SAP/MED) che identifica a livello regionale le sostanze nocive che devono essere eliminate nei prossimi decenni e richiede ai vari Paesi di elaborare e attuare piani di azione per combattere l’inquinamento marino proveniente dalle attività terrestri.  Piani da elaborare e attuare anche in Calabria e nell’intero BelPaese circondati da mari e coste ricchissime di storia e potenzialità di sviluppo sostenibile nell’interesse dei giovani e delle generazioni future. Lamezia Terme, 13 agosto 2018 - I recentissimi episodi di mare sporco sui litorali dello Jonio e del Tirreno cosentino e anche per pochi giorni in alcuni punti dello Jonio e della Costa degli Dei con la più sviluppata economia del mare della Regione ripropongono la necessità di provvedimenti adeguati per la salvaguardia e valorizzazione del grande patrimonio costiero calabrese. Un patrimonio che rappresenta il 20% dei litorali più preziosi dell’intero Bel Paese ma che viene sottovalutato dentro e fuori la Calabria. Siamo all’inizio del quarto mese della stagione balneare e sui 716 chilometri di costa calabrese non si vedono tutte le informazioni sulla qualità delle acque marine e sui divieti di balneazione indicate dalle direttive del Ministero della Salute e norme vigenti. Informazioni necessarie per prevenire l’esposizione dei bagnanti a rischi per la salute, da pubblicare anche su appositi cartelli posti in ben evidenza in corrispondenza dei 43.900 metri delle aree non adibite alla balneazione con divieto permanente di balneazione per inquinamento e per altri motivi. Cartelli da esporre anche in corrispondenza di ognuna delle 629 aree, della lunghezza complessiva di 671.760 metri, adibite alla balneazione e monitorate con prelievi e analisi mensili dall’Agenzia regionale per la Protezione dell’Ambiente e dove i divieti per inquinamento sono temporanei. La tempestiva e capillare diffusione dei dati sui profili e sulla qualità delle acque di balneazione è richiesta dalle norme vigenti per dare a tutti e in tempo reale le notizie sull’andamento dello stato di salute dei mari in ogni singola area.D’altra parte, per valutare le condizioni di salute dei mari su ogni tratto dei 716 chilometri di costa calabrese non ci si può limitare alla lettura del solo dato regionale ma si devono leggere i risultati delle analisi delle acque anche a livello provinciale e comunale.  Su scala regionale i risultati delle più recenti analisi effettuate nei mesi di Aprile, Maggio e Giugno scorsi confermano il prevalere delle aree con acque classificate di qualità eccellente e criticità soltanto su 27 aree cioè il 2%. I risultati delle precedenti analisi effettuate sui 3.855 campioni utilizzati dall’Arpacal per la classificazione delle acque per l’inizio dell’attuale stagione balneare evidenziano solo 82 campioni, pari al 2,13%, con esito non conforme ai valori limite della normativa vigente. Le stesse analisi certificano l’idoneità alla balneazione su oltre 650 chilometri di costa.Ma c’è di più: l’Agenzia regionale per Protezione dell’Ambiente certifica l’eccellente qualità delle acque di balneazione su 620 chilometri di costa, cioè sul 92% di tutte le aree adibite alla balneazione.  La rilevanza di questo dato emerge considerandolo nel contesto più generale delle aree di balneazione dell’intero BelPaese dove la percentuale delle aree classificate di qualità eccellente è dell’89% (la percentuale scende all’85% nel contesto europeo).  