Domenica, 12 Luglio 2020

Aeroporto Lamezia Sacal ufficiLamezia Terme, 1 settembre 2017 - Il presidente della Sacal, Arturo De Felice, nella sua qualità di Legale rappresentante, in merito ai dati di Bilancio della Società,precisa quanto segue: “E’ “stucchevole” dover rettificare con cadenza giornaliera le “indiscrezioni” su dati e notizie “riservati” che fanno parte della vita economica di una Società per azioni, in una delicata, per quanto comunque non preoccupante, fase della vita sociale, attraversata dalle note vicende giudiziarie.

Ciò tanto più se dette “indiscrezioni” dovessero pervenire  da componenti interne alla Società, se è vero, come è vero, che a seguito della riunione del Consiglio di amministrazione intervenuto nella giornata di ieri, cui hanno partecipato esclusivamente componenti della Società, oggi trapelano dati, notizie e conclusioni del tutto arbitrari, errati ed infondati. E’ quindi mio dovere, a tutela e nel maggior interesse della Società,  fare chiarezza sulle vicende numeriche, e ciò con la dovuta riservatezza tenuto conto che i dati relativi all’esercizio 2016 sono ancora in corso di esame ed approvazione da parte dei competenti organi. Forse l’allarme, ingiustificatamente “suonato”, potrebbe avere fini estranei all’interesse della Società, rispetto ai  quali – ma non è questa la sede di valutazione - va osservato che si potrebbe voler evitare un mutamento degli attuali equilibri societari. In merito alla perdita d’esercizio, va qui precisato in modo netto e chiaro che la Società, rileverà, una volta che gli organi preposti provvederanno a ciò, per il 2016, una perdita in netta riduzione rispetto all’esercizio 2015, maturata anche a seguito di accantonamenti svolti in via prudenziale e quindi non ripetitiva e soprattutto non strutturale. Frutto di un netto incremento dei ricavi nel corso del 2016 rispetto al 2015, con una struttura di costi pressoché invariata. D’altra parte il Bilancio che sarà sottoposto alle determinazioni del Consiglio di Amministrazione ed all’Assemblea dei Soci della SACAL è perfettamente in linea con i principi di “equilibrio” e di “armonizzazione” introdotti dalle normative Comunitarie e dalla codiddetta Legge Madia. La perdita in questione è comunque episodica e destinata ad essere colmata con i risultati positivi attesi per il prossimo futuro, considerato l’indiscusso rilievo della struttura aeroportuale di Lamezia Terme ricompresa tra le infrastrutture strategiche del Paese. Né va dimenticato che, in base ai Principi Contabili, le perdite non vanno obbligatoriamente ripianate laddove si ha la fondata aspettativa di assorbirle con risultati positivi. Sulle perdite pregresse va precisato che esse sono state evidenziate nel Bilancio ufficiale al 31/12/2015 e, quindi, assolutamente precedenti rispetto all’aumento di Capitale in corso di sottoscrizione, varato, in presenza di dette perdite, assolutamente fisiologiche e frutto delle gestioni passate. D’altra parte dette perdite non hanno assolutamente influito sulla valutazione di sottoscrizione dell’aumento di capitale sociale, da parte di tutti gli investitori interessati, considerato che, salvo l’ultima tranche, in corso di collocamento, riservata agli Enti pubblici, l’aumento di capitale ha avuto la totale e piena sottoscrizione. In merito all’entità delle perdite pregresse, va infine  precisato che l’importo, anche per effetto delle Riserve di Patrimonio Netto, diverge in modo eccezionale dai valori apparsi sulla stampa. Quanto sopra, ritengo doveroso precisare nella mia veste di presidente del Consiglio d’Amministrazione e Legale Rappresentante della Società, nell’interesse della stessa ed al fine di evitare alla stessa ulteriori danni di reputazione e di immagine  e falsi allarmismi del tutto ingiustificati”.

