Lamezia Terme, 27 agosto 2015 - "Come annunciato nei giorni scorsi, ho depositato presso la segreteria della presidenza del consiglio comunale un’interrogazione al sindaco per sapere cosa è stato fatto in questi mesi dalla nuova amministrazione comunale sulla situazione del carcere, in particolare per quanto riguarda l’impugnazione del decreto del ministro della Giustizia che dispone la soppressione della Casa Circondariale di Lamezia Terme e per quanto riguarda le azioni poste in essere per il trasferimento a Lamezia degli uffici del Provveditorato regionale".
Così, il consigliere comunale di Lamezia Insieme Rosario Piccioni. "Prendo atto che anche su questa questione, che richiederebbe un impegno corale da parte delle forze politiche a cominciare dalla massima autorità cittadina, il sindaco, la linea comunicativa dell’amministrazione comunale rimane la stessa: il solito “disco rotto” che su tutte le questioni, ripropone gli “evergreen” delle colpe della giunta Speranza, dell’eredità del passato da digerire, della macchina comunale da riorganizzare, della situazione finanziaria. Tutto questo senza che la nuova amministrazione, in carica ormai da oltre due mesi, abbia proposto nulla di nuovo in termini di pianificazione e programmazione futura. Anche sulla questione del carcere, l’amministrazione guidata da Paolo Mascaro ci ripropone lo stesso scaricabarile, fornendo una versione subito smentita dagli atti e dai fatti determinati sotto la precedente amministrazione: l’approvazione nella precedente consiliatura dell’ordine del giorno del consiglio comunale per la riapertura del carcere, le ripetute interlocuzioni del Sindaco Speranza con il Ministro Orlando e il sottosegretario Ferri, fino alla delibera di giunta di fine maggio con cui si è dato mandato all’ufficio legale di inoltrare ricorso contro il decreto ministeriale che ha disposto la soppressione della Casa Circondariale e che aldilà di quello che vuol fare credere l'attuale amministrazione ha un chiaro e forte significato politico. Anche su questo punto, l’ultimo comunicato dell’amministrazione denota il pressapochismo con cui viene gestita la vicenda: come mai il Sindaco, che ha fatto della battaglia contro la soppressione del carcere uno dei temi forti della sua campagna elettorale, afferma soltanto ora che andava impugnata la circolare ministeriale del 2012? In campagna elettorale l’attuale Sindaco Paolo Mascaro non ne era a conoscenza? E’ chiaro che occorre rispettare il parere pro veritate redatto dai legali incaricati dal Comune, consapevoli che si tratta di una valutazione tecnica sul ricorso e sul suo possibile esito. Ci sono dei segnali politici forti che vanno dati sempre, soprattutto quando c'è in gioco l'immagine tanto della magistratura lametina quanto del sindaco e quindi dell'intera città. Il ricorso contro il decreto del Ministro andava presentato a prescindere dall’esito giudiziario, per via delle considerazioni “false” contenute in quell’atto: nel testo del decreto si faceva riferimento a un presunto accordo alla chiusura della struttura carceraria attribuita alla magistratura lametina e al Sindaco di Lamezia Terme, che hanno prontamente smentito pubblicamente di avere mai dato parere positivo. Impugnare quel decreto, dunque, significava ristabilire un principio di correttezza nei rapporti istituzionali e lanciare un segnale politico forte su una questione importante della vita della nostra città, che il ministero aveva gestito senza una reale interlocuzione né con gli organi locali della Magistratura, né con l’amministrazione comunale. E invece si dice incredibilmente che quando si è insediato il nuovo Sindaco il tempo era quasi spirato: ricordiamo ai più distratti che dal momento dell'insediamento al giorno della scadenza dei 60 giorni (5 luglio) c'erano ben 20 giorni! Accolgo positivamente l’annuncio del possibile ricorso straordinario al Capo dello Stato, sia perché da me ultimamente sollecitato sia perché di fatto si conferma la bontà della delibera di giunta di fine maggio. Auspicando che anche su questa questione la politica degli “annunci” e dello scaricabarile sulle “colpe di chi c’era prima” ceda il passo a una discussione concreta e trasparente che abbia come obiettivo comune non una sterile battaglia campanilistica, ma la salvaguardia di presidi di legalità e di giustizia sul territorio della nostra città. In questo senso, l’annunciato trasferimento del Provveditorato Regionale a Lamezia non è uno “specchietto per le allodole”, ma il risultato di un’interlocuzione istituzionale costruttiva che la precedente amministrazione ha stabilito con il Sottosegretario Ferri e che rappresenterà un’occasione prestigiosa per la nostra città. Così come in ogni caso, a prescindere dalla vecchia sede, bisogna intraprendere tutti insieme la battaglia per la costruzione di un nuovo carcere nella nostra città che non può certamente rinunciare ad un presidio di legalità oltre che ad una struttura che, per la centralità e la facile accessibilità con ogni mezzo della nostra città, consentirebbe di avere una struttura all'avanguardia al servizio dell'intera regione".
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