Sabato, 14 Dicembre 2019

Rifiuti GinCatanzaro, 4 gennaio 2019 - "Ricoprire un ruolo politico, nonché istituzionale, non significa occupare una postazione di privilegio nè tantomeno vincere un terno al lotto, ma una grande responsabilità e soprattutto, è porsi in spirito di servizio nei confronti della propria terra e dei cittadini. Questa è la bussola che ha guidato la mia azione di Governo dell'assessorato all'Ambiente sin dal primo momento del mio mandato nel luglio del 2015".

Lo afferma l'assessore regionale all'Ambiente Antonella Rizzo che replica al deputato del M5S D'Ippolito. "Ho seguito il percorso che avrebbe consentito di portare la Calabria alla normalità - prosegue-, perché, è questa la vera rivoluzione in una Regione come la nostra pervasa da commissariamenti nei settori strategici che tanti danni hanno creato e stanno tutt'ora creando. Il settore dei rifiuti è uno di quelli. Non è mia intenzione, unirmi al coro di coloro che recitano come un rosario l'elenco di come è stato trovato il settore rimandando la colpa e le responsabilità a chi ci ha preceduto. Questo è uno sport che lasciamo ad altri, come a coloro che stanno governando il Paese in questo momento e di cui fa parte l'On. D'Ippolito. Caro onorevole, voglio semplicemente fornirLe, proprio per il ruolo che ricopre, le corrette informazioni. Sono sicura che Lei non ha potuto approfondire la questione per il grande lavoro in questi giorni al Parlamento tra l'approvazione di una manovra finanziaria che penalizza pesantemente le Regioni del Sud e l'attività di reprimenda nei confronti dei Sindaci in merito al Decreto Sicurezza. Probabilmente la voglia di commissariamenti fa parte della linea di questo governo e dei suoi rappresentanti. Per cui mi permetto di fare per Lei il punto della situazione sul sistema rifiuti che si avvia verso quella normalizzazione di cui parlavo prima che circa 17 anni di commissariamento ha completamente devastato.Caro Onorevole, un vecchio saggio diceva "fa più rumore un albero che cade che una foresta che cresce ", come Lei potrà facilmente verificare gli alberi di quella foresta stanno già crescendo e io mi pregio di avere contribuito, da Assessore all'Ambiente della Regione Calabria, all'avvio di questo processo. 1. La gestione dei rifiuti del Commissario Delegato. E’ nota a tutti la pesante eredità lasciata dal Commissario Delegato: raccolta differenziata al 12%; incompletezza del sistema impiantistico regionale, specie con riferimento alle province di Cosenza e Vibo Valentia; conferimento del tal quale direttamente in discarica; disordine amministrativo nei contratti di gestione; impianti poco mantenuti e tecnologicamente obsoleti; mancata attuazione del trasferimento delle funzioni ai comuni competenti in materia e quindi mancata attuazione di un sistema integrato di gestione di rifiuti, in grado di far conseguire importanti economie di scala.2. La gestione dei rifiuti da parte della Regione. Chiusa l’esperienza Commissariale, in via temporanea, nelle more che i comuni si organizzassero nel rispetto delle previsioni di legge, la Regione si è sostituta agli enti locali, assicurando il governo della gestione degli impianti di trattamento, mentre i comuni hanno continuato ad assicurare il solo segmento della raccolta e spazzamento. Da allora, l’intensa attività svolta dal mio Assessorato e dal Dipartimento per la tutela dell’Ambiente in materia di rifiuti, ha consentito di ottenere i seguenti principali risultati: approvazione del nuovo Piano Regionale dei Rifiuti Urbani (dicembre 2016), con la previsione di nuove tecnologie impiantistiche in grado di consentire il maggior recupero possibile di materia prima seconda; innalzamento, grazie anche al forte e determinante contributo dei comuni, della percentuale della raccolta differenziata, oggi oscillante intorno al 45% a fronte del 14,6% del 2012; riassetto dei contratti lasciati in eredità dal Commissario Delegato, con lo svolgimento delle necessarie gare ad evidenza pubblica per la gestione di tutti gli impianti pubblici esistenti (Rossano, Crotone, Catanzaro, Gioia Tauro e Siderno, Lamezia Terme, Reggio Calabria); aggiudicazione della gara per la realizzazione del nuovo impianto di riciclaggio spinto di Catanzaro; gara per la realizzazione dei nuovi impianti di riciclaggio spinto di Reggio Calabria (con offerte acquisite e in corso di valutazione) e di Rossano (in via di pubblicazione); stanziamento di contributi per il finanziamento di progetti per la raccolta differenziata di oltre 200 Comuni per circa 47 Meuro; avvio della concertazione con i comuni interessati, in ordine al finanziamento degli impianti di compostaggio di prossimità (n. 30 impianti per circa 10 Meuro); svolgimento di seminari ed incontri con i consorzi di filiera (Conai, Comieco, Corepla, Rilegno, Cial, Coreve) rivolti a tutti i comuni calabresi così da renderli partecipi delle azioni da porre in essere per la massimizzazione dei ritorni economici legati alla raccolta differenziata.3. La gestione dei rifiuti oggi. Oggi è necessario compiere un ulteriore salto di qualità portando a compimento il processo di riordino del settore e di rientro alla normalità dell'azione amministrativa con l'allocazione delle gestione delle attività presso i soggetti a ciò deputati per legge, cioè gli Ambiti Territoriali Ottimali. Infatti legge n. 148/2011, recepita con legge regionale n. 14/2014 ha individuato nella Comunità d’Ambito (Assemblea dei sindaci appartenenti a ciascuno dei cinque ambiti territoriali ottimali nei quali è stato suddiviso il territorio regionale) l’Ente di governo del sistema integrato dei rifiuti urbani (raccolta, spazzamento e trattamento). Orbene proprio per dare attuazione a detta legge regionale, sin dal gennaio 2016 il L’assessorato all’Ambiente ha svolto una lunga azione di accompagnamento, di indirizzo e di necessario supporto ai comuni - attraverso riunioni, incontri, seminari, elaborazione di documenti format e linee guida - per come si evince dalla corposa corrispondenza tutta pubblicata sul sito web dipartimentale, sia quello attuale e che quello storico, di facile consultazione. Il processo di subentro, pertanto, altro non è che la fase finale di un lungo iter necessario a far rientrare nella normalità il sistema di gestione dei rifiuti, in analogia a quanto avviene in tutte le altre regioni d’Italia superando la singolarità tutta Calabrese - peraltro annualmente e puntualmente segnalata dalla Corte dei Conti nell’ambito dell’attività di parifica del rendiconto generale della Regione - che vede l'Ente regionale direttamente interessato dall'attività di gestione di questo segmento. Naturalmente la Regione, per come ribadito anche ieri all’Anci regionale, continuerà a svolgere attività di coordinamento ed assicurerà ogni sostegno ai comuni, affinché il previsto processo di riorganizzazione possa essere quanto più ordinato possibile.Se il deputato D’Ippolito non conosce tutto ciò è cosa grave attesa la funzione che Egli ricopre e le "specifiche competenze" di vantate; se invece fa finta di non conoscere tutto ciò è cosa ancora più grave, in quanto denota un atteggiamento strumentale e superficiale che valuta ,a seconda della parte politica a cui si appartiene, la bontà o meno del lavoro svolto. Voglio ricordare all'on. d'Ippolito che non esistono risposte semplici a problemi complessi e che invocare un nuovo commissariamento della regione - oltre che a riportare indietro la regione di 20 anni - sottende l'idea che c'è sempre qualcun’altro che arriva da fuori o dall'alto a risolvere i nostri problemi. Forse per lui, sarebbe bello, ma abbiamo già visto, che non è così e sappiamo che solo con il nostro lavoro, insieme - Regione, Comuni e Cittadini - possiamo e dobbiamo costruire un futuro diverso per la nostra regione, anche nel settore dei rifiuti. Probabilmente questa logica appartiene solo a chi, come me, crede in una filiera istituzionale che affronta e prova a risolvere i problemi a prescindere dal colore politico dell’interlocutore. Insomma, la logica di chi comprende che essere al servizio delle istituzioni, significa lavorare in concertazione e non commissariando". 