Discussa la questione Crotone

“Questa mattina, presso gli Uffici Direzionali Sacal, il Presidente De Felice haincontrato i Sindaci di Crotone e di Isola Capo Rizzuto ed i più stretticollaboratori del Presidente Oliverio, per discutere del futuro dell’aeroportoSant’Anna”. Nell’imminenza dell’incontro a Roma con ENAC per la sottoscrizione della Convenzione “per l’affidamento della concessione per laprogettazione, sviluppo, realizzazione, adeguamento, gestione, manutenzione e usodegli impianti e delle infrastrutture aeroportuali, comprensivi dei benidemaniali, nell’aeroporto di Crotone” fissato per il prossimo 4 Settembre 2017, questa mattinasi è svolta presso la Sede della Sacal una riunione informativa e di preparazione all’apertura dello scalo Sant’Anna. Nel corso della riunione intervenuta alla quale hanno partecipato oltre al presidente, Arturo De Felice, i Sindaci di Crotone e di Isola Capo Rizzuto ed i più stretti collaboratori de lPresidente Oliverio che, da tempo, seguono la problematica dello scalo pitagorico, il Presidente ha illustrato la progettualità della Sacal nell’imminente futuro, e ciò anche alla luce degli impegni assunti nei confronti dell’Enac in virtù dell’aggiudicazione della gara da parte della Sacal per la gestione degli aeroporti di Reggio Calabria e Crotone, aeroporti che devono necessariamente entrare in funzione non solo per le scelte politiche e strutturali a favore del territorio, ma anche per evitare di esporre la Sacal ad eventuali sanzioni/penali derivanti dagli obblighi contrattuali a suo tempo assunti. I presenti hanno ringraziato il Presidente per l’impegno profuso per la riapertura dell’Aeroporto Sant’Anna, così come già avvenuto per l’aeroporto d Reggio Calabria e, nel contempo, hanno assicurato al Presidente De Felice il loro impegno e la loro massima collaborazione al fine di consentire la riapertura in tempi brevissimi dell’Aeroporto di Crotone.

 

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Oliverio: attacchi gratuiti e tendenziosi in merito all'attuale situazione degli aeroporti calabresi

Ancora una volta, sugli organi di informazione, si assiste ad attacchi gratuiti e tendenziosi in merito all'attuale situazione degli aeroporti calabresi.  Sul punto – è scritto in una nota dell'ufficio stampa della Giunta eegionale -, il presidente Oliverio, si è speso, e si sta spendendo con ogni risorsa per individuare la soluzione operativa per il totale rilancio degli scali calabresi, confermando l'aeroporto di Lamezia Terme quale perno di sviluppo del traffico aereo calabrese che vede, come imprenscindibile obiettivo, l'operatività degli aeroporti di Crotone e di Reggio Calabria, delle cui vicende societarie e fallimentari è noto.Non è chiaro a chi sottolinea, erroneamente, i rischi di una maggiore esposizione debitoria che il progetto di accorpamento della gestione regionale aeroportuale, in piena conformità agli orientamenti nazionali e comunitari, risponde all'unica indefettibile soluzione di reale mantenimento e sviluppo del sistema del trasporto aereo in Calabria. A tal proposito, è opportuno ricordare che il Presidente Oliverio ha individuato nel Prefetto De Felice la figura necessaria per autorevolezza a garantire l'irreversibile processo di cambiamento fortemente voluto, riscontrando immediato e unanime consenso tra tutti i soci, pubblici e privati, della Sacal.

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Nota del gruppo consiliare Lamezia unita