E considerando che i 620 chilometri della sola Regione Calabria corrispondono all’insieme dei chilometri di tutte aree balneabili delle Regioni Veneto, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Abruzzo, Marche, Molise e Basilicata. D’altra parte, anche per la sua rilevanza, va considerato che la percentuale del 92% dell’attuale stagione balneare è più bassa di un punto rispetto a quella del 2017. E sono da considerare anche le rilevanti differenze delle percentuali sulla qualità delle acque e, quindi, delle condizioni di salute delle stesse acque marine che bagnano le cinque province della regione. In proposito è significativa la differenza tra provincia di Catanzaro con il 98,15% dei litorali con acqua classificata di qualità eccellente e nessuna area di qualità scarsa interessata da criticità e la provincia di Reggio Calabria con l’89,01% di litorali di qualità eccellente e il 5,49% di aree con acque di qualità scarsa e inibite alla balneazione per inquinamento. Va precisato che la gran parte delle criticità della stessa Provincia sono localizzate su alcuni litorali della Città di Reggio Calabria dove il mare è malato e richiede cure adeguate e urgenti per ritornare idoneo alla balneazione. In ottime condizioni di salute si trovano le acque di balneazione di quasi tutti gli altri comuni costieri della Provincia di Reggio Calabria e dell’intera Regione. In particolare, alcuni dati sul differente stato di salute dei mari nel cinque province: - La provincia di Cosenza dispone complessivamente di 227.900 metri di costa, più di un terzo di quella dell’intera della regione. L’insieme dei litorali adibiti alla balneazione e sottoposti al controllo delle acque sul Tirreno e sullo Jonio della stessa provincia raggiunge la lunghezza complessiva di 205.793 metri. Sul 93% degli stessi litorali e, quindi su 192.406 metri di costa è stata certificata la qualità eccellente delle acque di balneazione. Una percentuale superiore alla media regionale ma più bassa, anche se di poco, rispetto alla stagione balneare 2017 quando la percentuale era del 94,05% e la lunghezza raggiungeva i 193.546 metri.Nella stessa provincia le aree di criticità per le acque classificate di qualità scarsa e non balneabili per l’inizio dell’attuale stagione balneare è 1,27% pari a 2.617 metri mentre;  sempre secondo i dati Arpacal sulle criticità nel 2017 la percentuale era dell’1,51% e la lunghezza complessiva di 3.102 metri.Tra le criticità da considerare c’è l’area denominata “200 M Sud Canale Prosp. Depuratore” della lunghezza di 372 e acque classificate di qualità scarsa con divieto temporaneo per quattro anni di seguito; la stessa area senza i necessari interventi di risanamento rischia un divieto di balneazione permanente.  Altre criticità segnalate di recente dal Servizio Acque del Dipartimento provinciale Arpacal di Cosenza al Sindaco di Corigliano-Rossano e contestualmente al Ministero della Salute ed alla Regione Calabria, la non conformità dei risultati delle analisi dei campioni prelevati in data 10.07.2018 presso le stazioni di campionamento denominate: “100 mt. dx Torrente Coriglianeto”, “100 mt. sx Torrente Coriglianeto” e “100 mt. nord canale Missionante” in cui il parametro relativo all’Escheria coli ha dato un valore superiore ai limiti.La lunghezza di tutti i divieti di balneazione nella provincia di Cosenza è di 24.724 metri di costa. In particolare: 2.617 metri con divieto temporaneo per inquinamento localizzati nel comune di Fuscaldo (150 MT SX Torrente Maddalena) e Praia a Mare (Sbocco Canale Sottomarlene, 50 MT SX Canale Fiumarella e 50 MT DX canale Fiumarella);  e altri  22.107 metri di costa con divieto permanente in corrispondenza delle foci dei corsi d’acqua e canali inquinati, aree portuali, militari e industriali. - La provincia di Reggio Calabria con 202,9 chilometri di costa ha adibito alla balneazione e monitorato complessivamente 186.681 metri, una quantità inferiore ai 187.493 metri della stagione balneare precedente.Quantità che, in assenza di urgenti interventi di risanamento nella città di Reggio Calabria, rischia di ridursi ulteriormente nella prossima stagione balneare.La lunghezza complessiva dei litorali certificati di