D'Ippolito (M5S): la Regione nega l'evidenza

"Sulla gestione dei rifiuti in Calabria il governatore e l'assessore regionale all'Ambiente nascondono la verità ai cittadini e spostano altrove il discorso. Senza giri di parole, è in atto la peggiore crisi di sempre, da cui non si potrà uscire se non con il commissariamento da parte del governo nazionale, per cui ho già interessato il ministro Sergio Costa". Lo afferma, in una nota, il deputato M5s Giuseppe d'Ippolito, che contesta l'idea della Regione Calabria di riprendere le competenze gestionali per alcuni mesi. "È impossibile – spiega D'Ippolito – rinviare, come la Regione vorrebbe fare a tempo scaduto, il passaggio di competenze sui rifiuti ai Comuni, per legge avvenuto dallo scorso 1 gennaio. L'assessore all'Ambiente Antonella Rizzo e l'intera giunta di Mario Oliverio non vogliono capire che, pur forzando la mano e anche con la necessaria variazione di bilancio, il problema si presenterebbe a breve, addirittura sotto elezioni regionali.In sostanza, se in via temporanea – chiarisce il parlamentare 5stelle – potessero tornare alla Regione le competenze in materia di gestione dei rifiuti, al termine del nuovo regime transitorio i gestori dei servizi sarebbero costretti a bloccarsi perché non più pagati. Perciò avremmo la spazzatura ovunque, anzi saremmo sommersi dall'immondizia in quanto si fermerebbero la raccolta, il conferimento, il trattamento e lo smaltimento. Il governatore Oliverio e l'assessore Rizzo – tuona il deputato 5stelle – non prendano in giro i calabresi: in quattro anni la loro amministrazione non è stata in grado di definire il subentro dei Comuni e ora pretenderebbe di farlo in soli sei mesi, addirittura scavalcando norme di legge tassative.Siamo giunti – conclude D'Ippolito – alla fine della rovinosa gestione di Oliverio e Rizzo, che peraltro ignorano che in Calabria mancano gli impianti di trattamento e dunque la lieve crescita della raccolta differenziata non comporta alcuna diminuzione dei costi per cittadini e Comuni. Ricordo che l'unica discarica operativa è quella privata di Crotone e che ormai, dati i rischi sui pagamenti, non si sa dove debbano andare i rifiuti prodotti dall'inceneritore di Gioia Tauro. La situazione è gravissima e ogni scelta di Oliverio, ad oggi obbligato a dimorare a San Giovanni in Fiore, determinerà senza dubbio un collasso del sistema".

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