La polemica in atto in relazione alla gestione della SACAL sembra non tenere conto di un atto non trascurabile e che deve essere il punto di riferimento di ogni ipotesi di sviluppo degli scali calabresi e cioè il Decreto del Presidente della Repubblica del 17/09/2015, il quale regola l’individuazione e la rilevanza degli aeroporti sul territorio nazionale. Discostarsi dal predetto DPR significa fare strame della legalità e di un documento munito del sigillo dello Stato, che chiunque deve osservare. Veniamo al dunque. La politica aeroportuale calabrese deve partire da un dato e cioè dalla circostanza che viene riconosciuto all’Aeroporto di Lamezia un ruolo di particolare rilevanza strategica per l’ubicazione territoriale, le dimensioni ela tipologia di traffico, le previsioni dei progetti europei TEN, in applicazione ai criteri fissati dall’art.698 del Codice della Navigazione. Pertanto, non sono stati il becero campanilismo o le sollecitazioni politiche a porlo nella condizione di punto di snodo dei trasporti nel Mediterraneo e nel Meridione d’Italia ma un Decreto redatto secondo presupposti tecnici e di mercato e firmato dal Presidente Mattarella. E’ scontato, quindi, che la SACAL, la sua compagine pubblica e quella privata, debbano partire da questa infrastruttura per ipotizzare ed auspicabilmente realizzare investimenti, bandi europei sul turismo, relazioni con Compagnie aeree di dimensione internazionale e lowcost e, non ultima, la nuova aerostazione, nella quale la Regione deve prevedere di ampliare il suo intervento finanziario  ( la parte a carico di SACAL è a nostro avviso troppo gravosa finanziariamente per la società di gestione) per quella che sarà la porta d’ingresso e di uscita turistica, commerciale ed istituzionale della Calabria. Ad oggi ci sembra che questa scelta del nostro Paese di annoverare una infrastruttura calabrese nel ristretto carniere dei 12 scali di particolare rilevanza strategica ( nell’assenza di scali come Bari e Catania )non sia stata percepita appieno e scarsamente valorizzata da SACAL, forse perché culturalmente il calabrese è abituato a vedere le proprie istituzioni, in qualsiasi ambito, agli ultimi posti. Aggiungiamo che il ruolo propulsore di questo processo dovrebbe essere quello del Presidente della Regione Calabria, che vediamo invece impegnato in SACAL per trovare mediazioni tra i vari campanilismi, nell’intento di non scontentare nessuno o forse, come afferma qualche esponente del PD, per mere aspettative elettorali. Uno sforzo, quello di Oliverio, retrogrado ed inutile, atteso che il ruolo degli altri 2 scali calabresi è allo stesso modo contemplato nel Piano Nazionale per lo sviluppo aeroportuale del Dicembre 2012 e cristallizzato nel DPR del 17/09/2015, nel quale è previsto che gli Aeroporti di interesse nazionale, quali sono considerati quelli di Reggio Calabria e Crotone, “devono essere in grado di esercitare un ruolo ben definito all’interno del bacino, con una specializzazione dello scalo ed una riconoscibile vocazione dello stesso, funzionaleal sistema aeroportualedi bacino da incentivare”. Oltre a ciò, il Decreto prevede che “l’Aeroporto è in grado di dimostrare, tramite un piano industriale, corredato da un piano economico finanziario, il raggiungimento dell’equilibrio economico-finanziario anche tendenziale e di adeguati indici di solvibilità patrimoniale, almeno su un triennio”. Questi concetti, esprimono in forma elementarmente intelligibile che lo Stato ha scelto nella materia aeroportuale la primazia del mercato, che evocare il valore sociale dello scalo è un esercizio demagogico e vacuo in una Regione con 1.900.000 abitanti, che non può essere consentito a nessuno sperperare ulteriormente quattrini pubblici. Basti pensare che Regioni come la Sicilia o la Puglia, molto più popolose della Calabria, hanno 2 scali e la Campania di fatto ne ha 1. Tali rigorose disposizioni sconsigliavano la scelta operata da SACAL di partecipare ai bandi per la gestione degli Aeroporti di Reggio Calabria e Crotone, ai quali, nel loro precipuo interesse, secondo il DPR più volte citato, andava preliminarmente trovato un ruolo, si doveva realizzare un piano industriale che consentisse l’equilibrio economico-finanziario, così da stimolare l’interesse di soci interessati al progetto. Il Presidente della Regione, che è anche assessore al turismo, è invece sembrato preoccuparsi di trovare gli equilibri all’interno del PD, come peraltro riconoscono i suoi amici di partito più onesti, ma il mercato idoneo per i 2 scali calabresi di interesse nazionale non lo creano le truppe cammellate del PD, da sole purtroppo sempre più insufficienti a riempire gli aerei. Comprendiamo poco anche il metodo di valorizzazione dell’Aeroporto di Reggio Calabria che sta praticando l’attuale management di SACAL, la cui unica preoccupazione sembra essere l’ingresso sic et simpliciter del Comune di Reggio Calabria nella compagine della società di gestione, scelta di per sé non deprecabile se accompagnata da approfondimenti e strategie sulle grandi opportunità dello scalo reggino, le cui peculiarità sono evidenti, non solo in riferimento al valore storico e culturale della città, ma anche relativamente alla presenza dei Bronzi di Riace che attirano migliaia di turisti e, non ultimo, tenuto conto del suo ruolo istituzionale. Reggio è, infatti, Città Metropolitana con una consistente potenzialità nell’area dello Stretto, in cui, a tacer d’altro, è presente una città come Messina, la quale conta 240.000 abitanti, che uniti a quelli dell’intera area messinese, offrirebbero un mercato a tutt’oggi inesplorato. Crotone può essere un Aeroporto di servizio regionale per rotte specifiche, volerne fare il duplicato di Lamezia porterebbe ad una sua definitiva chiusura. Infine ci preoccupa, e molto a sentire certi dati, la questione finanziaria. Siamo abituati a guardare i bilanci, che a quanto pare saranno approvati nel mese di Settembre ma il dato che nel 2016 la SACAL perda meno dell’anno prima non ci soddisfa, è un po’ il ritornello che si usava tanto tempo fa con i carrozzoni dello Stato che dilapidavano soldi pubblici.Non vorremmo che una faticosa capitalizzazione venisse vanificata nel ripianamento di ingenti perdite. I soci privati possono conferire alla SACAL quel quid pluris di imprenditorialità, di competenza nella gestione delle risorse umane e nel rafforzamento della struttura finanziaria dell’azienda, con finanziamenti ordinari e straordinari; ma lo devono fare con umiltà, senza ostentazione di ricchezza e senza sgangherate e demagogiche allusioni alla politica in genere. Queste brevi osservazioni rivolgiamo al Sindaco Mascaro ed all’Ing. Guadagnuolo, fiduciosi che le facciano valerenelle sedi opportune, onde evitare che nella gestione degli scali calabresi il DPR del 17/09/2015 venga travolto, a scapito della legalità ed in barba a Sergio Mattarella che lo ha firmato.

