Lamezia Terme, 17 gennaio 2015 - Riceviamo e pubblichiamo. E’ bene precisare che il Psc, che a breve verrà discusso in Consiglio comunale comporta dei limiti insostenibili per i lametini, oltre al fatto che la condizione attuale del Consiglio comunale è di assoluta confusione in quanto sono saltati, già da parecchio tempo, i classici schemi, che delimitano la maggioranza con l’opposizione.
Questo paradossalmente potrebbe aprire le porte a scenari molto pericolosi e non da meno il tentativo maldestro di convocare il Consiglio comunale (forse un primato in tutta Italia) direttamente in seconda convocazione (bastano solo 10 consiglieri su 31) eludendo il regolamento, uno strumento di programmazione urbanistica fondamentale, per l’intera comunità. Altro aspetto agghiacciante è che se il piano dovesse essere adottato immediatamente, per come prevede la legge di riferimento scatterebbero le norme di salvaguardia, ovvero il totale blocco della già fragile edilizia locale, che associata alla completa “confusione” presente all’interno degli uffici urbanistici provocherebbero il collasso del settore. Ergo, per ragioni di opportunità e constatato che la maggioranza consiliare di centrosinistra ha avuto ben dieci anni di tempo, appare velleitario riproporre tale schema, a soli tre mesi dalle elezioni comunali. In ogni modo, dopo tale doverosa premessa e conoscendo l’arrivismo di molti soggetti, annunciamo la presentazione di un nuovo emendamento. Uno dei limiti da noi riscontrati nel PSC è quello riguardante le zone periferiche di Scinà, Capizzaglie e contrada Lagani, infatti, non sappiamo quale “manina” ha inserito nel nuovo regolamento urbanistico edilizio, e non ancora modificato, in fase di approvazione un vincolo infame quanto incomprensibile ovvero la completa inedificabilità edilizia. Non possiamo non segnalare che tale condizione è già stata messa in luce dal sottoscritto Consigliere Massimo Cristiano, quindi pur non avendo votato il maxi emendamento è stata in parte recepita (ma non ancora applicata nel nuovo “R.E.U.”), una condizione che non soddisfa le reali esigenze di un territorio già urbanizzato e dotato di servizi. Purtroppo, la sinistra lametina nel tempo ha ghettizzato queste zone periferiche lasciando interi quartieri abitati come zone agricole. Nello specifico nell’ emendamento si chiede di abrogare dall’ art. 73 le parole gli insediamenti diffusi sono classificabili dal PSC come inedificabili, e proporre sempre Art 73 comma 2 a monte del nuovo asse stradale intermedio (rettifilo Bagni - via del Progresso) come da riferimento Tav 2.2 schema di preliminare Psc art. 15 (ambiti di selezione del territorio urbanizzabile),valgono le azioni comprese nell’ art 65 del R.E.U., ovvero in linea con lo schema del preliminare del 2010. E’ inimmaginabile, quindi, non pensare alla reale unificazione dei centri urbani di Nicastro-Sambiase - Scinà-Capizzaglie, assistendo a macchie di leopardo, ovvero zone sparse che saranno rese edificabili, senza una chiara idea . A seguito di alcuni incontri, all’interno del partito, con valenti esperti in materia, tra cui l’ Arch.Francesco Materazzo abbiamo convenuto a due conclusioni (l’una esclude l’altra), sui motivi che hanno indotto ad inserire l’ infame di inedificabilità:
1-Totale ignoranza in materia con una impronta ideologica estremista -giustizialista.
2-Completa malafede/odio nei confronti dei lametini, che abitano a Capizzaglie, via dei Bizantini lato sud, Scinà, Lagani e altro. In quanto da una breve analisi effettuata risulta che solitamente nei luoghi dove insiste un vincolo di inedificabilità (esempio l’alveo di un fiume), qualsiasi immobile costruito privo di regolamentazione deve essere immediatamente abbattuto e senza possibilità di recupero. E’ bene precisare che Mtl con Salvini, è contro l’abusivismo, ma non per questo non possiamo sottacere dinanzi ad una realtà, alimentata nel tempo anche grazie alle negligenze del nostro Comune, ovvero “mancanza di controllo e burocrazia eccessiva” , ereditata dai più. La una nuova idea di città: quella pensata dai padri fondatori prevedeva la reale unione dei 4 centri urbani, Nicastro-Sambiase-S.Eufemia-Scinà-Capizzaglie. Il preliminare del Psc. approvato nel 2010, dava in linea di massima un senso diverso di città, racchiudendola in una sorta di cintola delimitata dal nuovo asse intermedio. Questo piano è completamente inadatto per Lamezia. Nulla contro chi legittimamente ha presentato delle proposte, per poter aumentare i servizi anche con zone residenziali, ma deve valere un principio universale ovvero quello della trasparenza e dell’equità sociale. Non è possibile sacrificare intere porzioni di territorio, che realmente risultano oggi già centro abitato con tutti i servizi primari annessi, e privilegiarne altre ipotetiche. L’idea del piano ruota tutto in nome delle manifestazioni di interesse private commettendo il grave errore di lasciare nel caos le periferie. Questa è una logica che cozza con l’idea di ridisegnare Lamezia. Infatti, non sono previste nuove strade, nuove piazze, nuovi servizi, nuovi giardini, nuovi viali, nuovi parcheggi e il potenziamento della rete stradale esistente. Ovviamente, resteremo vigili su tale vicenda a tutela dei lametini e degli interessi del Comune della Piana. Altri 200 emendamenti sono già pronti, per essere depositati.
Massimo Cristiano
Consigliere comunale
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