Lamezia Terme, 7 maggio 2015 - "Apprendiamo con sgomento di quanto accaduto a carico di Franco Fazio candidato nelle lista Cdu per il rinnovo del Consiglio comunale della nostra Città. Nell’esprimere l’assoluta sorpresa per il provvedimento adottato nei confronti del nostro candidato, alla luce delle rigorosissime verifiche compiute (va da se, che le verifiche si fanno sui fatti Giudiziari esistenti al momento e non sulle vicende che devono ancora accadere - le liste sono state presentate il 2 maggio 2015) dal partito di concerto con il candidato a sindaco, nei confronti di ogni candidato, in ordine ad eventuali pendenze giudiziarie". E' quanto si legge in na nota del Cdu.
Il Cdu in ossequio al doveroso rispetto che si deve alle attività delle Autorità inquirenti, nell’auspicio e augurandosi che il sig. Fazio si dimostri completamente estraneo ai fatti contestatigli, il Cdu non può esimersi dall’assumere una posizione chiara, trasparente e responsabile all’interno di una campagna elettorale che è oramai avviata. Ritiene, pertanto, doveroso considerare non più in corsa per l’elezione a consigliere comunale di Lamezia Terme il candidato F. Fazio, pur non potendo, alla luce della normativa, procedere materialmente alla sua cancellazione dalla lista. Invita gli eventuali sostenitori a non porre in essere alcuna azione di propaganda e/o richiesta di consenso a favore del candidato in questione in attesa e con l’augurio che lo stesso possa dimostrare di essere estraneo ai fatti contestatigli".
Cdu-Lamezia Terme
Colombo (Forza nuova): Mascaro non accetti sostegno Cdu
In seguito al blitz congiunto di Polizia ed Fbi nell’ambito dell’operazione “Columbus”,coordinata dal procuratore aggiunto di Reggio Calabria Nicola Gratteri , che ha portato all’arresto di un candidato al Consiglio comunale di Lamezia Terme nelle liste del CDU, che sostengono l’avv Paolo Mascaro, ritengo tutto cio’ un fatto di inaudita gravità. Nessuno si è mai dimenticato che proprio la nostra città è stata interessata, negli anni passati, di ben due scioglimenti del Consiglio Comunale per infiltrazione mafiosa con relativo e conseguente danno arrecato al tessuto socio economico ed all’immagine stessa della nostra città. Mi domando come sia potuto accadere che al candidato sindaco del centrodestra , la cui moglie figura tra i 14 membri della commissione di Governo per l’elaborazione di proposte normative in tema di lotta alla criminalità organizzata, presieduta dallo stesso giudice Nicola Gratteri, sia sfuggito che un personaggio già da tempo attenzionato dalle autorità preposte figurasse tra i candidati al Consiglio Comunale con una lista in suo appoggio,una grave negligenza , questa, che ha portato nocumento alla propria immagine nel pieno della campagna elettorale. Partendo dal principio che un avversario politico debba essere battuto sul piano dei programmi e delle idee e che quindi non è pertanto mia consuetudine partecipare ad una sorta di gioco al massacro, come diversamente hanno fatto altri esponenti politici in un recente passato contro la figura di Pasqualino Ruberto, candidato a Sindaco che noi di Forza Nuova sosteniamo. In virtù di tutto questo chiedo all’amico avvocato Paolo Mascaro, la cui onestà ed integrità morale è sempre stata inattaccabile e riconosciuta sempre dalla mia persona e dal mio movimento politico, di voler ritirare l’appoggio alla sua candidatura della lista del Cdu, questo per dare un forte segnale all’opinione pubblica andando a stemperare anche possibili attacchi strumentali alla sua persona col serio rischio di scendere in polemiche astruse che in questo momento nuocerebbero alla città, visti i gravi problemi da cui è afflitta, che invece ha urgenza di una guida politica onesta e trasparente che curi gli interessi del popolo lametino da troppo tempo bistrattato e dimenticato.
