Lamezia Terme, 16 luglio 2015 - Aveva richiesto di essere giudicato con il rito abbreviato e ciononostante è stato condannato a due anni e sei mesi di reclusione per tentata violenza privata, stalking, lesioni ed ingiurie. Si tratta di Marcello Perri il più giovane dei tre fratelli Perri, proprietari delle importanti attività imprenditoriali lametine di cui il fratello minore, da tempo non fa più parte.
E’ stato il Giudice delle indagini preliminari, Carlo Fontanazza, all’udienza del 15.7.2015 a pronunciare il verdetto nei suoi confronti che, salvo rivisitazioni in appello, vedrà aprirsi le porte del carcere, non potendo godere neanche del beneficio della sospensione condizionale della pena consentito solo per le pene di durata inferiore ad anni due. L’unico beneficio concesso al Perri, infatti, è stato lo sconto di un terzo della pena applicato per legge dal Giudice per effetto della scelta dell’imputato di essere processato con il rito abbreviato. La vicenda processuale conclusasi con la sentenza di condanna nasce allorquando, qualche anno addietro, il Perri iniziò a porre in essere condotte di persecuzione, stalking, aggressioni, violenze, minacce ed ingiurie nei confronti dell’avvocato di fiducia dei fratelli e della madre. A seguito della denuncia presentata dal legale, il Perri era stato arrestato e raggiunto da un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari. Le indagini scaturite dalle predette denunce, acclarate oggi con sentenza avevano trovato conforto in numerose testimonianze attestanti la violenza ed aggressività del condannato. Nel corso delle indagini, sentito ad interrogatorio dalla Polizia giudiziaria, il Perri era stato costretto ad ammettere il verificarsi di quella aggressione, comunque già immortalata dagli occhi di diversi testimoni, negando però le altre condotte di reato ascritteGli. E’ stata però alla fine sconfessata la tesi che aveva tentato di sostenere nel corso della discussione il difensore di Marcello Perri, Avv. Salvatore Cerra, il quale aveva sostenuto che l’unica condotta posta in essere dal proprio assistito sarebbe stata quella che l’imputato aveva confessato, cioè quella relativa all’aggressione fisica posta in essere nei confronti del penalista lametino, mentre le altre accuse sarebbero state insussistenti. Invece, secondo le imputazioni mosse dalla procura della Repubblica nei confronti del Perri, quest’ultimo avrebbe posto in essere una vera e propria persecuzione nei confronti del legale di fiducia della famiglia Perri, al fine di dissuaderlo dal portare avanti gli interessi dei fratelli. Tentativo, portato avanti con violenza e perseveranza. Condotta che il Giudice Fontanazza ha ritenuto effettivamente posto in essere, qualificandola però nel diverso e pur grave reato di tentata violenza privata. Accanto alla severa pena detentiva il Giudice per le indagini preliminari di Lamezia Terme ha inteso condannare l’ex imprenditore delle note catene Perri, ad un cospicuo risarcimento del danno nei confronti del legale costituitosi parte civile e confermando, a garanzia della condanna risarcitoria il sequestro già imposto sui beni del Perri, convertitosi in pignoramento per effetto della condanna Il Perri, infatti, nell’ambito del procedimento penale per il quale due giorni fa ha rimediato la condanna di due anni e sei mesi era stato destinatario di un sequestro conservativo che aveva bloccato ingenti somme del suo patrimonio. Peraltro, nelle scorse settimane, ed anche in questi giorni, Marcello Perri, già da tempo sotto processo per una serie di reati contro il patrimonio, minacce, estorsioni ed altro, è stato destinatario, finora, di numerosi decreti di sequestro per diverse centinaia di migliaia di euro che i giudici lametini hanno emesso sui beni e sulle disponibilità del Perri, vincolandole al risarcimento dei danni nei confronti delle numerose vittime dei reati per i quali egli si trova attualmente sotto processo.
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