Lamezia Terme, 16 giugno 2012 - I sottoscritti, giuristi, docenti universitari, professionisti ed intellettuali, si rivolgono a codesta Alta Magistratura, Garante della Costituzione, nel momento in cui sta per giungere alla Sua firma ex art. 76 Cost. il decreto delegato avente ad oggetto l’attuazione della delega prevista dall’art. 1 comma 2 della legge 14 settembre 2011, n. 148, in tema di riorganizzazione della distribuzione sul territorio degli uffici giudiziari al fine di realizzare incremento di efficienza e risparmi di spesa. L’art. 1, co. 2, di tale legge, fa obbligo al Governo di esercitare la delega “secondo criteri oggettivi e omogenei che tengano conto dell'estensione del territorio, del numero degli abitanti, dei carichi di lavoro e dell'indice delle sopravvenienze, della specificità territoriale del bacino di utenza, anche con riguardo alla situazione infrastrutturale, e del tasso d'impatto della criminalità organizzata (la sottolineatura è nostra)”. La finalità primaria della legge delega non è quindi quella del risparmio di risorse fine a sé stesso, bensì quella di dare un miglior servizio ai cittadini in linea con quanto chiede l'Europa in ordine alla durata dei processi. E in linea con principi supremi dell’ordinamento costituzionale italiano, quali la tutela dei diritti fondamentali della persona, del diritto di difesa, dell’indipendenza della magistratura, della obbligatorietà dell’azione penale, dell'amministrazione della giustizia in nome del popolo e del controllo da parte di quest'ultimo sulle decisioni assunte in suo nome; principi tutti che prevalgono, quale “ordine pubblico costituzionale” su qualsiasi, pur necessaria, esigenza di rigore contabile. Il legislatore delegante è, dunque, chiaramente rifuggito da una visione attenta solo ai costi, che, se riduttivamente praticata, rischierebbe addirittura di allungare i tempi di risposta di giustizia ai cittadini, quando si dovesse provvedere ad accorpare talune sedi giudiziarie in strutture a volte più carenti e inefficienti di quelle da accorpare. Al fine di individuarne le linee guida e come atto istruttorio prodromico al varo dell'articolato del decreto delegato, il Ministro di Giustizia ha nominato un gruppo di studio, il quale ha già prodotto una Relazione che però non tiene conto di tutti i criteri dettati dalla legge delega, avendo omesso di esaminare e trattare (e demandato alla responsabilità politica del Ministro) quello che per certi versi potrebbe ritenersi addirittura preminente, relativo al tasso d'impatto della criminalità organizzata. Tale scelta, se si dovesse riverberare sull’emanando decreto legislativo, ci appare, prima ancora che incongrua sul piano di una corretta politica giudiziaria, del tutto illegittima e contraria ai principi costituzionali che impongono al Governo il pieno rispetto della legge delega, perché palesemente in contrasto con l'anzidetto esplicito criterio dettato dalla citata legge n. 148 del 2011.ed, in ogni caso, con il fondamentale principio di ragionevolezza ex art. 3 Cost., che, nella specie, acquista ancora più rilevanza, in relazione alla natura sostanzialmente provvedimentale del decreto legislativo. In particolare i sottoscrittori del presente appello sottopongono rispettosamente alla Sua attenzione come una tale grave omissione finirebbe per penalizzare buona parte delle comunità calabresi e, fra queste, quelle facenti parte della circoscrizione giudiziaria del Tribunale di Lamezia Terme, che nella suddetta Relazione non viene espressamente escluso dal rischio di soppressione. Tutto il territorio calabrese è notoriamente caratterizzato da un’alta densità di associazioni di tipo mafioso, profondamente radicate nel tessuto socio-economico, in forte espansione nel territorio -non solo regionale, ma anche nazionale ed internazionale-, con immense disponibilità finanziarie e ad alta capacità di penetrazione nelle istituzioni, per cui in tutta questa parte del paese è innegabile la sussistenza di un alto e significativo “tasso di impatto della criminalità organizzata”.Lamezia (che è stata di recente onorata dalla visita della S. V. I. e che è anche la patria della c. d. Legge Lazzati, ulteriore e valido strumento di contrasto alla pervasività della mafia) possiede in questo contesto un quid pluris, negativo, costituito dagli scioglimenti per infiltrazioni mafiose di ben due sue amministrazioni comunali, sciolte entrambe da Governi del loro stesso colore politico. E questo indica come nel suo territorio la mafia abbia particolarmente sviluppato ed affinato l'iniziativa di penetrazione diretta nel governo della città, partendo da un sempre più crescente controllo del tessuto sociale ed economico della città, come è provato dalle centinaia di omicidi in grandissima parte impuniti (a partire da quello del giudice Ferlaino, per finire a quelli dei due ignari netturbini uccisi sul posto di lavoro e del Sovrintendente di Polizia Aversa e della moglie), nonché dai quotidiani attentati estorsivi ai danni delle attività produttive e commerciali. A Lamezia, dunque, come in altri territori, l'eventuale perdita dei presidi di legalità del Tribunale e della Procura (la legge delega prevede, infatti, che quest’ultima