Lamezia Terme, 6 aprile 2019 - I militari del Gruppo della Guardia di finanza di Lamezia Terme, coordinati e diretti dalla procura della Repubblica, stanno eseguendo 21 ordinanze di custodia cautelare nei confronti di persone indagate per reati vari contro la pubblica amministrazione ed il patrimonio. Delle quali 12 arresti e 9 interdizioni.
I particolari dell’operazione saranno illustrati dal procuratore della Repubblica presso il Tribunale lametino, Salvatore Curcio, alle 11,00, nellala sede del Gruppo Guardia di finanza di Lamezia Terme zona aeroporto.
Procuratore: smantellato un illecito sistema di vendite giudiziarie
Nel corso della conferenza sono stati illustrai i dettagli, mentre contestualmente, sono in corso di esecuzione 23 perquisizioni domiciliari e 10 locali nei confronti di soggetti residenti nei comuni di Lamezia Terme, Serrastretta, Soveria Mannelli, Gizzeria, Maida, Reggio Calabria e Palmi per i reati contro la pubblica amministrazione, tra i quali turbata libertà degli incanti, rivelazione ed utilizzazione di segreti d’ufficio, abuso d’ufficio, falsità idelogica commessa dal pubblico ufficiale, induzione indebita a dare o promettere utilità, e contro il patrimonio, tra i quali autoriciclaggio ed estorsione.L’indagine si è incentrata su anomalie relative a numerose vendite giudiziarie nell’ordine di circa 30 aste pubbliche, che si sono tenute nel corso dell’anno 2018 presso il Tribunale di Lamezia Terme tramite l’associazione notarile ubicata all’interno dello stesso palazzo di giustizia, nell’ambito delle quali sono state rilevate turbative finalizzate a dirottare l’esito finale verso l’obiettivo prefissato dagli indagati. L’attività investigativa svolta dalle Fiamme gialle di Lamezia Terme, sotto le direttive del procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Salvatore Curcio, che ha parlato di "un sistema illecito consolidato, diffuso e conosciuto. Ma anche accettato e diventato regola". Che vigeva all'interno del Tribunale di Lamezia. Presente anche il sostituto procuratore Giulia Maria Scavello, che ha consentito di accertare l’esistenza di un sistema fraudolento che di fatto ha condizionato per oltre un decennio le vendite giudiziarie del comprensorio lametino e il comandanet della Finanza, Crisci. Quale presunto artefice di tale meccanismo illecito c'era, secondo le indagini, Raffaele Calidonna, il quale, in taluni casi partecipava personalmente e in altri si avvaleva di compiacenti collaboratori, tra cui avvocati e commercialisti, nonchè “ganci” interni al locale palazzo di giustizia, e dell’interposizione fittizia di un’agenzia d’affari e servizi costituita ad hoc ed intestata alla figlia. Difatti riusciva ad ottenere ribassi e/o preziose informazioni riservate relative alle aste giudiziarie dei suoi clienti, risultati il più delle volte debitori esecutati delle stesse. Allorquando le notizie non risultavano utili per il raggiungimento dello scopo, il Calidonna - stando a quanto emerso dalle indagini della Finanza - avvicinava gli altri offerenti, intimidendoli al fine di farli desistere adducendo vicinanze ed appartenenze a cosche locali. Sovente però stipulava preventivamente accordi con curatori, custodi e professionisti delegati alla vendita. Le risultanze investigative hanno permesso di acquisire numerosi riscontri dei reati contestati dalla Procura, consentendo di ritenere provata la sussistenza di gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli indagati, anche in considerazione delle condotte illecite perpetrate dagli stessi. Gli accertamenti economico-patrimoniali delegati ed eseguiti dalla guardia di finanza di Lamezia Terme hanno anche permesso di ricostruire l’effettiva capacità patrimoniale illecitamente accumulata nel corso degli anni da taluni degli indagati, per il complessivo valore di quasi 4 milioni di euro, pur dichiarando esigue posizioni reddituali, nonchè la pilotata aggiudicazione delle unità immobiliari, oggetto delle accertate turbative d’asta, del complessivo valore di 4 milioni e mezzo di euro.Inoltre, è stata dimostrata, dalla predetta analitica attività d’indagine, la sussistenza del reato di autoriciclaggio per un ammontare di circa 270.000 euro, quale provento da attività delittuosa, in quanto il Calidonna e i suoi prestanome negli anni dal 2006 ad oggi hanno acquistato all’incanto 20 unità immobiliari per 1 milione di euro, rivendendole successivamente per 1.270.000 euro. In tutto, secondo quanto reso noto dal procuratpre Curcio, sono comunque oltre 80 gli indagati a vario titolo per un'indagine che prosegue.
Le persone coinvolte nelle misure cautelari e interdittive
1. CALIDONNA RAFFAELE (di anni 56), TITOLARE DI FATTO DELL’AGENZIA D’AFFARI E SERVIZI, IN CARCERE;
2. CALIDONNA SARA (di anni 30), TITOLARE DI DIRITTO DELL’AGENZIA D’AFFARI E SERVZI, AI DOMICILIARI;
3. RUOCCO PANTALEO (di anni 63), UFFICIALE GIUDIZIARIO IN SERVIZIO PRESSO L’UNEP DI LAMEZIA TERME, AI DOMICILIARI E INTERDITTIVA;
4. STIGLIANO ANTONIO (di anni 68), UFFICIALE GIUDIZIARIO IN SERVIZIO PRESSO L’UNEP DI LAMEZIA TERME, AI DOMICILIARI E INTERDITTIVA;
5. DURANTE MASSIMO (di anni 51), COMMERCIALISTA, AI DOMICILIARI E INTERDITTIVA;
6. LARIZZA ALDO (di anni 52), COMMERCIALISTA, AI DOMICILIARI E INTERDITTIVA;
7. MISURACA FRANCESCA (di anni 57), COMMERCIALISTA, AI DOMICILIARI;
8. FAMULARO BRUNO (di anni 42), AVVOCATO, AI DOMICILIARI;
9. VITALONE EMANUELA (di anni 43), AVVOCATO, AI DOMICILIARI E INTERDITTIVA;
10. BENINCASA GIUSEPPE (di anni 57), AVVOCATO, AI DOMICILIARI;
11. TRAVAGLIO EUGENIO (di anni 65), RAGIONIERE, AI DOMICILIARI;
12. CAPORALE CARLO (di anni 56), IMPRENDITORE, AI DOMICILIARI;
13. ALBANESE MICHELE (di anni 62), FUNZIONARIO DI CANCELLERIA PRESSO IL TRIBUNALE DI LAMEZIA TERME, INTERDITTIVA;
14. MARASCO SABRINA (di anni 50), FUNZIONARIO DI CANCELLERIA PRESSO IL TRIBUNALE DI LAMEZIA TERME, INTERDITTIVA;
15. TRAVAGLIO ORIANA (di anni 37), AVVOCATO, INTERDITTIVA;
16. SERENO MASSIMO (di anni 52), AVVOCATO, INTERDITTIVA.
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