Lamezia Terme, 11 giugno 2016 - Riceviamo e pubblichiamo. La conferenza stampa tenutasi giovedì mattina presso gli impianti della Ecosistem conferma quanto sospettavamo circa la trasparenza e l’incongruenza di fondo con quanto dichiarato negli ultimi 15 giorni dalla direzione e dalla proprietà aziendale.
Sulla questione riguardante il loro coinvolgimento nello smaltimento illecito di rifiuti pericolosi provenienti dalla Basilicata continuano a glissare; addirittura chi accompagnava le associazioni in visita agli impianti si è anche preso la licenza di dichiarare che, pericolosi o non pericolosi, il trattamento dei rifiuti è sostanzialmente identico e che loro non avevano l’obbligo di controllare la natura e la provenienza di quanto andavano a smaltire. Queste crediamo siano delle dichiarazioni molto gravi!
Sulla vicenda ecoballe inoltre il titolare dell’azienda, Rocco Aversa, è stato chiaro: economicamente non gli conviene né smaltire né bruciare l'ecoballe in Italia ma gli conviene inviarle via mare da Napoli in Portogallo in una discarica dove hanno già comprato posto per 150.000 metri cubi. La caratterizzazione dei rifiuti si farà per campionamento in Campania. Ha anche confermato che l'idea originaria era di portare a Lamezia una parte dei rifiuti idonea per la valorizzazione. Hanno poi abbandonato questa idea per evitare attacchi mediatici e strumentali.
Ma vediamo quali sono state le diverse e contrastanti dichiarazioni dei vertici della Ecosistem riportate sulla stampa locale e nazionale nelle ultime due settimane.
Il 27 maggio l’Ad della Ecosistem dichiarava alla Agenzia Dire: “i rifiuti saranno smaltiti in un impianto dell’industria De Residuos Valor-Rib (del municipio di Braga, in Portogallo) e in altri impianti italiani. Per il trasferimento all’estero, però, bisognerà attendere perché i rifiuti dovranno essere caratterizzati, bisognerà aprire il telo e fare il campionamento, poi le analisi, sulla base di una caratterizzazione definita dall’accordo con l’Arpac e con la supervisione dell’Anac”.
Sempre il 27 maggio la testata giornalistica on line Lamezia In Strada riportava la seguente dichiarazione dell’AD Mazzotta: “le ecoballe non possono essere smaltite in Calabria ed in effetti andranno principalmente in Portogallo e solo dopo la loro caratterizzazione e la relativa analisi merceologica, se ritenuti idonei al recupero per la loro valorizzazione, saranno inviati in altri impianti italiani tra cui quelli di Lamezia Terme ma per il RECUPERO E RICICLO NON PER SMALTIMENTO. Inoltre il Lotto 4, l’appalto vinto dalla Ecosistem ha una classificazione CDR COMBUSTILE DA RIFIUTO precisazione doverosa viste le informazioni “fuorvianti” di alcuni organi di informazione in particolare uno legato ad una nostra concorrente diretta nel campo dei rifiuti.”
Il 28 maggio sul Lametino.it veniva pubblicata la nota stampa dell’AD della Ecosistem: “Le ecoballe non possono essere smaltite in Calabria ed in effetti andranno principalmente in Portogallo e solo dopo la loro caratterizzazione e la relativa analisi merceologica, se ritenuti idonei al recupero per la loro valorizzazione, saranno inviati in altri impianti italiani tra cui quelli di Lamezia Terme ma per il recupero e riciclo non per smaltimento”.
Il 7 giugno su Calabria News la Ecosistem dichiara che: “La Valor Rib portoghese è una discarica, cioè un impianto di smaltimento, nessuno ha mai dichiarato che li ci fosse un inceneritore. Inoltre riguardo al CDR, che ormai è una definizione obsoleta, attualmente abbiamo contatti con impianti dell’Italia del Nord ed impianti esteri per l’eventuale valorizzazione”.
Infine abbiamo le dichiarazioni uscite su alcune testate giornalistiche (Lametino.it, lameziatermenews.it, Calabria News) a seguito della conferenza stampa del 9 giugno: “Le ecoballe non arriveranno a Lamezia Terme, saranno trasportate su nave in discarica in Portogallo partendo da un porto attrezzato del napoletano e se dopo caratterizzazione, potranno essere valorizzate, si sceglierà un impianto ancora da verificare ma che non è allo stato attuale quello di Lamezia”.
Sicuramente le ultime dichiarazioni in conferenza stampa e quelle “informali” di Rocco Aversa e dei suoi tecnici tracciano un quadro per alcuni versi confuso ma chiaro per altri.
Chiaro perché noi avevamo visto bene rispetto all’idea originaria della Ecosistem di portare la “monnezza” anche a Lamezia e che una parte dei rifiuti dovevano essere bruciati. Se ciò non è stato confermato è perché la Ecosistem ha temuto da una parte l’attacco della cosiddetta opinione pubblica e le mobilitazioni dei movimenti cittadini e dall’altra perché, come dichiarato dallo stesso Aversa, l’azienda non ha trovato economicamente conveniente l’operazione dell’incenerimento dei rifiuti.
Incassiamo questa prima parziale vittoria e continuiamo però la vigilanza e la mobilitazione in collaborazione con alcune realtà di Napoli e del Portogallo con le quali siamo in contatto per capire cosa accadrà nei prossimi giorni perché crediamo che il quadro sia ancora molto fumoso e che la vicenda non si concluderà con le dichiarazioni rassicuranti dell’Ecosistem.
D’altronde quanto dichiarato dal Presidente della Regione Campania, Vincenzo De Luca, sotto pressione dei giornalisti presenti durante l’avvio dei lavori di rimozione delle prime ecoballe lo scorso 30 maggio “a decidere dove portarle sono le aziende che autonomamente trovano i luoghi”, evidenzia il tentativo della Pubblica Amministrazione e dei Signori della Monnezza di mettere a tacere il più possibile il dissenso, la controinformazione e le forme di mobilitazione creando una cortina fumosa e confusionaria intorno alla questione ecoballe.
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