Giovedì, 02 Luglio 2026

Gioia Tauro porto 3Lamezia Terme, 17 gennaio 2014 -  Sono molte le reazioni alla notizia dell'approdo di armi chimiche siriane al porto di Gioia Tauro. Di seguito le dichiarazioni integrali pervenute in redazione.

"E' sacrosanta la preoccupazione e la protesta dei sindaci e dei cittadini della piana  di Gioia Tauro, nonché di tanti cittadini calabresi, per la decisione presa dal governo Letta-Alfano, con il silenzio-assenso di Scopelliti, di fare approdare a bordo di due navi danesi trecentocinquanta tonnellate di armi chimiche siriane nel porto di Gioia. La Calabria viene puntualmente considerata come luogo a sovranità limitata, pronto ad ingoiare di tutto, dai rifiuti tossici alla armi chimiche senza che il governo e la politica regionale battano colpo. La salute dei cittadini ed in primo luogo dei lavoratori del porto di Gioia Tauro non può essere barattata e la nostra regione non può essere trattata sempre come luogo nel quale tutto deve essere subìto senza proteste. Mi auguro un sussulto di dignità, si mettano al primo posto la salute dei Calabresi e del Territorio. Chiederò ai nostri parlamentari di dare voce a queste preoccupazioni e alle proteste di queste giorni”.
   
Gianni Speranza
Sindaco Lamezia  


Il no dell’Unione delle Proloco d’Italia

Desta preoccupazione nel mondo Unpli la decisione del governo italiano di far sbarcare nel porto di Gioia Tauro i 1500 container contenenti le armi chimiche siriane.  A farsi portavoce del dissenso che dilaga tra i volontari delle proloco Calabresi il neo presidente del comitato regionale Vincenzo Ruberto che sottolinea le eventuali pericolosità dello sbarco sia per l’ambiente che per il settore turismo.
L’Unpli Calabria si oppone dunque allo sbarco e si dichiara pronta a mettere in moto il suo esercito di volontari per dare voce alla protesta ed al diniego di ospitare sul proprio territorio materiali così pericolosi e dannosi.
Il mondo delle Proloco- sottolinea il presidente del sodalizio- è composto da volontari innamorati della loro terra. Da uomini e da donne, veri e propri “Angeli Custodi del Territorio” che ogni giorno promuovono all’esterno le bellezze paesaggistiche, culturali e naturalistiche della nostra bella terra di Calabria. Un patrimonio materiale ed immateriale dal valore inestimabile che sarà sempre difeso con parsimonia e cura dai membri dell’Unpli. Da qui il rifiuto di ospitare a Gioia tauro i container contenenti le armi chimiche siriane, che secondo le Prolococalabresinon va letto come un diniego ad assolvere a obblighi internazionali. Le proloco sono infatti consapevoli dei vincoli e dei doveri contratti dall’Italia negli accordi internazionali di pace, masemplicemente si sottolinea la non adiacenza a queste esigenze del porto calabrese. La Calabria, è una regione a spiccata vocazione turistica e dunque non ha la capacità e la predisposizione ad ospitare fardelli così pesanti e rischiosi per lo stesso habitat naturalistico che rendono il mare   Calabrese uno dei mari più cristallini d’Italia.
L’esercito dei volontari dell’Unione Nazionale Proloco D’Italia difenderanno a denti stretti le bellezze paesaggistiche e naturali della Calabria e annunciano azioni di protesta contro l’arrivo dei container contenenti le armi chimiche siriane a Gioia Tauro.

FN REGGIO: totale dissenso!