qualità eccellente per l’attuale stagione balneare è di 166.892 metri, l’89,01% dei litorali adibiti alla balneazione nella stessa Provincia; mentre la lunghezza complessiva di quelli di qualità scarsa è di10.286 metri pari al 5,49% . Questi dati, rispetto alla stagione balneare precedente, evidenziano una riduzione della lunghezza dei litorali classificati di qualità eccellente che erano 167.859 metri pari all’89,92% .I comuni interessati dalle criticità per le acque classificate di qualità scarsa sono: Brancaleonecon l’area denominata “I.D. Brancaleone” per 1668 metri,  Gioia Tauro con l’area denominata “Pontile N” per 651 metri, San Ferdinando con l’area denominata “Delta Mesima” per 369 metri e Reggio Calabria con dieci aree in gran parte localizzate corrispondenza del centro urbano. Nella provincia di Vibo Valentia la lunghezza complessiva dei litorali certificati di qualità eccellente per l’attuale stagione balneare è di 62.928 metri pari al 89,71% dei litorali adibiti alla balneazione; una lunghezza superiore a quella complessiva del 2017 che era di 59.500 metri. La lunghezza complessiva dei litorali certificati di qualità scarsa è di 2.290 metri come nella stagione balneare 2017. Sulle criticità nella stessa Provincia è da evidenziare l’area denominata “300 MT Nord Torrente Sant’Anna” nella quale dopo cinque anni di classificazione di qualità scarsa il divieto di balneazione da temporaneo è diventato permanente.Le classificazioni di qualità scarsa nel Comune di Briatico punto di prelievo “La Rocchetta” e nel Comune di Nicotera “200 MT a DX F. Mesima”. Nei giorni scorsi il servizio tematico Acque del Dipartimento provinciale di Vibo Valentia dell’Arpacal ha trasmesso ai Comuni di Pizzo Calabro, Vibo Valentia e Tropea il risultato delle analisi delle acque di balneazione effettuato il 25.07.2018 che avevano dato esito di non conformità rispetto ai parametri previsti dal decreto legislativo 116 del 2008.  I risultati sono tornati conformi il 31 luglio in corrispondenza del punto di prelievo denominato “Porticciolo” nel comune di Pizzo e dei punti di prelievo denominati “Fosso Industriale Portosalvo” e “200m a DX del torrente Trainiti” nel Comune di Vibo Valentia, e nel punto “Lido Le Roccette” tra Parghelia e Tropea. La non conformità rimane nel punto diprelievo alla “foce del torrente Le Grazie” nel Comune di Tropea.- Sui 113,9 chilometri di costa disponibili nella provincia di Crotone sono adibiti alla balneazione e monitorati complessivamente 108.868 metri. I risultati delle Analisi e le classificazioni effettuate dall’Arpacal per l’inizio dell’attuale stagione balneare certificano di qualità eccellente le acque in corrispondenza di100.068 metri di litorali pari al 91,92%.  Un dato che evidenzia un calo rispetto alla precedente stagione balneare 2017 quando la lunghezza complessiva delle spiagge con acque di qualità eccellente risultava di 102.859 metri con il 94,48%.La lunghezza complessiva dei litorali certificati di qualità scarsa e non balneabile è complessivamente di 2.290 metri come nella stagione balneare 2017. - Sui 102.600 metri di costa della provincia di Catanzaro le aree adibite alla balneazione raggiungono la lunghezza complessiva di 99.462 metri.  Su queste aree controllate con analisi mensili, fin dall’inizio dell’attuale stagione balneare la percentuale delle acque di qualità eccellente è del 98,15% in aumento rispetto 97,30% della stagione balneare 2017. I restanti 1.836 metri delle altre are balneabili è classificato di qualità Buona.Sui litorali della stessa Provincia di Catanzaro non sono stati posti divieti di balneazione temporanei. I vari divieti di balneazione permanenti posti in corrispondenza delle foci dei corsi d’acqua e canali inquinati, area portuale, militari e industriali raggiungono complessivamente la lunghezza di 