Lamezia Terme, 24 ottobre 2015 - L'Udc, attraverso il consigliere comunale Giancarlo Nicotera, ha diffidato formalmente il rappresentante legale di Trenitalia Spa a voler porre immediato riparo alla situazione di assoluto degrado e di pericolo per le persone in cui versano gli immobili ubicati nelle stazioni ferroviarie di Nicastro (Lamezia est) e di Sambiase (Lamezia ovest).
I detti edifici, come evidenziato nelle fotografie che sono state allegate alla diffida, si trovano in uno stato di totale degrado ed incuria. Per Nicotera: “Detto stato di cose, non più procrastinabile, rappresenta un continuo pericolo per le persone che si recano in dette stazioni ferroviarie, nondimeno poiché le stesse affacciano sulla pubblica via costituiscono altresì un serio rischio per l’incolumità di tutta la collettività; i cornicioni e le pareti evidenziano tutto ciò”.Lo stesso Nicotera rileva che: “Il cartello posto all’entrata della stazione di Sambiase: “Caduta materiali dall’alto”, con tanto di immagini di martelli ed oggetti che possono cadere, certamente non esime o solleva da responsabilità, civili ed anche eventualmente penali, i proprietari degli immobili e quindi Trenitalia, ma evidenzia “ictu oculi” una situazione quindi già nota agli stessi e/o ai loro preposti”.A parere dell'Udc “A seguito di tale assurda situazione possono integrarsi a carico dei rappresentanti di Trenitalia anche la concretizzazione di fattispecie penalmente rilevanti.L’art. 677 del codice penale, continua Nicotera, in proposito è assolutamente chiaro: “ Comma1 - Il proprietario di un edificio o di una costruzione che minacci rovina ovvero chi è per lui obbligato alla conservazione o alla vigilanza dell'edificio o della costruzione, il quale omette di provvedere ai lavori necessari per rimuovere il pericolo, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da centocinquantaquattroeuro a novecentoventinove euro.Comma 3- Se dai fatti preveduti dalle disposizioni precedenti deriva pericolo per le persone, la pena è dell'arresto fino a sei mesi o dell'ammenda non inferiore a trecentonove euro”. Ecco perché da parte sua l'Udc ha intimato ai rappresentanti legali di TRENITALIA S.p.A. di porre rimedio a tale situazione entro 15 giorni. In caso contrario lo stesso consigliere Nicotera chiederà l'intervento della Polizia Municipale al fine di effettuare precipuo sopralluogo per i provvedimenti e le azioni del caso, rivolgendosi poi alla Magistratura competente.
Nel contempo, i consiglieri comunali Udc Giancarlo Nicotera e Pasquale Di Spena, presenteranno un’apposita mozione in Consiglio Comunale affinché da parte dell’Ente comunale venga valutata l’opportunità di chiedere alla stessa TRENITALIAS.p.A. la concessione in comodato gratuito di tali immobili al Comune di Lamezia Terme.
Tale mozioneaffinché gli stessi edifici possano essereusufruiti e sfruttati nel migliore dei modi ed anche in virtù della possibilità di creare le condizioni per la messa in funzione di una linea diretta e veloce tra i tre centri lametini (Nicastro, Sambiase e Sant’Eufemia), anche in virtù del dato che il POR Calabria (2014-2020) oggi prevede solo la realizzazione di un collegamento stazione di Lamezia Terme – Aeroporto (velocizzazione POR – stazione aeroporto PON).
Si allega copia della diffida notificata al rappresentate legale di Trenitalia e di RFI
“Alla cortese attenzione del
Legale Rappresentante pro-tempore
di TRENITALIA e di RFI
Oggetto: diffida a rimuovere nell’immediatezza situazioni di pericolo esistenti sugli immobili delle stazioni di Nicastro e Sambiase.
Scrivo nella qualità di cittadino, nonché consigliere comunale di Lamezia Terme.
Il tutto in riferimento alla situazione di pericolo derivante dallo stato di assoluto abbandono in cui versano gli immobili delle stazioni ferroviarie di Nicastro e Sambiase.
I detti edifici, come evidenziato nelle fotografie che qui si allegano, si trovano in uno stato di totale degrado ed incuria.
Detto stato di cose, non più procrastinabile, rappresenta un continuo pericolo per le persone che si recano in dette stazioni ferroviarie, nondimeno poiché le stesse affacciano sulla pubblica via costituiscono altresì un serio rischio per l’incolumità di tutta la collettività; i cornicioni e le pareti evidenziano tutto ciò.
Il cartello posto all’entrata della stazione di Sambiase: “Caduta materiali dall’alto”, con tanto di immagini di martelli ed oggetti che possono cadere, certamente non esime o solleva da responsabilità, civili ed anche eventualmente penali, i proprietari degli immobili e quindi Trenitalia, ma evidenzia “ictu oculi” una situazione quindi già nota agli stessi e/o ai loro preposti.
Come rilevato,dalle dette omissioni possono scaturire responsabilità civili ex art. 2043 c.c., ed a parere di chi scrive, al di là di eventuali lesioni alle persone, si può intravedere anche l’integrazione della fattispecie prevista dall’art. 677 codice penale che statuisce espressamente:“Il proprietario di un edificio o di una costruzione che minacci rovina ovvero chi è per lui obbligato alla conservazione o alla vigilanza dell'edificio o della costruzione, il quale omette di provvedere ai lavori necessari per rimuovere il pericolo, è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da centocinquantaquattro euro a novecentoventinove euro. La stessa sanzione si applica a chi, avendone l'obbligo, omette di rimuovere il pericolo cagionato dall'avvenuta rovina di un edificio o di una costruzione. Se dai fatti preveduti dalle disposizioni precedenti deriva pericolo per le persone, la pena è dell'arresto fino a sei mesi o dell'ammenda non inferiore a trecentonove euro”. Con la presente, pertanto, si diffidano il rappresentante legale pro-tempore di Trenitalia e gli altri soggetti eventualmente obbligati e/o coobbligati a porre nell’immediatezza – e comunque entro e non oltre 15 (quindici giorni) dalla presente - rimedio e riparo alla situazione de qua.
In caso di mancanza di immediati riscontri a questa nostra, ci si riserva di chiedere l’intervento della Polizia Municipale, al fine di chiedere i provvedimenti del caso.
Lamezia Terme, 22.10.2015
Avv. Giancarlo Nicotera
Consigliere comunale di Lamezia Terme
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