Lamezia Terme, 21 giugno 2011 – “Dopo alcuni giorni di caos, riaprono gli impianti privati per lo smaltimento dei rifiuti. La città ha potuto constatare cosa significa convivere con cumuli di rifiuti lungo le strade”. Così, in una nota, i dirigenti lametini del Circolo “Argada” di Rifondazione comunista. “I lametina - prosegue la nota - loro malgrado, hanno potuto capire l’enorme disastro al quale sono stati sottoposti i cittadini napoletani. Tutto questo in una situazione in cui le società private, che intervengono sul ciclo dei rifiuti sono super garantire da contratti incontestabili e, fanno mercato con le ordinanze che obbligano i comuni ai conferimenti, determinano tempi, modi e costi dell’intero ciclo dei rifiuti. Siamo, in pratica, alle dipendenze di soggetti che, con il bene placido o la complicità di certa politica, hanno costruito un mercato del profitto sulle nostre necessita primarie. Lamezia, nonostante tanti problemi, non ricorda di aver vissuto simili situazioni quando il servizio nella sua interezza era direttamente gestito dalla Lamezia Multiservizi. Negli ultimi anni sui servizi essenziali quali rifiuti, acqua, trasporti, si è teso a demolire le gestioni pubbliche che, nonostante limiti e insufficienze, hanno sempre garantito i cittadini. Si è voluto inseguire il mito del “privato è bello” e, i risultati prodotti sono i rifiuti per le strade, le tariffe illegittime della Sorical, la depurazione inesistente con il loro corollario di una miriade di inchieste giudiziarie che hanno interessato, tra l’altro, l’eterna gestione dell’Ufficio del Commissario Straordinario per l’Emergenza Rifiuti. Il falso mito del “privato è bello” è stato smontato dal risultato referendario, dai milioni di cittadini che hanno detto chiaramente che i servizi che riguardano i beni comuni devono rimanere in mano pubblica in tutte le loro forme. Gli italiani e le italiane hanno rifiutato con fermezza l’idea che il nostro territorio, i suoi beni, le sue risorse siano oggetto di procedure da cannibali spesso calate dall’alto attraverso leggi speciali e di emergenza che non solo non hanno risolto i problemi ma, hanno alimentato il malaffare, le emergenze ambientali, gli attentati alla salute pubblica. Queste cose le diciamo, inascoltati, da anni perché molta politica ha fatto finta di non vedere, perché si è “abbeverata” con gli intrecci con il malaffare o perché incapace di affrontare i problemi. Il tutto è stato condito dalla giustificazione della cosiddetta esigenza di “amministrare localmente” abbandonando così i progetti enunciati nelle campagne elettorali e i desideri delle popolazioni locali. Il risultato referendario è stato un successo ottenuto soprattutto per merito dei comitati interessati, dei movimenti e della partecipazione popolare. I partiti devono ora prendere atto della volontà popolare che, a Lamezia, deve essere concretizzata dalla salvaguardia della proprietà e gestione pubblica della LameziaMultiservizi. Rifondazione comunista chiede pubblicamente al sindaco, alla Giunta e a tutto il Consiglio comunale di prendere atto della volontà popolare espressa nei referendum rivedendo la delibera che prevede la cessione a privati delle quote della Lamezia Multiservizi e lavorando speditamente alla realizzazione di un consorzio di comuni che superi la forma di Spa. Sarebbe grave nascondersi dietro i tecnicismi sulle formule abrogative referendarie non raccogliendo l’assunto, emerso con forza dalla volontà popolare, che i beni comuni devono essere pubblici nella gestione e nella proprietà”.
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