Stante la  notizia ieri dalle Agenzie di stampa secondo cui è imminente l’arrivo nel porto di Gioia Tauro di una nave Danese con un carico di armi chimiche provenienti dalla Siria, noi di Forza Nuova non possiamo che esprimere il più forte dissenso verso questa assurda decisione  imposta dal nostro Governo nazionale attraverso la volontà del Ministro degli Esteri Emma Bonino e di quello dei Trasporti Maurizio Lupi. Bollare come insensata una scelta simile appare fin troppo lapalissiano da parte nostra per una serie di motivi, primo fra tutti quello che assolutamente la nostra regione con tutti i problemi che ha già di suo non può essere destinata  a sito di deposito e smistamento di un arsenale di armi chimiche fungendo pertanto da zerbino ad un sistema politico internazionale che sceglie la nostra Calabria  come sede logistica per le sue azioni di “disarmo”. A tal proposito esprimiamo pieno sostegno al Sindaco di Gioia Tauro Renato Bellofiore in quanto riteniamo che questa decisione non abbia nulla di democratico, contrariamente alle dichiarazioni di cui gli stessi Ministri Bonino e Lupi fanno sovente sfoggio nelle loro giaculatorie,dal momento che tale operazione voluta dal potente alleato americano suona come un obbligo che deve essere accettato  dalla nostra Regione. Non ci risulta infatti che la classe politica regionale sia stata interpellata e neppure  i sindaci della piana sono stati preventivamente informati ed avvisati dell’arrivo di questi containers, bensi si sono trovati come tutta la popolazione di Gioa Tauro e delle zone limitrofe dinanzi al fatto compiuto.  Forza Nuova annuncia fin da ora la ferma contrarietà ed assieme la disponibilità ad appoggiare, al di là delle appartenenze ideologiche, tutte le eventuali forme di protesta che i sindaci interessati andranno ad attuare per tutelare i cittadini. Invitiamo pertanto il Governatore Scopelliti a far sentire, attraverso di se, la voce dell’intero territorio calabrese,nei confronti di una decisione che , così permanendo le cose, susciterà una forte protesta popolare come è logico che sia. Forza Nuova non vuole assolutamente che avvenga nel territorio calabrese questa operazione di trasbordo,piuttosto tutta questa spazzatura chimica sia portata direttamente negli Usa senza creare cosi  ulteriori disagi ed allarmi in una popolazione che è già prostrata da altre gravi situazioni politiche ed economiche.

Gaetano Monea
Segretario Provinciale
Forza Nuova-Reggio Calabria

 

 


Chizzoniti: scelte così di discutono con i territori

 


“Indipendentemente dalle nobili e condivisibili finalità volte a garantire la pace universale, proprio per l’altissimo spessore della delicatissima operazione, nell’Olimpo politico qualcuno avrebbe dovuto intuire che, all’uopo, qualsiasi opzione geografica e segnatamente quella particolarmente peculiare di Gioia Tauro non s’impone ma caso mai si concorda con le espressioni politiche territoriali”. E’ quanto afferma il presidente della Commissione  Vigilanza e Controllo del Consiglio regionale  Aurelio Chizzoniti,  in ordine al preannunciato coinvolgimento del Porto di Gioia Tauro nel contesto della distruzione dell’arsenale chimico siriano. “Non posso – aggiunge  Chizzoniti -  non ricordare a me stesso che se a livello governativo si fosse profuso lo stesso determinato impegno anche per la vicenda dei Marò letteralmente ‘sequestrati’ in India, probabilmente gli stessi sarebbero da tempo rientrati in Italia. Il cui potere negoziale, nel caso di specie, resta molto vicino allo zero. Anche i Marò – incalza Chizzoniti – erano al servizio della legalità mondiale e ciò nonostante strumentalmente ‘travestiti’ da spietati terroristi. Lo stesso dicasi – spiega  il Presidente della Commissione di Vigilanza – per lo sconcertante silenzio governativo afferente taluni iniziative sul versante portuale certamente fortemente penalizzanti il porto di Gioia Tauro a favore di altre strutture nazionali. Per questi ed altri motivi -  conclude il presidente Chizzoniti – non posso che  allinearmi, senza se e senza ma, con i sindaci dell’area di Gioia Tauro che, evidentemente, conoscono la realtà ambientale molto meglio di tanti soloni la cui distrazione rischia di scontrarsi con innegabili fattori di rischio, non escluse criticità criminali che, ex se, avrebbero dovuto suggerire un responsabile ed opportuno approfondimento della frettolosa scelta del porto calabrese”.

 

 

Nucera: si faccia un referendum

 