3.138 metri.Riguardo le criticità e i divieti di balneazione posti su tutti i litorali del Tirreno e dello Jonio della Calabria sono da considerare i divieti di balneazione temporanei delle aree adibite alla balneazione della lunghezza complessiva di circa 15 chilometri. E gli altri 43,9 chilometri di divieti permanenti di balneazione localizzati in parte in corrispondenza delle foci dei corsi d’acqua inquinati e in parte in corrispondenza delle aree industriali, militari e portuali presenti sia sul Tirreno che sullo Jonio della Calabria. In particolare in corrispondenza: dei Porti di Diamante, Cetraro, San Lucido, Corigliano Calabro e Cariati della provincia di Cosenza; dei Porti di Gioia Tauro, Villa San Giovanni, Reggio Calabria, Montebello Ionico e Roccella Ionica della provincia di Reggio Calabria; dei Porti di Cirò Marina, Crotone e Isola capo Rizzuto della provincia di Crotone; del Porto di Catanzaro Lido e del Porto di Vibo Valentia.Su localizzazioni e cause delle criticità già individuate e descritte nei Report Arpacal va ricordato: “i campioni che hanno dato esito sfavorevole riguardano sempre gli stessi punti di prelievo che nel corso degli anni hanno dimostrato di avere problemi di inquinamento. Tali punti insistono soprattutto nella provincia di Cosenza e Reggio Calabria. Le problematiche rimangono tendenzialmente non risolte e quasi sempre dovute al malfunzionamento di alcuni depuratori costieri e di scarichi abusivi che giungono a mare tramite canali o torrenti. La situazione appare peggiore in caso di campionamenti eseguiti in presenza di pioggia, vicino alle foci di fiumi soprattutto nel periodo tra aprile e maggio o durante i mesi estivi quando il maggior numero di abitanti equivalenti causa inconvenienti al funzionamento dei depuratori costieri.” Come va ricordata la condizione del comune col più bel lungomare del Bel Paese “La situazione nel comune di Reggio Calabria è piuttosto critica perché da diversi anni lunghi tratti di costa sono sottoposti a divieto di balneazione e non sono state attuate sufficienti misure di ripristino della balneabilità”.Le criticità emerse anche nell’attuale stagione balneare non devono oscurare le tantissime specificità ed unicità del Tirreno e dello Jonio calabresi dove vive la più ricca e varia biodiversità dell’intero Mediterraneo come di recente sottolineato anche dal Presidente della Stazione Zoologica di Napoli R. Danovaro nella giornata di Studio sui mari calabresi. È da evidenziare la continua scoperta di nuove specie marine oltre a quelle note e protette come: tredici mammiferi, quattordici molluschi, sette crostacei, otto squali, cinque rettili marini, quattro echinodermi, cinque spugne, sei antozoi, sei pesci e oltre quarantacinque uccelli marini. Alcune di queste, come i cavallucci marini Hippocampus hippocampus molto diffusi nel Parco Marino regionale “Baia di Soverato”, rappresentano una rarità in tutto Mediterraneo.  Cosi l’abbondanza dei coralli bianco e rosso presenti nel reggino e delle facies a Briozoi del vibonese. La straordinaria biodiversità e le specificità degli ecosistemi presenti nelle acque del Tirreno e dello Jonio della regione sono legate agli assetti idrogeomorfologici e alla grande varietà di minerali e rocce di tutte le Ere geologiche. Un patrimonio di geodiversità unico in tutta la Penisola. Basta pensare, in proposito, ai suggestivi tratti di costa formata dagli ammassi di rocce granitiche del Golfo di Squillace e del Vibonese. Ammassi rocciosi generati dallo stesso magma che ha generato le famosissime coste granitiche della Sardegna e separati da imponenti movimenti della crosta terrestre e dei processi di oceanizzazione del Tirreno iniziati milioni di anni fa.  