San Ferdinando, 16 febbraio 2019 - Un incendio è divampato la notte scorsa nella baraccopoli di San Ferdinando, nel Reggino ed ha provocato una vittima: potrebbe essere un 35enne di nazionalità senegalese.
Le operazione per la sua identificazione sono in corso. Nel rogo sono state distrutte una ventina di baracche. Le fiamme potrebbero essere scaturite da uno dei tanti fuochi accesi dai migranti per riscaldarsi: una scintilla avrebbe provocato le fiamme che poi si sono rapidamente propagate tra le abitazioni di fortuna fatte di materiale infiammabile come legno e plastica. La vittima si chiamava Moussa Ba, di 29 anni, del Senegal. L'uomo viveva in una piccola roulotte all'interno del campo. Le fiamme sono divampate in una baracca ad una quindicina di metri da dove si trovava, ma si sono rapidamente propagate a causa del materiale usato per costruire le baracche, legno, plastica e cartoni. Ba è stato colto nel sonno e non ha avuto scampo.
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Salvini: sgombereremo la baraccopoli
"Sgombereremo la baraccopoli di San Ferdinando. L'avevamo promesso e lo faremo, illegalità e degrado provocano tragedie come quella di poche ore fa. Per gli extracomunitari di San Ferdinando con protezione internazionale, avevamo messo a disposizione 133 posti nei progetti Sprar. Hanno aderito solo in otto (otto!), tutti del Mali. E anche gli altri immigrati, che pure potevano accedere ai Cara o ai Cas, hanno preferito rimanere nella baraccopoli. Basta abusi e illegalità". Così, il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Nel Comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica convocato dal prefetto di Reggio Calabria Michele di Bari, è stato approntato un piano per il trasferimento, nelle more dell'attuazione di forme di accoglienza diffusa per le quali la Regione ha manifestato disponibilità a contribuire con strumenti che incentivino le locazioni. Intanto è stato identificato il migrante morto nell'incendio. Si tratta di Moussa Ba, di 29 anni, del Senegal.
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Oliverio: profondamente addolorato
Sono profondamente addolorato per il nuovo rogo e la morte di un altro giovane immigrato nella tendopoli di san Ferdinando. Diventa ormai urgente e indispensabile che il Governo assuma con determinazione un progetto di smantellamento della tendopoli e di trasferimento degli immigrati in luoghi più idonei e sicuri, nell’ambito dei programmi di integrazione sociale. Come abbiamo avuto modo di sostenere in più occasioni pubbliche e negli incontri in Prefettura di Reggio Calabria, non è più tempo di interventi rabberciate, ma di soluzioni chiare e risolutive. Pur essendo la problematica dell’immigrazione di competenza dello Stato, la Regione Calabria non si è mai tirata indietro, ma ha investito uomini e risorse per rendere più igieniche e umane le condizioni di vita dei migranti, anche attraverso la realizzazione di una nuova tendopoli. E, tuttavia, questo non è servito al necessario processo di smantellamento, sia pure graduale, dell’inumana aggregazione di migranti all’interno dell’area industriale della Piana di Gioia Tauro. Ancora negli ultimi recenti incontri presso la Prefettura di Reggio Calabria, la Giunta regionale ha avanzato proposte concrete mettendo a disposizione risorse per incentivare soluzioni abitative civili attraverso forme di garanzia per i privati, la utilizzazione di immobili confiscati, il sostegno alle aziende agricole per la realizzazione di strutture mobili per i migranti regolari impegnati nel lavoro stagionale, per l’attuazione dei servizi di trasporto e gestione dei servizi essenziali. Ma tutto questo si può realizzare solo con un efficace coordinamento del Governo che veda la piena collaborazione dei territori, delle strutture dello stato e delle parti sociali. Non è più accettabile continuare in questa situazione. Il Governo e il Ministero degli Interni devono assumere una iniziativa concreta per mettere in atto un progetto che consenta di trovare una soluzione degna di un paese civile, ai migranti regolari di San Ferdinando. Su questo terreno la Regione Calabria è pienamente impegnata a fare la sua parte concretamente e subito, come più volte è stato ribadito e dimostrato. Sono vicino alle comunità locali, ho sentito il sindaco di San Ferdinando, Andrea Tripodi, e oggi stesso una delegazione con l’assessore Angela Robbe si recherà a San Ferdinando".
Mario Oliverio, presidente Regione Calabria
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Cgil e Flai Calabria: precise responsabilità politiche e istituzionali
Ancora una morte a San Ferdinando. Una morte annunciata, quella del giovane venticinquenne Aldo Diallo, che non ha trovato scampo dalle fiamme divampate ieri notte nella baraccopoli, quel girone infernale in cui sono costretti a vivere in condizioni disumane centinaia di extracomunitari. Siamo stati attaccati per mesi perché denunciavamo la violazione dei diritti umani e perché chiedevamo una sistemazione provvisoria ma sicura per metterli al riparo dalla morte. Ma siamo rimasti inascoltati. Però lo abbiamo detto a gran voce e lo ripetiamo: questa ennesima tragedia, la terza in un anno, pesa come un macigno sulla coscienza di tutti noi. E soprattutto, questa morte, come le altre, ha precise responsabilità, politiche e istituzionali. Come sempre, questa notte sul posto era presente la Flai-Cgil. Come Cgil Calabria non siamo più disposti ad attendere oltre soluzioni che tardano ad arrivare. Per questo motivo, annunciamo sin da ora che organizzeremo una manifestazione di protesta, per stare al fianco dei migranti e denunciare ancora una volta in che condizioni non degne di un paese civile sono costretti a vivere queste donne e questi uomini. Lunedì pomeriggio, dunque, la Cgil e Flai nazionali, regionali e territoriali terranno una conferenza stampa a Gioia Tauro. Questo pomeriggio, nel frattempo, abbiamo organizzato una fiaccolata di solidarietà che si svolgerà alle ore 17, presso la tendopoli, a cui parteciperà anche il segretario nazionale della Flai-Cgil Giovanni Mininni.
Angelo SposatoSegretario Generale Cgil Calabria
Bruno CostaSegretario generale Flai-Cgil Calabria
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