possa essere accorpata, anche nel caso in cui non si accorpi il Tribunale) significherebbe un’abiura da parte dello Stato dei supremi principi costituzionali sopra ricordati ed un grave segnale di abbandono di un territorio e di una comunità tanto martoriati. E’ anche opportuno ricordare in proposito come già 20 anni fa il CSM avesse inizialmente previsto in una sua proposta di revisione delle circoscrizioni giudiziarie la soppressione del Tribunale di Lamezia, ma come l'abbia, subito dopo, espressamente esclusa a motivo del fatto che, all’epoca, la città di Lamezia aveva subito il primo scioglimento del consiglio per mafia (e, insieme a ciò, per i concorrenti requisiti -peraltro espressamente richiamato nella citata Relazione del gruppo di studio ministeriale- che essa era anche importante polo di servizi alle imprese ed alle famiglie). Suonerebbe, quindi, ben strano e drammatico che si possa ventilare una ipotesi di soppressione del suo Tribunale proprio ora, che per Lamezia la situazione è da una parte ancor più grave (gli scioglimenti sono diventati due) e dall'altra migliore (la città è nel frattempo decisamente cresciuta sia dal punto di vista infrastrutturale, che come polo di servizi ad imprese e famiglie). In conclusione, i sottoscritti si rivolgono alla S. V. I., affinché voglia esercitare i poteri di moral suasion che la Costituzione Le riconosce, al fine di ottenere che il testo del Decreto legislativo che il Governo dovrà sottoporre alla Sua firma, sia rispettoso di tutti i criteri imposti dalla legge delega, compreso quello relativo al tasso d'impatto della criminalità organizzata che, insieme ad alcuni degli altri criteri concorrenti, servirà ad evitare una nefasta soppressione del Tribunale di Lamezia. Dopo le prime sottoelencate adesioni, l'appello verrà ulteriormente diffuso e sottoposto a pubblica sottoscrizione con mezzi elettronici da parte di giuristi, personalità della cultura e semplici cittadini.Prime adesioni
prof. Roberto Borrello Dir. Pubblico Comparato Università Siena
prof. Silvio Gambino Dir. Pubblico Comparato UNICAL
avv. Nicolino Panedigrano Cassazionista Cons. Naz. ANF
dr. Romano De Grazia Pres. Aggiunto Onorario S. C. Cassazione
dr. Gregorio Greco Pres. Aggiunto Onorario S. C. Cassazione
dr. Giuseppe Materazzo Pres. Aggiunto Onorario S. C. Cassazione
dr. Marcello Vitale Pres. Aggiunto Onorario S. C. Cassazione
prof. Enrico Caterini Direttore Dip.. Scienze Giuridiche UNICAL
prof. Aquila Villella Dir. Privato Università Catanzaro
prof. Antonio Pileggi Dir. Lavoro Università Roma Tor Vergata
prof. Marco Angelini Legislazione Antimafia Università Perugia
prof. Mario Alberto Ruffo Dir. Penale Amministrativo Università Catanzaro
prof. Alberto Scerbo Filosofia del diritto Università Catanzaro
prof. Pietro Fantozzi Dirett. Dip. Sociologia e Scienza Politica UNICAL
prof. Paola Barbara HELZEL Teoria Diritti Umani e Biogiuridica UNICAL
prof. Pasquale Lillo Dir. Ecclesiastico Università Viterbo
prof. Salvatore Muleo Dir. Tributario UNICAL
avv. Salvatore Mastroianni Cassazionista Pres. ANF Calabria
avv. Roberto Colica Cassazionista Pres. ANF Catanzaro
avv. Giuseppe Zupo Cassazionista Foro di Roma
avv. Raffaele Mirigliani Cassazionista già membro Consiglio Naz. Forense
avv. Giuseppina Bevivino Cassazionista Foro di Roma
dr. Giampaolo Gerbasi Ricercatore Istit. Dir. Pubblico UNICAL
dr. Rocco Giurato Storia Dir. Medievale e Moderno UNICAL
dr. Donatella Loprieno Ricercatrice Istit. Dir. Pubblico UNICAL
dr. Fernando Puzzo Ricercatore Dir. Costituzionale UNICAL
dr. Renato Rolli Ricercatore Ist. Dir. Amministrativo UNICAL
avv. Matteo Folino Cassazionista già Pres. Ordine Avvocati Lamezia
avv Domenico Antonio Marchese Cassazionista già Pres. Ordine Avvocati Lamezia
avv. Antonio Romano Cassazionista già Pres. Ordine Avvocati Lamezia
avv. Giuseppe Zofrea Cassazionista già Pres. Ordine Avvocati Lamezia
don Giacomo Panizza Comunità Progetto Sud
prof. Giovanna De Sensi Direttore Dipartimento Storia UNICAL
prof. Raffele Perrelli Letteratura Latina, Preside Facoltà Lettere UNICAL
prof. Giuseppe Roma Archeologia Medievale UNICAL
prof. Vittorio Daniele Politica economica Università Catanzaro
prof. Franco Peppino Roperto Patologia Generale Veterinaria Università Napoli
prof. Francesco Scaramuzzino Dirett. Dip. Ing. Aerospaz. e Mecc. II^ Univ. Napoli
avv. Michele Roperto Governatore Distretto Lyons - Pres. Reg. UDAI
dr. Sebastiano Panzarella Notaio Distretto Catanzaro, Crotone, Lamezia, Vibo
prof. Filippo D'Andrea Teologo
on. Francesco Forgione già Presidente Commissione Parlamentare Antimafia
prof. Giovanni Latorre Rettore UNICAL
prof. Ottavio Grandinetti Dir. dell'Informazione e Comunicazione Università Udine
Trasmesso per raccomandata postale, ma anticipato urgentemente via fax al n. 0646993125 in quanto si è avuta notizia dell'avvenuta predisposizione da parte degli uffici ministeriali di una bozza di Decreto Legislativo, che ignorerebbe completamente il criterio di cui nell'appello si chiede piena e coerente applicazione. E' quindi convocata per lunedì 18 Giugno alle ore 10.30 presso il Palazzo di Giustizia di Lamezia, Aula ex Pretura, una conferenza stampa.
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