Lamezia Terme, 19 dicembre 2015 - Nel 2015 la mensa della Caritas Diocesana di Lamezia Terme ha servito 26413 pasti, circa 100 pasti al giorno a persone italiane e straniere in condizioni di estrema povertà. 202 famiglie di sono rivolte al Centro di Ascolto della Caritas, di cui oltre il 68% famiglie italiane, una percentuale aumentata rispetto al 2014 quando le famiglie italiane erano poco più del 60%.
I colloqui avuti con le persone sono stati in totale 1041, comprendendo chi veniva per la prima volta e chi vive un disagio cronico, imputabile quasi sempre alla mancanza di lavoro che grava sul nostro territorio. La disoccupazione è la principale causa per cui le famiglie non riescono a far fronte alle necessità primarie come cibo, vestiario, bollette, affitto e persino cure mediche: tra gli utenti del Centro di Ascolto di Piazza Salvo d’Acquisto i disoccupati sono l’80%, i pensionati il 6%, il restante 14% sono sottoccupati o lavoratori in nero. Tra le principali richieste di interventi delle famiglie, la spesa all’Emporio della Solidarietà (67), il “Prestito della Speranza” (63), il pagamento delle utenze domestiche (25), lavoro (24), spese sanitarie (15).Questi i dati del Rapporto della Caritas Diocesana di Lamezia Terme relativi all’anno 2015 presentati questa mattina nel corso di una conferenza stampa nel salone della Curia Diocesana. Non si registra sostanzialmente un aumento delle persone che per la prima volta si sono rivolte alla Caritas lametina nel 2015, se non per circa un centinaio di persone, mentre si evidenzia un’area di povertà assoluta radicalizzata a cui le politiche sociali non hanno “cambiato la vita”: è una delle considerazioni che emerge dal quadro del Report 2015 che, sulla base dei dati complessivi raccolti dai 4 principali servizi attivati dalla Caritas nella città di Lamezia Terme (Mensa, Centro di Ascolto, Centro Interculturale Insieme, Querce di Mamre), mostra che nel 2015 hanno bussato alle porte della Caritas Diocesana 1217 persone, con aumento del 10,33% rispetto al 2014. Per quanto riguarda il Centro Interculturale Insieme - che si occupa prevalentemente di persone immigrate e italiani di etnia rom con l’obiettivo di attivare percorsi di inclusione sociale e di mediazione interculturale – nel 2015 si sono rivolte 719 persone, con un decremento minimo rispetto al 2014 (727). Prevalgono tra queste le persone provenienti dal Marocco e dall’Ucraina, mentre le principali richieste di intervento riguardano pratiche burocratiche (408 persone), e in misura nettamente minore corsi di lingua (141), lavoro (137), spesa all’Emporio della Solidarietà (120). Prosegue il progetto delle “Querce di Mamre” che nel 2015 ha accolto 237 persone, di cui 208 uomini e 29 donne di 34 nazionalità diverse, con un aumento significativo rispetto al 2014 (quando non era prevista l’accoglienza delle donne in difficoltà) con 114 uomini accolti di 32 nazionalità diverse. Nel corso del 2015, al centro di Via Minerva a S. Eufemia sono passate complessivamente circa 250 persone che si sono fermate in media per un periodo di due/tre settimane. Oltre al dormitorio, lo sportello ha potuto aiutare tanti altri immigrati - residenti nel territorio o di passaggio - per il rinnovo del permesso di soggiorno, tessera sanitaria, ricerca di alloggio e di lavoro o anche solo dando la possibilità di fare una doccia o di usufruire di un pasto serale. Complessivamente 479 persone (63 donne e 416 uomini) di 35 nazionalità. “Questi dati ci dicono che esiste un’area della povertà assoluta in questa città che rimane statica, persone che rimangono povere e non riescono a migliorare le proprie condizioni di vita”, ha commentato il direttore della Caritas Diocesana Padre Valerio Di Trapani soffermandosi sui nuovi progetti avviati nel 2015 dalla Caritas lametina, come la Fazenda da Esperança, aperta a giugno in una struttura confiscata alla criminalità organizzata che accoglie 10 giovani con problemi di dipendenze, e il punto informativo sul Prestito della Speranza, iniziativa promossa dalla Cei in accordo con Banca Abi, che ha fatto registrare già 13 richieste di credito sociale confermate dall’istituto bancario. Annunciata nel corso della conferenza stampa l’Opera Segno del Giubileo della Misericordia per la Diocesi di Lamezia Terme: il Villaggio della Carita “Mons. Francesco Maiolo”. Il progetto sorgerà su Via Indipendenza in un terreno da diversi anni abbandonato, e sarà un luogo aperto a tutti i giovani, in particolari a quelli segnati da fragilità, dove fare esperienza di volontariato e di vicinanza agli ultimi. “Sarà una porta aperta per i giovani vittime delle dipendenze, che seguono percorsi di recupero dopo aver sbagliato, ma anche per i tanti giovani che hanno difficoltà a scoprire il senso della propria vita”, ha spiegato Di Trapani illustrando un progetto che “si propone di mettere a contatto i giovani con le tante fragilità della nostra società valorizzando il ruolo pedagogico del volontariato e della prossimità agli ultimi”. Il Villaggio avrà i nuovi depositi della Caritas per gli alimenti, i vestiti e i mobili usati e uno spazio di accoglienza di giovani che desiderano fare servizio. Per contribuire alla realizzazione del Villaggio della Carità, si possono effettuare donazioni a favore di Fondazione Caritas Diocesana Lamezia Terme, Iban IT86Y0709142620000000201883, Banca del Catanzarese - Credito Cooperativo. Per il vescovo Luigi Cantafora “l’Opera Segno che ci proponiamo di realizzare ci fa capire che vivere il Giubileo della Misericordia significa aprire le porte a quelli che non contano. La carità deve diventare performativa per non ridursi a mero assistenzialismo. Per questo come comunità diocesana siamo chiamati a sostenere la realizzazione del Villaggio della Carità che intercetta il bisogno delle nuove generazioni di reimparare la solidarietà e di accogliere il messaggio di Gesù che a Natale ci rivela che l’uomo ha sempre bisogno di essere amato, accolto e custodito”. Ha confermato la piena collaborazione tra amministrazione comunale e la Chiesa lametina, il Sindaco Paolo Mascaro, sottolineando in particolare l’approvazione da parte del Consiglio Comunale di Lamezia Terme di una mozione per sostenere la proposta di legge regionale sul reddito minimo di inclusione sociale. “Intenzione prioritaria di questa amministrazione comunale è supportare le fragilità umane”, ha affermato Mascaro sottolineando l’esigenza “di un lavoro sinergico soprattutto con la Regione per andare a incidere attraverso le politiche sociali e migliorare concretamente la qualità della vita dei cittadini”.
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