“Il Governo nazionale non può assumere decisioni che riguardano la Calabria senza una preventiva consultazione, o quantomeno fornire la dovuta informazione alle popolazioni ed alle amministrazioni locali”. E’ quanto afferma il segretario questore del Consiglio regionale Giovanni Nucera sorpreso dalla decisione del Governo Letta e del ministro Maurizio Lupi, che hanno individuato il porto di Gioia Tauro come scalo italiano dove effettuare il trasbordo delle armi chimiche provenienti dalla Siria. “A parte la decisione presa dall’alto senza alcuna consultazione e informazione, già di per sé grave – commenta il consigliere regionale Giovanni Nucera -  è fortemente preoccupante l’assoluta garanzia di sicurezza che dovrà accompagnare questa delicata operazione. Non è possibile che la Calabria sia ogni volta la scelta migliore solo quando si tratta di effettuare operazioni pericolose o quantomeno, come in questo caso, altamente rischiose per la popolazione. Sul porto di Gioia Tauro si sono spesi fiumi di parole, inerenti la sua posizione strategica  al centro del Mediterraneo, le sue potenzialità, ma al di là dei progetti, degli intendimenti, delle prospettive, compresa l’istituzione di una ZES, zona economica speciale, che rilancerebbe davvero lo scalo portuale calabrese, l’unico risultato finora è quello della sua scelta come luogo ‘adatto’ al trasbordo di materiale chimico altamente tossico destinato ad essere smaltito nell’oceano. Per questo – prosegue il Segretario Questore del Consiglio regionale – approvo pienamente l’indignazione e la protesta sollevata da alcuni Sindaci della Piana, che si dicono preoccupati da questa improvvisa decisione, sulla quale vige l’assoluta segretezza, anche in ordine alle misure di sicurezza che saranno intraprese durante il trasbordo dei container da una nave all’altra. Fortunatamente non si tratta di  un’operazione imminente. C’è tutto il tempo, quindi, per avviare una seria consultazione che coinvolga le popolazioni residenti nell’immediato hinterland del porto. E’ loro pieno diritto decidere sulla legittimità o meno di utilizzare parte del territorio dove vivono per una operazione internazionale dove l’Italia, purtroppo, è costretta a svolgere la parte più  spiacevole e rischiosa. Chiediamo che il Governo rispetti la Calabria, conceda a proprie spese l’istituzione di  un referendum consultivo con il territorio, da tenersi entro trenta giorni. E’ il solo modo, a mio parere, per rispettare la volontà popolare, e giungere ad una condivisione di una decisione che l’Italia, suo malgrado, ha dovuto assumere a livello internazionale. Ma soprattutto – conclude il consigliere regionale Giovanni Nucera – pretendiamo che, nel caso la scelta dello scalo portuale di Gioia Tauro sia confermata, siano assicurate tutte le  necessarie garanzie di sicurezza, che riguardano sia i lavoratori portuali che saranno impegnati nel trasferimento dei container, sia per le popolazioni residenti nelle immediate vicinanze del Porto di Gioia Tauro, che in futuro dovrà essere considerato e valorizzato per le sue effettive capacità e potenzialità, e non come terra di confine dove svolgere incombenze, seppure di livello internazionale, che nessun altro vorrebbe che fossero svolte nel proprio territorio”.

 

CasaPound: mai le armi chimiche in Calabria


E' inaccettabile la decisione di far transitare le armi chimiche della Siria nel porto di Gioia Tauro. Una decisione presa da un governo illegittimo che, in perfetta continuità con i precedenti, illegittimi governi di questo paese, si dimostra ancora una volta servo degli organismi internazionali, accettando addirittura con soddisfazione il ruolo di pattumiera del mondo che questi vorrebbero attribuire alla nostra Nazione". Lo afferma in una nota CasaPound Italia.  "Come dimostrano le quotidiane emergenze e le tragedie come quella di Lampedusa - prosegue Cpi -, l'Italia, per l'inettitudine, se non per la precisa volontà di chi la governa, è un paese isolato e abbandonato a se stesso da una comunità internazionale che non ha ritenuto necessario spendere nemmeno una parola per sostenere le nostre ragioni nella vergognosa vicenda dei Marò. Quella stessa comunità internazionale che, dopo averci rimandato indietro le bare avvolte nel tricolore dei caduti italiani dai più svariati scenari "di pace", oggi è ben felice di poter inviare nel nostro paese anche i container pieni di gas sarin. Si tratta, ripetiamo, di una decisione inaccettabile contro la quale siamo pronti a mobilitarci insieme ai cittadini".

 

Parisi: Non abbassate la guardia


“Non abbassate la guardia e continuate, piuttosto, a tenere alta l’attenzione su una vicenda che riguarda non solo la Calabria, ma l’intero Paese”. E’ l’appello che il segretario del Sindacato Giornalisti della Calabria e vicesegretario della Fnsi, Carlo Parisi, rivolge “a tutti gli organi di informazione, locali e nazionali”, in riferimento all’annunciato trasbordo delle armi chimiche siriane nel porto di Gioia Tauro.
Un appello, quello del vicesegretario della Federazione Nazionale della Stampa, che si aggiunge a quelli degli amministratori locali e degli stessi vertici della Regione Calabria, “tutti unanimamente preoccupati  – sottolinea Parisi – per una vicenda di cui fino a ieri non si sapeva nulla e che, anche per questo, ora desta ancor più preoccupazione tra i lavoratori interessati dall’operazione e la popolazione calabrese”.
Una paura “ragionevolissima, – incalza Parisi – che rischia di diventare panico, se alimentata da informazioni scarse e approssimative che, a quanto pare, sono le uniche arrivate sinora ai media. Cari colleghi – si rivolge, ancora, ai giornalisti il vicesegretario della Fnsi – siate consapevoli del ruolo strategico e fondamentale che svolgete e dovete svolgere in questa vicenda: informatevi, chiedete, scrivete, raccontate, fate da limpida cassa di risonanza alla voce del popolo e a quella del governo, locale e centrale, da cui attendiamo risposte, a questo punto, trasparenti e sicure”.

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