Oltre ad una grande varietà di aspetti naturalistici ed ambientali, sulle rocce che formano le nostre coste sono impresse le ampie e più remote testimonianze della nascita ed evoluzione sia del paesaggio sia degli insediamenti umani dell’intero BelPaese; testimonianze di grandissimo interesse scientifico e sempre più oggetto di visite, ricerche e studi dei maggiori centri di ricerca e università del Pianeta. Spiagge rare e preziose, con mari trasparenti e fondali in gran parte privi dai fenomeni d’accumulo di sostanze nocive per la salute e, quindi, ideali anche per immersioni. Quanto sopra accennato e i tanti altri dati e aspetti del patrimonio costiero continuano a essere ignorati o sottovalutati da molti amministratori locali poco attrezzati per il governo e la valorizzazione delle risorse naturali e specificità dei propri territori. Così come continuano ad essere sottovalutati anche dall’attuale Governo nazionale con la mancata redazione del Rapporto Annuale sulla Balneazione da parte del Ministero della Salute e con la recentissima scelta dei comuni ai quali destinare i finanziamenti per il progetto “Spiagge Sicure–Estate 2018” del Ministero degli Interni. Una scelta iniqua perché vede finanziato un solo comune della Calabria, Cassano all’Ionio mentre sono stati finanziati 10 comuni di due regioni Veneto ed Emilia Romagna, con meno di un terzo delle spiagge della Calabria e con meno spiagge della sola Provincia di Cosenza. Scelta evidentemente in continuità con le scelte politiche del passato che hanno prodotto il crescente divario tra le regioni più ricche e quelle più povere del Bel Paese.Riguardo la “Classifica del Mare Illegale per Km di Costa” del Dossier Mare Monstrum 2018 è da evidenziare che la Calabria si trova al 13° in calo rispetto al 12° posto dell’anno corso. Nello stesso Dossier con le 15 regioni  del Belpaese bagnate dal mare, prima della Calabria e con più ecoreati sono indicate dodici regioni tra cui: l’Emilia Romagna, il Veneto, la Toscana, la Puglia, l’Abruzzo, la Liguria e il Friuli Venezia Giulia. In pratica la Calabria è la regione della Penisola con meno ecoreati.Si tarda a valorizzare tutte le risorse marine come ad esempio l’enorme potenziale energetico disponibile dalle onde e correnti marine lungo le coste i mari italiani. Si consideri che: “solo dalle onde c'e' da attendersi energia pari a quella prodotta da sei centrali nucleari EPR, quelle che sarebbero dovute essere costruite in Italia e che sono state respinte dal Referendum" secondo Marco Marcelli dell’Università della Tuscia. E che: "Nel solo stretto di Messina si calcola un potenziale energetico che sarebbe in grado di soddisfare il fabbisogno di una citta' di due milioni di abitanti" spiega il direttore dell'Unita' Tecnica Modellistica Energica Ambientale dell'Enea. Il mare non è solo turismo ma costituisce una immensa risorsa pubblica essenziale per la qualità della vita e di grande rilevanza sia per l’ecologia che per l’economia. Una risorsa che occorre promuovere e valorizzare con interventi coordinati e sinergici a tutti i livelli di competenza e responsabilità come evidenziato nel Piano di Azione per il Mediterraneo del Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP/MAP).  Piano sostenuto dal Fondo Globale per l’Ambiente (GEF), l’UNEP/MAP che ha elaborato un programma di azione strategico (SAP/MED) che identifica a livello regionale le sostanze nocive che devono essere eliminate nei prossimi decenni e richiede ai vari Paesi di elaborare e attuare piani di azione per combattere l’inquinamento marino proveniente dalle attività terrestri.  Piani da elaborare e attuare anche in Calabria e nell’intero BelPaese circondati da mari e coste ricchissime di storia e potenzialità di sviluppo sostenibile nell’interesse dei giovani e delle generazioni future. 

Geologo del Consiglio Nazionale Amici della Terra*

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