Lamezia Terme, 2 marzo 2017 - Riduzione e interruzione della fornitura dell’acqua potabile ai cittadini e alle famiglie di Lamezia Terme continua a verificarsi anche in questo mese di marzo. E,senza un miracolo, in occasione delle prossime ricorrenze della Giornata mondiale dedicata alle Donne e della Giornata mondiale dell’acqua i cittadini lametini non disporranno di un regolare servizio idrico.
I disagi per i disservizi nell’erogazione dell’acqua ricadono evidentemente in maggior misura sulle donne che generalmente si occupano della gestione delle attività domestiche che richiedono l’utilizzo dell’acqua. Il diritto alla regolare e continua fornitura dell’acqua potabileè negatoin tutte le stagioni dell’annoagli abitanti della terza città della Calabria che formalmente è ancora parte dell’Europa. Diritto negato non per l’indisponibilità dell’acqua ma per l’inefficienza e irresponsabilità proprio di chi è preposto a garantire lacontinua erogazione di acqua potabile in ogni famiglia o attività commerciale. Il disservizio idrico che si registra regolarmente tutto l’anno non è dovuto alla mancanza d’acqua perché, com’è noto, nei 162 chilometri quadrati del territorio comunale sono state censite più di cento sorgenti capaci di fornire quantità d’acqua sufficienti a soddisfare un città con il quadruplo degli attuali abitanti di Lamezia Terme. Va ribadito che dentro i confini comunali di Lamezia Terme esistono quattro sorgenti: Candiano, Sabuco, Cappellano e Risi che possono fornire ogni anno circa 20 miliardi di litri di acqua oligominerale. La quantità d’acqua disponibile delle quattro sorgenti presenti nel comune di Lamezia Terme corrisponde al volume immesso nella rete idrica del comune di Catanzaro dove non si lamentano disservizi e dove, in base ai dati indicati attualmente da “ItaliaSicura”, ogni cittadino riceve 617 litri al giorno di acqua potabile. La quantità di acqua procapite fornita dalla So.Ri.Cal spa per ogni cittadino di Catanzaro risulta il doppio dell’acqua fornita per ogni cittadino lametino. Non viene detto perché la So.Ri.Cal spa di proprietà a maggioranza della Regione Calabria invia quantitativi procapite differenti nei diversi comuni della regione. Sempre secondo i dati resi noti da “Italia Sicura” per ogni cittadino di Lamezia Terme, comune più ricco d’acqua d’Italia, il volume di acqua potabile immesso nella rete comunale è di 285 litri al giorno. Un volume che risulta meno della metà di quello fornito per ogni cittadino di Catanzaro e per ogni cittadino di Cosenza che è di ben 643 di litri al giorno. In verità, sulle variazioni e sulle reali quantità d’acqua fornita giornalmente dalla So.Ri.Cal. ai vari comuni non c’è adeguata trasparenza. Significativo in proposito ilcaso diLamezia Terme dove, dai pochi e contraddittori dati resi noti, emerge che il volume d’acqua fornita nell’anno 2010 era di 13 milioni di metri cubi; nel 2012 risulta di 6, 631 milioni di metri cubi mentre nel 2015 di circa 9,8 milioni di metri cubi.Mentre crescono le perplessità sulle quantità fornite da So.Ri.Calsi rileva che il dato sulla quantità d’acqua erogata, cioè quella che arriva ed è misurata dai contatori delle utenze,non subisce grande variazioni e si mantiene mediamente intorno ai 5 milioni di metri cubi all’anno. D’altra parte non si comprende perché la So.Ri.Cal decide di ridurre l’acqua creando disagi e danni alle famiglie e alle attività commerciali di Lamezia Terme mentre scrive che “La Riduzione Idrica ai Comuni morosi a tutela e garanziadella buona e continua erogazione di Acqua in ogni famiglia o attività commerciale della Calabria”. In pratica per i cittadini lametini non applica la “continua erogazione di Acqua in ogni famiglia o attività commerciale della Calabria” per risparmiare sulle spese. E in base a quale politica o logica aziendale si decide che le eventuali inadempienze di amministratori e gestori del servizio idrico devono ricadere sui cittadini e le famiglie che pagano regolarmente le tasse per avere il regolare e continuo servizio idrico? Perché la So.Ri.Cal. decide di ridurre l’acqua per utenti e famiglie della terza città della regione? E poi scrive che: “ con la riduzione della portata idrica ai comuni morosi So.Ri.Cal. intendeprimariamente Ridurre i costi di gestione del servizio stesso, evitando dunque che la morosità di pochi comuni influiscano sulla qualità e sulla continuità del servizio offerto a tutti gli altri Utenti”. È inaccettabile la decisione della riduzione e interruzione della fornitura dell’acqua potabile per molte ore al giorno; una decisione presa proprio da chi ha è preposto e retribuito per assicurare la continua e regolare fornitura dell’acqua potabile nelle case degli utenti costretti a pagare con regolarità lo stesso disservizio idrico. Non è accettabile che per dichiarati motivi di risparmio sia negato “un diritto umano e fondamentale”. Il “diritto all’acqua” è anche “diritto alla vita” per come affermato nella “Dichiarazione universale dei diritti umani”. È da ricordare quanto sottolineatodall’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani nel settembre del 2007: “È ormai tempo di considerare l'accesso all'acqua potabile e ai servizi sanitari nel novero dei diritti umani, definito come il diritto uguale per tutti, senza discriminazioni, all'accesso ad una sufficiente quantità di acqua potabile per uso personale e domestico - per bere, lavarsi, lavare i vestiti, cucinare e pulire se stessi e la casa - allo scopo di migliorare la qualità della vita e la salute”. Gli “Amici della Terra” continueranno ad attivare iniziative, anche per la ricorrenza della Giornata Mondiale dell’Acqua del prossimo 22 marzo, per garantire il Diritto all’Acqua a tutti e in particolare ai cittadini del comune Lamezia Terme più ricco di risorse del Belpaese.
Geologo* del Consiglio nazionale di Amici della Terra
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