Lamezia Terme, 8 febbraio 2014 - Riceviamo e pubblichiamo. Anche se in questi giorni tutte le attenzioni sono rivolte alla questione dissesto, voglio focalizzare l’interesse su una questione che, al di là dell’ aspetto finanziario del nostro comune, sta procurando apprensione tra i alcuni nostri concittadini.
Mi riferisco alla pratica dei 20 alloggi siti in via degli Uliveti (località Capizzaglie) da destinare a famiglie di etnia rom. L’ iter per il completamento di questo immobile sta marciando in maniera spedita e più si avvicina la data di consegna dei lavori e più aumentano la tensione e la preoccupazione tra i cittadini residenti. D’altronde l’Amministrazione Comunale, targata Pd-Sel, oggi con il sostegno di qualche “responsabile”, per bocca dell’ Assessore Gallo, rispondendo ad una mia apposita interrogazione in Consiglio Comunale e protocollata il 7-10-2013 in cui si chiedeva di rivedere la scelta di collocare 20 famiglie di etnia rom in un unico quartiere, dopo un acceso dibattito, rispondeva ribadendo che la scelta di questa Amministrazione Comunale non si sarebbe scostata di una virgola rispetto a quello che il progetto prevedeva 20 anni fa, ovvero di stanziare 20 famiglie di etnia rom nel quartiere Capizzaglie. Non è mia intenzione inalberare polemiche, con persone che stanno dimostrando una marea di limiti amministrativi, di buon senso e di buon governo del territorio, ma non posso però esimermi dal rimarcare che, la mia presa di posizione sarà ferma, forte e motivata, altresì, da ragionamenti molto semplici nonchè da una serie di testimonianze shock raccolte tra la gente che abita nelle zone di Ciampà di Cavallo, via Nicotera e Savutano, dove sono presenti numerosi nuclei di famiglie di etnia rom e che, secondo testimonianze dirette, non sono riusciti ad integrarsi con il resto della popolazione. Naturalmente la condizione sociale 20 anni fa era totalmente diversa da quella attuale, del resto una politica che non ascolta i bisogni della gente, non può mai comprendere che oggi insiste una gravissima crisi economica, con persone che perdono il lavoro e la casa, che non hanno i soldi per comprarsi un tozzo di pane per sopravvivere, gente che non ha i soldi per pagarsi il fitto di una casa, figuriamoci comprarla! Per tali ragioni alimentare queste “corsie preferenziali” verso chi è rom, a discapito di chi rom non lo è, provoca solo tanta rabbia e sfiducia tra la gente, anche perché i cittadini di etnia rom sono dei lametini a tutti gli effetti e come tali giuridicamente equiparabili a tutti i cittadini lametini pertanto non possono godere di corsie preferenziali nell’assegnazione di questi alloggi popolari, ma devono uniformarsi al rispetto delle graduatorie comunali. L’iniziativa edilizia in via degli Uliveti, se sviluppata solo con la prospettiva di soddisfare le esigenze abitative della comunità rom, creerebbe un incresciosa iniquità sociale, perché si rischierebbe di favorire alcuni lametini rispetto ad altri. Nessun preconcetto verso i lametini di etnia rom, anzi sono convinto che per raggiungere la pace sociale bisogna ascoltare tutti e provvedere alle esigenze di tutti, ma chi intraprende azioni volte ad una integrazione forzata, non conosce e non rispetta la storia e la cultura millenaria di questo popolo ma persegue altre finalità! Con la mozione presentata, in linea con il deliberato di Consiglio Comunale del 4 aprile 2011 in cui si stabilisce che i cittadini di etnia rom vanno dislocati su tutto il territorio comunale con un massimo 2 nuclei a quartiere, oltre a valutare politicamente chi è contro e chi a favore, si chiede che una volta ultimati gli alloggi in via degli Uliveti, l’amministrazione non provveda a destinarli solo ed esclusivamente ai cittadini di etnia rom (anche perché mi sembra che sulla carta d’identità non viene riportata l’etnia delle persone) ma bensì a tutti i cittadini lametini meno abbienti, a famiglie e pensionati sotto la soglia di povertà, a giovani coppie mono reddito, a disoccupati che hanno da poco perso il lavoro, agli sfrattati a causa della perdita del posto di lavoro, il tutto nel rispetto di una graduatoria comunale, senza quindi distinzioni di carattere etnico e presunto tale. Su questa tematica ci sarà massima attenzione, intraprenderemo azioni analoghe su tutto il territorio lametino, perché il punto affermato oggi è un principio che vale per tutti quartieri della città, e non solo per Capizzaglie, ricordando che su questa tematica abbiamo già raccolto 2000 firme su corso G.Nicotera con un apposito gazebo. Chi ritiene che le nostre battaglie siano giuste, a chi quotidianamente ci segnala queste situazioni di iniquità e di ingiustizia sociale, a chi chiede un cambio radicale nelle politiche sociali e della casa in città, si ricordi che la nostra visione è diametralmente opposta alle forze politiche che oggi governano la città, quindi per ottenere un cambio di passo e la garanzia dalla salvaguardia di diritti e doveri per tutti, alle prossime elezioni amministrative si ricordi di non votare persone che si presentano in forze politiche che insistono nel privilegiare chi viene da “fuori” a discapito degli italiani e di valutare bene, diffidando, da chi fa promesse da marinaio con il solo intento di fregarti il voto e poi sparire lasciando a te cittadino i tuoi problemi! Il sottoscritto, insieme al suo Movimento, continuerà a lavorare tra la gente e, voglio tranquillizzare i nostri concittadini, che abitano via degli Uliveti, che fin quando in città ci sarà il nostro Movimento Politico, per le premesse fatte prima, intraprenderemo ogni iniziativa necessaria ed utile per non far dislocare le 20 famiglie di etnia rom in un unico quartiere della città poiché insistere nel voler creare un altro ghetto in via degli Uliveti, significa non avere nessuna visione sociale del proprio territorio, significa infischiarsene dei propri concittadini, significa alimentare nuove tensioni sociali, che associato ad un contesto generale di forte inasprimento della pressione fiscale avrebbe la forza di causare forme di protesta forti, aspetto che la buona politica deve evitare con azione volte a tutelare gli intessi collettivi di una popolazione ormai stanca di tutte le manfrine propinate da certi “politicanti”.
Massimo Cristiano
Consigliere comunale opposizione
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