IL GRUPPO DI LAMEZIA UNITA
LUIGI MURACA
MARIA GRANDINETTI
GELTRUDE MAIONE


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Usb: Il mutismo del sindaco Mascaro e della classe politica lametina

Dopo l’operazione Eumenidi, che ha azzerato i vertici della Sacal, ci eravamo illusi che tutto potesse migliorare per porre fine allo scempio contabile, amministrativo, organizzativo e industriale che la dirigenza inquisita ha provocato.
Invece sembra che finora le iniziative dalla nuova dirigenza Sacal siano orientate solo ed esclusivamente verso il completamento della gestione totale dei 3 aeroporti, che, tra l'altro, era un pallino della inquisita vecchia dirigenza e portata a compimento dalla nuova, come se si trattasse quindi di un progetto affaristico-politico regionale, senza tener conto delle reali esigenze della regione. È evidente che il problema della mobilità in Calabria sia un problema che sta a cuore a tutti quanti e che noi come USB abbiamo più volte sollevato, purché la soluzione che hanno in mente non sia quella di rilanciare le strutture di Crotone e di Reggio, ma bensì semplicemente di RIDIMENSIONARE L’AEROPORTO di Lamezia Terme.
Noi riteniamo che la Calabria non abbia bisogno di tre aeroporti mediocri, ma di 3 aeroporti che in modo indipendente funzionino favorendo le esigenze di mobilità della Regione. Quello che emerge da questa vicenda, invece, appare solo come un mero interesse economico che nulla a che fare con le esigenze di mobilità dei calabresi.
Se a cio' si aggiungono le voci sussurrate da un dirigente SACAL in merito al fallimento prossimo di Sacal GH e che “...tanto a Gennaio non avremo più il problema degli stagionali e di Sacal GH”, abbiamo il quadro perfetto e la conferma di quanto da noi già anticipato 2 anni fa. In questo quadro, colpisce davvero tanto la latitanza del Sindaco di Lamezia Terme e di quasi tutta la classe politica lametina e provinciale, sempre distratta da altro. Mentre invece il Comune di Reggio e quello di Crotone, così come i privati, vogliono acquistare quote di Sacal, e ciò avverrà a discapito delle quote che oggi rendono maggioranza il Comune di Lamezia Terme.
Il sindaco della città della piana, oltre ai fallimenti evidenti del suo operato, vuole forse pregiarsi anche di aver permesso il fallimento di Sacal GH, e la perdita di possesso dell’aeroporto di Lamezia Terme? Se confermati i capi d’accusa della vecchia dirigenza di falso in bilancio, turbativa d’asta, ecc.ecc. crediamo doveroso che i risultati e le azioni successive a tali comportamenti fuorilegge vengano azzerati e le mosse della nuova dirigenza, vadano in senso diametralmente opposto.
Riteniamo assurdo anche solo ipotizzare che i danni provocati dalla dirigenza possano essere pagati solo ed esclusivamente dai lavoratori e faremo di tutto perché ciò non accada, pertanto  chiediamo la reinternalizzazione dei servizi di handling all’interno di Sacal. Per questo motivo, Usb metterà in campo tutte le operazioni necessarie per tutelare i lavoratori tutti, personale a tempo indeterminato e soprattutto determinato, e le rispettive famiglie che vivono questo momento con ansia e senso di precarietà e instabilità.

Federazione Regionale USB Lavoro Privato
Trasporto Aereo Calabria

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