Igor Colombo
Portavoce regionale
FORZA NUOVA CALABRIA
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Sel: siamo stati facili profeti
Ci dispiace essere stati facili profeti. Infatti solo pochi giorni fa, in una conferenza stampa, Sel aveva lanciato l'allarme sui pericoli di inquinamento e infiltrazione presenti nelle liste per le prossime elezioni amministrative. Puntualmente, ahinoi, l'operazione internazionale di polizia, portata avanti congiuntamente tra Italia e Stati Uniti e messa in atto questa notte, ha visto tra i fermati e coinvolto nelle indagini uno dei candidati nelle liste, il Cdu, a sostegno dell'avvocato Paolo Mascaro del centrodestra. Ovviamente gli sponsor politici di Mascaro hanno tutti taciuto o parlato d'altro. Ma è del tutto evidente che la questione non solo è attuale, ma gravissima. C'è stata e c'è, come hanno dimostrato ampiamente tutte le inchieste in corso e portate avanti negli ultimi anni, una incredibile e colpevole sottovalutazione del fenomeno che ha portato a consolidare frequentazioni e rapporti in una zona grigia sempre più ampia, e in molti casi collusa o connivente. La bulimia per le liste e per i candidati (nell'illusione che più sono più facilmente si vince..) ha fatto il resto. Fa sorridere che ora Mascaro ripudi il suo candidato, piuttosto avrebbe fatto bene a controllare prima chi imbarcava nelle sue liste, visto che per ottenere consenso ha messo in pista ben 350 candidati. Avrebbe avuto il dovere, l’aspirante amministratore che dice che vuole ripulire la città (sic!) di dare un’occhiata, prima e intanto, a chi si portava dietro nella sua corsa elettorale, cominciando dalle sue liste. E su tutti gli altri è pronto a giurare? Ma non è solo questo. In queste ore spicca l’arroganza e l’abuso violento perpetrato da un candidato di una lista a sostegno di Ruberto, tale Greco, che in barba a qualsiasi regola ha utilizzato la segnaletica urbana per posizionare alcune sue gigantografie elettorali. Anche questo è un segnale di allarme per chi ha a cuore la legalità e il rispetto non solo delle regole, ma degli altri. Chiediamo ai vigili e alle forze dell’ordine l’intervento e la rimozione immediata di questa e di altre sconcezze che si fanno beffe dei cittadini perbene. In tutti questi anni, in particolare su questo punto, Lamezia Terme ha conquistato credibilità e reputazione, ha ripreso ad essere esempio di una Calabria pulita e che resiste. Dobbiamo impedire che la nostra città torni indietro, agli anni bui degli scioglimenti e delle infiltrazioni. Lamezia può e deve andare avanti, sulla strada della legalità, del cambiamento, della solidarietà.
Circolo Sel Lamezia
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Cgil: la politica si interroghi
E' agghiacchiante quanto emerge nell'inchiesta sul narcotraffico internazionale che ha coinvolto un candidato a consigliere comunale di Lamezia Terme. La 'ndrangheta entra con sfacciataggine nelle Istituzioni e la politica non sembra nè impressionarsi, nè prova ad attivare gli anticorpi necessari per contrastarla. Assurdo che questo avvenga a Lamezia Terme dove in questi anni è cresciuto e si è rafforzato un fronte sociale contro le cosche che occupavano e dominavano in città. Abbiamo respirato aria pulita grazie ai tanti coraggiosi che non si sono arresi e non hanno abbassato la testa, affermando il predominio della Legalità contro ogni sopruso e violenza criminale. Ringraziamo la magistratura per il prezioso lavoro svolto ed invitiamo tutti i candidati ad interrogarsi su quanto successo. Inoltre, riteniamo sia necessario, che vi sia uno stretto controllo da parte delle Forze dell'ordine sulla raccolta del consenso e sul voto ai seggi, per evitare che l'esercizio democratico della rappresentanza venga inquinato dal ricatto di poteri criminali e da chi ci va a braccetto per il proprio tornaconto elettorale.
CGIL Catanzaro-Lamezia
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Magorno (Pd): candidato arrestato svela quadro inquietante
“Il fatto che tra gli arrestati dell’operazione anti ‘ndrangheta, guidata dal giudice Gratteri, ci sia anche un candidato alle comunali per una lista di centrodestra svela un quadro inquietante, a poche settimane dal voto”. Lo dichiara il deputato del Partito democratico e componente della commissione Antimafia, Ernesto Magorno, segretario regionale del Pd Calabria. “Il candidato finito agli arresti - spiega Magorno - secondo le indagini di magistrati e polizia calabresi, non sarebbe un personaggio di secondo piano, ma addirittura il braccio operativo del capo del narcotraffico stroncato tra Calabria e New York. E’ opportuno che la guardia resti alta, affinché la politica non sia infiltrata dalla criminalità. Per questo va reso doppiamente merito alle attività investigative, che avrebbero così permesso di evitare inquinamenti nelle istituzioni”.
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Richichi (Pd): Cosa sarebbe accaduto se un fatto del genere si fosse verificato dopo le elezioni?
Dopo l’arresto per fatti gravissimi di uno dei candidati al Consiglio, mi sento di fare un appello affinché la campagna elettorale sia gestita nella massima consapevolezza che il consenso a tutti i costi non è la strada che una città come Lamezia Terme, con la sua storia passata e recente, può percorrere. Cosa sarebbe accaduto se un fatto del genere si fosse verificato dopo le elezioni, dopo la raccolta dei voti? Mi sento pertanto di ringraziare magistratura e forze dell’ordine che ci consegnano oggi una responsabilità aggiuntiva rispetto alla necessità di non rispondere con l’ingenua meraviglia di chi pensa che questo possa essere un fatto isolato. Occorre dirlo con franchezza, in Calabria e a Lamezia è un già visto, un già vissuto ma a cui occorre dire definitivamente basta. Da parte nostra ci impegniamo ancora di più per mettere al centro della nostra azione la qualità della proposta politica, una cultura di governo adeguata alla sfide dei tempi che rifugga dalla soluzioni semplicistiche che blandiscono un consenso senza qualità o peggio illegale.
Enzo Richichi
Capolista Pd al Consiglio comunale
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