"Alcune pazienti arrivano dal medico - spiega il presidente della Sime, Emanuele Bartoletti - per chiedere di correggere inestetismi inesistenti che si sono viste in un selfie scattato con un'inquadratura improbabile e con una prospettiva che distorce i tratti, ma che in realtà non esiste affatto. Come medici estetici ci troviamo a dover spiegare che il difetto che ci viene mostrato in una foto, non sempre va corretto perché normalmente chi ci vede, lo fa in posizione frontale". Altro problema sono le app 'bellezza' che fanno apparire star di Hollywood. "Sempre più spesso - prosegue l'esperto - abbiamo giovani pazienti che ci chiedono poi di diventare come appaiono attraverso questi filtri". Al tempo dei social, un altro rischio è rappresentato dai medici che usano il web in modo spregiudicato per promuoversi."Esistono colleghi che avviano molto rapidamente la propria carriera attraverso i social network - avverte Bartoletti - ma bisogna ricordare che fare la gavetta è molto importante nel mestiere, perché sono soprattutto l'esperienza e la pratica ad affinare tecnica e conoscenze". (Ansa)




