Lamezia Terme, 30 gennaio 2017 - "Al momento non c'è alcun allarme. Il numero di casi di infezione da meningococco registrati nella provincia di Catanzaro, ed in generale in tutta la Calabria, rientra assolutamente nella media annuale nazionale". E' quanto dichiarato dal Dg dell'Asp di Catanzaro, Giuseppe Perri, in merito alla notizia pubblicata dall'Ansa relativa alla morte nell'ospedale di Vibo Valentia a causa di un'infezione da meningococco di un, 50enne di Lamezia Terme.
L'uomo era stato ricoverato 15 giorni fa nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Lamezia e in seguito trasferito nell'unità di Malattie infettive di Vibo. Malgrado le terapie, è deceduto venerdì scorso. Perri ha assicurato che "subito dopo che è stata riscontrata la presenza del virus, è stata attivata la profilassi antibiotica per tutte le persone venute a contatto con il paziente, compresi i medici. Per venire incontro alle richieste, il centro vaccini dell'Asp di Catanzaro effettua, due sedute straordinarie di pomeriggio, il martedì e il giovedì".
La nota del Comitato Salviamo la Sanità del Lametino e del Tdm
Lamezia piange una prima vittima della scellerata riorganizzazione ospedaliera voluta da Scura e supinamente eseguita dal Direttore Generale dell’ASP di Catanzaro, dr. Perri. Non sappiamo se il caso di meningite che ha colpito un nostro molto ben voluto concittadino avrebbe avuto comunque l’esito letale che ha avuto, ma una cosa è sicura: la recente concomitante chiusura dei gloriosi reparti di Malattie Infettive e di Microbiologia e Virologia del nostro ospedale ha fatto sì che la diagnosi di meningite da meningococco sia intervenuta con un colpevolissimo ritardo di circa due settimane e solo a ridosso della sua morte.
Il dolore dei suoi cari non ne sarà certo alleviato, ma ci sembra corretto che tutti sappiano come sono andati i fatti e quanto le scelte infauste di Scura siano state determinanti del grave ritardo con cui è stata diagnosticata la malattia, impedendo al nostro concittadino di essere curato con la terapia specifica a cui aveva diritto sin da subito.
I medici del nostro ospedale, infatti, hanno sospettato sin dall’inizio che egli potesse essere affetto da una malattia infettiva ed hanno prontamente chiesto un consulto specialistico. Estratto il liquor, il suo aspetto torbido ha aggravato i sospetti, per cui lo specialista di malattie infettive che è ancora rimasto nel nostro ospedale ha immediatamente prescritto una terapia antibiotica generica (ad ampio spettro) e un’analisi urgente del liquor per individuare la natura della patologia infettiva.
Se Scura non avesse soppresso nel nostro ospedale il reparto di Microbiologia e Virologia, il risultato delle analisi sarebbe giunto in un’ora o anche meno. Invece, essendo un sabato, si è dovuto richiedere l’analisi al reparto di Microbiologia e Virologia di Catanzaro, al quale Scura ha previsto che il nostro ospedale debba far capo. Solo che nel reparto cosiddetto HUB di Catanzaro pare mancassero i reagenti necessari ad eseguire l’analisi immediata del liquor (che nel Laboratorio di Lamezia invece c’erano). E così, si è dovuto ricorrere all’esame colturale, che è più lungo e che ha dato la risposta dopo una decina di giorni, quando era ormai troppo tardi.
Nel frattempo il nostro sventurato concittadino ha dovuto essere dimesso dal reparto di rianimazione del nostro ospedale, perché ormai rianimato. E, mancando ormai nel nostro ospedale il reparto di Malattie Infettive, lo si è dovuto trasferire altrove, nonostante le sue grazi condizioni ne avrebbero sconsigliato il trasferimento. E’ così partita la caccia ad un reparto che lo ospitasse. Da Catanzaro, come pare sia sempre successo in questi ultimi vent’anni, hanno risposto che non avevano posti liberi. Alla fine è riuscito a trovar posto solo presso il reparto di Malattie Infettive di Vibo Valentia, che strutturalmente è da tutti purtroppo descritto come fatiscente.
Scura e il Direttore dell’ASP di Catanzaro (che è ligio ai dettami di Scura solo quando si tratta del nostro ospedale e non quando si tratta di quello di Soverato) lo hanno, quindi, costretto a trascorrere le ultime due settimane della sua esistenza non solo senza quelle cure specifiche che forse avrebbero potuto salvargli la vita, ma perfino lontano dai suoi familiari e in un posto per lui così poco gradevole che pare desiderasse fuggirne.
Per noi questo è davvero troppo. Ci sembra tempo di reagire con forza e con ogni mezzo legale contro chi pensa, programma ed esegue i tagli nella sanità badando agli interessi dei poteri forti o di chi lo ha nominato e non alla salute ed alla vita dei calabresi. La decisione di mantenere ben due reparti di Malattie Infettive e due reparti di Microbiologia e Virologia a Catanzaro, chiudendo i corrispondenti reparti di Lamezia, non risponde infatti a nessun criterio scientifico, epidemiologico o di bacino d’utenza. E allora chi si è assunto queste gravi responsabilità è giusto che questa volta, se ha sbagliato, paghi. Oltre ad informarne chi ha il dovere di intervenire, siamo disponibili ad offrire alla famiglia del nostro sventurato concittadino, se la vorrà, assistenza legale e medico-legale gratuita per tentare di fare in modo che tristi vicende come queste non abbiano più a ripetersi con nessun’altro paziente.
COMITATO SALVIAMO LA SANITA’ DEL LAMETINO
TRIBUNALE DEI DIRITTI DEL MALATO
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